Immersive experience: la terza dimensione dell’apprendimento

VR experience
Provate a immaginare una classe di studenti che, invece di studiare leggendo i libri di testo e guardando immagini stampate, possa viaggiare letteralmente nel nostro sistema solare, osservando i pianeti mentre si muovono attorno al Sole in uno spazio virtuale ricreato nel dettaglio. Pensate di poter visitare Marte, viaggiare all’interno del corpo umano, visitare piccolissime molecole o luoghi molto lontani nello spazio e nel tempo.

Sembra fantascienza, ma in realtà non lo è già più per alcuni studenti come quelli del San Francisco Unified District in California e delle Polk County Public Schools in Florida. Scuole come queste, infatti, sono state dotate di dispositivi appositamente pensati per educare attraverso la realtà virtuale. Con l’obiettivo di riuscire a coinvolgere tutti e stimolare interesse e curiosità anche nei più distratti, un interessante processo d’esplorazione e osservazione ha preso così forma, andando al di là del tradizionale processo d’apprendimento.

Immergersi nell’apprendimento

Il grazie va alla costante evoluzione tecnologica, che sta portando le dinamiche d’insegnamento ed educazione verso nuove strade, molto più attraenti per lo studente. È proprio in questa evoluzione che la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata occupano un ruolo fondamentale, offrendo forme avanzate di interazione studente-contenuto capaci di suscitare una maggiore propensione verso l’apprendimento. Dato un determinato oggetto di studio infatti ognuno può manipolarlo virtualmente in modo tale da esplorarlo e analizzarlo per conoscerlo meglio. Attraverso questa interazione lo studio di nuovi concetti diventa più interessante, rendendo così il processo di apprendimento meno pesante, più facile ed efficace.

Basta alla sola narrazione linguistica da parte dell’insegnante: le immagine istantanee, rapide e immediate hanno un enorme potenziale.

È evidente che l’evoluzione tecnologica stia affermando un nuovo contesto d’uso del digitale, che vede nell’esperienza immersiva –l’immersive experience appunto, ovvero la combinazione tra realtà virtuale e realtà aumentata – un grande vantaggio per il mondo scolastico. Da tempo utilizzata in ambito militare, per la guida di veicoli, nella progettazione e altri ambiti e più recentemente per la cattura dei Pokémon, oggi la simulazione virtuale viene impiegata sempre più anche in ambito educativo. La possibilità di esplorare e costruire la propria conoscenza, infatti, sta conseguendo un enorme successo.

realtà virtuale

L’esperienza virtuale

In un’esperienza immersiva si prende in considerazione lo spazio tridimensionale e, in questo spazio, lo user agisce in modo multisensoriale esplorandolo attraverso la vista, l’udito o anche il tatto.

L’esperienza virtuale è caratterizzata da tre idee base:

  • Immersione: lo user ha la sensazione di essere realmente all’interno del mondo presenta ai suoi occhi grazie ad un dispositivo digitale;
  • Interazione: lo user ha la possibilità di manipolare gli oggetti virtuali;
  • Coinvolgimento: in questa esplorazione è come se lo user prendesse parte al mondo virtuale davanti ai suoi occhi dal momento che può navigarci dentro in modo attivo.

Le tipologie in cui può presentarsi il contenuto sono varie. Si spazia dalla fotografia sferica interattiva, ai video a 360°, fino alle simulazioni in tempo reale.

Il contributo di Google

Anche Google, oltre a dispensare eccellenti consigli per la tua carriera e a tutto il resto (forse troppo?), sta dando il suo contributo alla realtà virtuale attraverso Google Cardboard. Si tratta di una piattaforma creata da David Coz e Damien Henry, due ingegneri di Google che hanno pensato di creare un sistema low-cost per rendere accessibile la realtà virtuale attraverso uno smartphone. In questo modo, essi sono riusciti ad incoraggiare notevolmente l’interesse e lo sviluppo di applicazioni VR, permettendo a chiunque possieda uno smartphone Android o Iphone di fare un’esperienza virtuale per meno di 20$.

Un visore Google Cardboard è composto da un semplice kit di cartone da montare, dotato di tecnologia NFC che rileva automaticamente quando dentro c’è il cellulare. Le lenti del visore permettono di vivere un viaggio 3D che ha ben poco da invidiare a visori più complessi come il Samsung Gear VR e Oculus Rift.

Grazie a Google Cardboard, oggi è possibile vivere un’esperienza VR alla scoperta dell’universo con l’educational app Titans of Space, così come è possibile esplorare il mondo attraverso video dinamici a 360° con Discovery VR. Se invece volete fare un giro all’interno del cervello umano alla scoperta dei neuroni che causano disturbi mentali ad un determinato paziente, InMind VR soddisferà la vostra sete di conoscenza.
visori google cardboard

Il successo è stato strepitoso. Nel gennaio 2016 sono stati acquistati più di 5 milioni di visori Google Cardboard e più di 1.000 applicazioni compatibili con la piattaforma sono state sviluppate. Dato il notevole successo ottenuto, Google ha annunciato lo sviluppo di una nuova piattaforma VR, il cui lancio è previsto per novembre 2016. Il successore di Goggle Cardboard si chiama Daydream e sarà compatibile solamente con i telefoni “Daydream-Ready”, ovvero quelli dotati del nuovo sistema operativo Android N.

Tutto questo sarebbe sembrato incredibile quando eravamo bambini, sarebbe stato solo frutto della nostra immaginazione. Oggi invece stiamo scoprendo un’altra dimensione dell’apprendimento, che sfrutta un meccanismo conoscitivo in noi innato e attivato da uno stimolo sensoriale.

Un po’ come quando eravamo piccoli ed esplorare ciò che ci stava attorno in prima persona era il solo modo per conoscere.

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