Intervista a Cosmano Lombardo: dietro le quinte del D4NP

Cosmano-Lombardo

È proprio nella splendida cornice della Comunità di San Patrignano che si è svolto il primo evento in Italia sul digital nel settore non profit, a cui hanno partecipato più di 600 ascoltatori.

Una giornata che nasce per creare networking e condividere idee: moltissimi sono stati i temi toccati come le strategie di comunicazione online,  il digital fundraising e il corretto utilizzo dei social media. Numerose anche le presentazioni degli strumenti digitali utili alle realtà attive nel campo del non profit che vogliono sfruttare le potenzialità che offre il digitale.

L’idea del D4NP – Digital For Non Profit nasce da Cosmano Lombardo, CEO di Search on Media Group, società organizzatrice anche del Web Marketing Festival e del Social Media Strategies.

Eravamo davvero curiosi di conoscere com’è nata la collaborazione con la Comunità di San Patrignano e di sapere da dov’è nata l’idea quindi siamo andati a intervistare Cosmano Lombardo dietro le quinte!

Cosmano Lombardo

 

Ciao Cosmano, grazie per averci dato questa splendida possibilità! Come definiresti in 3 parole un organizzatore di eventi?

Cavolo, mi arrivate sempre con queste domande a cui è difficile dare una risposta. Allora: un organizzatore di eventi deve essere fuori dagli schemi, giocoso e responsabile.

Quali sono gli obiettivi che ti sei posto per organizzare questo evento?

L’obiettivo era quello di mettere insieme soggetti diversi, appartenenti a settori diversi – quindi il mondo dell’impresa, il mondo no profit, il mondo delle istituzioni e i professionisti – a riflettere sul sociale. L’altro obiettivo era farlo in una location simbolica quale la comunità di san Patrignano. E penso che ci siamo riusciti.

Com’è nata questa collaborazione con la Comunità di San Patrignano?

Questo evento era pianificato da anni e doveva essere realizzato lo scorso anno a Roma. Nel 2016 abbiamo incontrato la Comunità perché stiamo seguendo i ragazzi e stiamo facendo insieme a loro un percorso di formazione sul digitale. Conoscendo loro e lavorando con i ragazzi abbiamo valutato di annullare il progetto precedente e di farlo qui.

Quanto tempo hai dedicato in media al giorno per l’organizzazione dell’evento?

L’idea iniziale era di un evento più ampio e ho iniziato a lavorarci anni fa. Poi l’abbiamo ridisegnato, visto San Patrignano, e ricambiato proprio per questa giornata. Così com’è ci abbiamo lavorato 3 mesi, quindi poco.

Quanti siete nel team e quali sono le caratteristiche principali per entrare a farne parte?

Noi come team abbiamo una parte che si occupa di consulenza e una parte che si occupa di formazione. Poi abbiamo tutta le gestione della Community. Se parliamo della parte organizzatrice di eventi siamo circa 10 persone, in totale siamo 30.

In primis bisogna avere dei requisiti personali cioè il fatto di volersi aggiornare costantemente. Non bisogna arrivare necessariamente già preparati ma bisogna avere una passione abbastanza accentuata rispetto alla conoscenza. Dopodiché, bisogna assolutamente avere una parte di conoscenza sul marketing ma la curiosità, l’apertura e la volontà di volersi aggiornare costantemente sono i punti principali.

Sai che il mantra del nostro Club è Learning by doing. Nell’organizzazione di questo evento ci sono anche studenti universitari come noi?

No in questo caso no, negli altri si. Devo dire però che alcune parti le abbiamo realizzate con i ragazzi della comunità. Noi portiamo avanti spesso il Learning by doing, come al Web Marketing Festival, e abbiamo molti progetti con gli studenti universitari. Questo è stato un percorso un attimino più profondo, ma anche qui c’è un pizzico di Learning by doing.

Che aspettative ti sei posto per questo evento rispetto al Web Marketing Festival?

Con questo evento la volontà era quella di toccare altri temi connessi al digitale, visto che quest’ondata sta travolgendo anche nuovi settori che non sono totalmente coinvolti, come ad esempio il mondo dell’arte. Noi abbiamo una parte di artisti di strada al Web Marketing Festival che sarebbe bello potenziare e, al tempo stesso, continuare a lavorare con i giovani sulle professioni digitali.

Che cosa ti aspetti che si portino a casa i partecipanti?

Che i professionisti che si occupano di digitale facciano dei passi forti verso il mondo del no profit. E chi appartiene alle organizzazioni non profit usi il digitale e contribuisca a farlo crescere.

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