Come saremo nel 2030

“L’uomo è ciò che egli fa per essere” – Jean Paul Sartre –

Durante la mia esperienza al Giffoni Experience, all’interno del Giffoni Innovation Hub, ho avuto il piacere di incontrare e di scambiare due chiacchere con uno dei più affermati sociologi presenti sul panorama europeo, Domenico de Masi.

Sociologi? Cosa fa un sociologo? Cos’è la sociologia?

L’etimologia della parola è duplice, derivando dal latino socius (colui che condivide una qualche appartenenza) e dal greco logos (studio). In senso proprio, perciò, la sociologia designa lo studio delle relazioni fra gli uomini operanti in una società.

Non voglio entrare in maggiori dettagli, le fonti disponibili a tutti sarebbero ben più esaustive di questo articolo; è sufficiente sapere che uno degli obiettivi di tale materia è individuare quelle che saranno le novità emergenti.

Domenico De Masi

Sociologo Domenico De Masi

Forse quest’ultima frase potrebbe apparire un po’ più stimolante, conoscere in anteprima quali potrebbero essere i trends del mercato in ambito culturale, economico e sociale potrebbe davvero fare la differenza in ottica di strategic management, ma semplicemente potrebbe anche essere interessante per propria cultura personale, portandovi ad effettuare considerazioni personali più profonde.

Prima di descrivervi quali saranno i trends dei prossimi 12 anni, vorrei brevemente delinearvi l’introduzione al dialogo avuto. Nelle parole del professore ho infatti potuto ripercorrere i miei studi, in quanto si è descritta una panoramica delle varie fasi dell’economia nel corso della storia, partendo dall’allevamento del bestiame e dallo sfruttamento dei prodotti della terra tramite l’agricoltura, passando poi per l’era industriale e arrivando infine alla società post-industriale.

Questo ultimo passaggio ha delineato un salto storico nel campo della produzione di beni, dai quali si è poi passati alla produzione di beni immateriali, come servizi, informazioni, simboli, estetica e tutti i valori intangibili ma ben presenti che compongono la società del XXI secolo.

“La progettazione per il futuro risulta essere il fine supremo di tutto il lavoro di oggi, per fare questo vi è la necessità di prevedere il futuro.”Domenico De Masi

Molto interessante è notare come ogni aspetto condizioni l’altro, così come ogni azione del singolo contribuisce allo sviluppo della comunità.

Di seguito viene riportato il frutto del lavoro del professore e del suo team che delinea, in diversi settori, i trend verso cui la nostra società si sta affacciando.

1. Longevità

Longevità 2030

Nello studio dei trends demografici, si prevede che nel 2030 la popolazione mondiale sarà di 8 miliardi, sebbene assisteremo ad un rallentamento demografico, vedremo comunque una presenza massiccia di nuovi nati che avranno bisogno di tutti gli elementi necessari alla vita, cose di cui il mondo è sempre più carente.

Inoltre non si allungherà la vecchiaia, ma ci sarà un allungamento medio della vita che comporterà un allungamento dell’età matura dell’individuo. Per vecchiaia infatti si intendono gli ultimi 2/3 anni di vita dell’individuo e allungandosi la vita media, di fatto il tempo della vecchiaia rimane invariato.

Così facendo ci sarà un massa nuova di persone che vivranno, viaggeranno, si divertiranno e riempire il tempo di tutte le attività connesse alla socializzazione.

  • Vivremmo in media 750.000 ore rispetto alle attuali 700.000.

Se ve lo state chiedendo al giorno d’oggi l’età media è di 80 anni, nel 2030 questa potrebbe arrivare a 86, vivremo quindi (in media) 6 anni in più!

  • Vivranno più a lungo le persone scolarizzate.
  • Durante la vecchiaia, ovvero gli ultimi 3 anni di vita, le spese farmaceutiche saranno pari a quelle effettuate durante tutta la vita trascorsa.

2. Tecnologia

Tecnologia 2030

La legge di Moore ci dice che la potenza di un microprocessore raddoppia ogni 18 mesi.

Assisteremo allo sboccio dell’ingegneria genetica grazie alla quale vinceremo molte malattie, allo sviluppo dell’intelligenza artificiale la quale si sostituirà a molte professioni manuali e non, nanotecnologie, stampe in 3 dimensioni e i robot si umanizzeranno sempre di più arrivando quasi a provare sentimenti.

  • Il chip del 2030 sarà centinaia di miliardi di volte superiore a quello attuale.
  • Avremo nel taschino tutta la musica, i libri, l’arte, i film e la cultura del mondo.
  • Il problema sarà trasferire i contenuti dal taschino al cervello.

3. Economia

Economia 2030

Nel 2030 il PIL pro capite nel mondo sarà cresciuto del 159% e la ricchezza si addenserà sempre di più.

Questo significa che la maggioranza della popolazione, non avendo l’adeguato bacino economico da cui attingere consumerà sempre meno, comportando così una riduzione della produzione mondiale.

La ridistribuzione della ricchezza risulta essere quindi un importante problema che andrebbe risolto fin da subito, potrebbe comportare altrimenti una regressione economica; processo che in Italia è iniziato dal dopoguerra.

  • Rispetto al giorno d’oggi ci saranno 1 miliardo di consumatori in più che consumeranno sempre meno.
  • Attualmente i 62 più ricchi del mondo hanno una ricchezza quasi equivalente a quella di 3.5 miliardi di poveri.
  • Accanto ai paesi del BRIC saranno emersi anche quelli del CIVETS (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia, Sud Africa).

4. Lavoro

Lavoro 2030

Agganciandoci al secondo punto, il lavoro subirà forti cambiamenti.

Si ipotizza che nel 2030 ci saranno il 40% in meno di posti di lavoro rispetto ad oggi, in quanto le macchine poco a poco subentreranno nei lavori operai e impiegatizi.

Il settore creativo ed emozionale verrà molto meno toccato, date le necessità umane di questi ambiti.

Tuttavia se il lavoro esecutivo non verrà ridistribuito, la disoccupazione aumenterà alimentando così ancora meno consumi e un aumento dei conflitti sociali.

  • Di fatto sarà uno sviluppo senza lavoro.
  • La Cina sarà la fabbrica e l’India il più grande ufficio del mondo.
  • Nei paesi avanzati il 20% degli occupati svolgerà mansioni operaie, il 30% mansioni impiegatizie e il 50% attività creative.

5. Tempo libero

Tempo libero 2030

Disporremo di 200.000 ore di tempo libero, pari a circa 23 anni.

Le industrie di tale settore potrebbero cavalcare il momento risultando i nuovi soggetti del mercato (il trend è già iniziato?).

Occorrerà quindi formarci al tempo libero, fin da oggi, più di quanto usiamo farlo al tempo di lavoro.

“Per i creativi non esiste tempo libero, ma neanche tempo di lavoro

  • Il nostro livello di cultura e di curiosità intellettuale plasmerà l’utilizzo del tempo.
  • Per gli addetti alle mansioni esecutive il lavoro non occuperà più di 60.000 ore, mentre 200.000 ore saranno dedicate alla cura del corpo e 120.000 alla formazione.

6. Ubiquità e plasmabilità

Ubiquità 2030

Grazie all’ubiquità, o onnipresenza, potremo digitalmente trovarci in più luoghi contemporaneamente, tele-lavoreremo, tele-apprenderemo, tele-ameremo.

Inoltre saremo plasmati dal contesto sempre più dinamico e moderno; elementi che oggi riteniamo forse essenziali, scemeranno, come la privacy che sarà solo un ricordo, grazie alle tecnologie non si potrà dimenticare più niente, la noia e l’isolamento scompariranno.

Infine non sarà più possibile perdersi, sempre con l’aiuto delle tecnologie satellitari potremo ritrovare la via di casa, qualora volessimo.

Nel 2030 chi è nato con Microsoft avrà 55 anni, con il Web avrà 39 anni, con Google avrà 33 anni, con Facebook avrà 26 anni e con Twitter avrà 24 anni.

  • Grazie allo sviluppo della tecnologia modificheremo profondamente il nostro corpo sia dal punto di vista estetico, che salutistico tramite l’utilizzo di laser e nuovi sviluppi nel campo dell’innovazione tecnologica.
  • Con il progredire della farmacologia potremo inibire, soffocare o acuire i nostri sentimenti.

7. Etica ed estetica

Etica ed estetica 2030

Il mondo che vedremo sarà più ricco ma resterà ineguale.

Negli U.S.A. il sussidio che viene dato ad una mucca è pari a 913$, quello che viene dato ad una persona sub-sahariana è di 8$. Esatto, non ho sbagliato a scrivere, otto dollari.

L’aumento e la visibilità delle disuguaglianze aumenterà e creerà seri movimenti e conflitti nella società.

  • L’affidabilità e l’onestà delle persone faranno da timone per la società. Con l’aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche solamente l’utilizzo etico ed intelligente del denaro e delle azioni potranno portare equilibrio al sistema.
  • Per molti oggetti sarà scontato che la loro perfezione tecnica sarà superiore all’esigenza di chi li acquista (ci siamo già arrivati?).
  • Il valore di mercato verrà pesato su estetica e brand.

8. Equilibrio

Equilibrio 2030

L’equilibrio verrà ristabilizzato, si dovrà trovare il baricentro rimanendo felici ma spendendo meno; la riduzione della capacità di spesa, oltre che imminente è anche necessaria. Sviluppo sostenibile sarà il nuovo “must”.

Secondo alcuni teorici l’equilibrio ecologico è già ampliamente compromesso: occorre progettare una retromarcia che riduca il consumo senza intaccare i livelli di felicità.

Occorre assicurare al pianeta uno sviluppo sostenibile che soddisfi i bisogni di oggi senza compromettere la possibilità delle future generazione di soddisfare i loro.

  • Il reddito del mondo supera i 65 trilioni di dollari e mediamente cresce del 3% ogni anno.
  • Secondo il rapporto ONU sullo Sviluppo umano basterebbero 100 miliardi di dollari all’anno per sradicare la fame e la povertà estrema.

9. Cultura

Cultura

L’omologazione globale prevarrà sull’identità locale, tuttavia ognuno cercherà la diversificazione dalla massa.

Non troppo difficile da immaginare il mondo digitale soppianterà quello analogico e crescerà l’esigenza umana di creatività, etica, collaborazione, problem solving e pensiero critico.

Se lavorate in banca iniziate a pensare ad un nuovo lavoro

  • La distribuzione del potere, della cultura e della ricchezza creerà nuovi conflitti.
  • La produzione e creazione del sapere seguirà il modello “molti per molti” (Google, Facebook etc..).

10. Androginia

Androginia 2030

I valori femminili (estetica, soggettività, emotività, flessibilità) colonizzeranno anche gli uomini.

Il futuro sarà rosa. La donna sarà al centro del sistema sociale e sarà tentata di gestire il potere con la durezza che deriva lei dai torti subiti nei diecimila anni precedenti.

Negli U.S.A. il 60% dei laureati, universitari e dottorandi sarà di sesso femminile.

Assisteremo ad una vera contaminazione sessuale e ad una forte femminilizzazione globale.

  • Molte donne sposeranno un uomo più giovane di loro.
  • Molte donne avranno un figlio senza avere un marito.

Riguardo invece allo sviluppo della società in generale si dovrebbe innanzitutto portare valore nei paesi più poveri. Esperimenti sociali hanno dimostrato un’importante predisposizioni di questi paesi agli aspetti umanistici.

Non è una novità che chi ha meno da dare è più disposto alla condivisione, di tempo, di momenti, di idee, di valori, di cultura e per assurdo talvolta abbiamo esempi di umanità proprio dalla popolazione che ne avrebbe invece più bisogno.

“Lasciamo le tecnologie alla Silicon Valley e concentriamoci sugli aspetti umanistici nelle parti più povere del mondo”

Considerazioni dell’autore:

Il testo precedente non deve essere assimilato come una verità assoluta, ma solamente come una previsione di quello che, secondo le previsioni del sociologo De Masi, sarà il prossimo futuro. Voi invece cosa pensate al riguardo?

Di certo però, trasmettendo cultura, potremo apportare un valore necessario a combattere l’ignoranza, sviluppare l’intelligenza e spronando la creazione di nuove forme di lavoro, contribuendo di conseguenza al miglioramento della società e al benessere collettivo.

Per fare tutto ciò però è necessario un elemento essenziale senza il quale i cambiamenti resteranno sempre concettuali e mai pragmatici: la passione. Questo fattore è quindi un pilastro inscindibile dall’idea di miglioramento, valorizzazione e innovazione.

Il vero passo in avanti si riuscirà a fare quando dai sogni si passerà ai pensieri ed infine alle azioni, quando la monetizzazione non sarà più il fine ma un punto di partenza dal quale poi pensare al progresso, al benessere della società e del pianeta che ci ospita.

Francesco Emiliani

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