Intervista a Caterina Horbatkova, relatrice al Web Marketing Festival!

Vi avevamo già annunciato che il 21-22-23 giugno saremo presenti come Media Partner al Web Marketing Festival di Rimini. Mancano solo pochi giorni ma non potevamo certo starcene con le mani in mano, così abbiamo pensato di darvi una breve anteprima del festival e intervistare uno dei protagonisti. 

La persona in questione si chiama Caterina Horbatkova, Direttrice Marketing e Consulente per il Mercato Estero di EsplorEst, un’azienda di Web Marketing nata con lo scopo di aiutare tutte le società italiane che intendono espandere i propri affari verso la Russia. A Rimini avremo l’occasione di ascoltare il suo speech, ci parlerà di come sfruttare al massimo Telegram e aumentare le vendite in Russia integrando questo strumento con gli altri social network. Conosciamola più da vicino!

Salve Caterina, sappiamo che ha frequentato la facoltà di Economia del Turismo presso l’Università degli studi di Bologna. Rifarebbe lo stesso percorso universitario?
Sì, quando sono venuta in Italia avevo già una laurea in Architettura, ma amando molto questo Paese sono subito stata attratta dal settore turistico ed è per questo che ho scelto quella facoltà. Poi, durante gli studi, ho preferito cogliere la possibilità di poter lavorare subito nel settore e completare la mia formazione direttamente sul campo. Se dovessi tornare indietro, rifarei lo stesso percorso: ogni scelta, inclusa quella di venire in Italia, ha creato in me sempre nuovi stimoli per gli step successivi; anche se oggi la mia attività ruota tutta intorno al web, non ritengo inutile la laurea in Architettura poiché è comunque parte della mia formazione.

Quali sono, quindi, le esperienze che la hanno formata e che le hanno permesso di approcciarsi al suo lavoro?
Il mio percorso lavorativo mi ha costretto a confrontarmi ogni giorno con situazioni reali, gestendo imprevisti e risolvendo problemi, cercando sempre di capire cosa più interessa a un’azienda.

Le esperienze in ambito alberghiero e, in seguito, come socia di un tour operator, mi hanno aiutato a mettere in pratica idee di web marketing su più fronti, potendo così studiare e sperimentare diverse strategie, e cominciando a specializzarmi verso il mercato russo.

Oltre ad acquisire diverse conoscenze in questo settore, si è presentata un’opportunità veramente interessante per potere divulgare tutto questo ad un pubblico interessato.

Devo per questo ringraziare il Web Marketing Festival che, oltre ad essere il più importante evento di Web Marketing in Italia, mi ha dato l’occasione di poter essere relatrice.

Il suo non è un lavoro di cui si parla tutti i giorni, potrebbe spiegare ai nostri lettori di cosa si tratta?
Diciamo che in Italia molte attività legate al web marketing o al social media marketing sono difficili da comprendere, e le definizioni spesso non aiutano. Cercando di spiegare la mia attività, direi semplicemente che è incentrata ad intercettare, tramite varie strategie web e social, tutti quegli utenti russi che sono attratti dal Made in Italy e dall’Italia.

Tutto questo è ovviamente possibile SOLO grazie ad una presenza su internet di più di 100 milioni di russi!

Parlando di Digital Marketing, immagino che ci siano approcci differenti a seconda dei vari paesi, anche se facenti parte dell’UE. Quali sono le dinamiche/driver che si scostano dal fare Digital Marketing in Italia e in Russia per esempio?
Gli approcci sono molto differenti. Considerate che, se parliamo di Russia, parliamo di un’ area molto estesa, con 11 fusi orari e culture diverse. La strategia di approccio verso queste diversità è ancora più importante della scelta degli strumenti da utilizzare (anche gli stessi contenuti grafici e testuali).

Rispetto agli standard di Digital Marketing occidentali, dove i contenuti testuali sono brevi e sintetici, in Russia invece sono più sostanziosi, in quantità e qualità, in quanto ai russi piace molto leggere.

UN CONTENT POTREBBE SEMBRARE UN ROMANZO!

Quali invece i punti in comune?
Strumenti e piattaforme come Facebook, Instagram e Google sono presenti anche in Russia e consentono un approccio tecnico simile. L’aspetto tecnico però è solo un lato della medaglia: l’aspetto più rilevante è sicuramente quello strategico. Un musicista deve saper usare il suo strumento, ma è la musica che deve arrivare.

Le tecniche SEO/Advertising di cui si occupa variano in base al paese?
Il principale motore di ricerca russo è Yandex. La differenza è che su questa piattaforma la qualità di scrittura dei testi è un elemento analizzato e valutato più approfonditamente rispetto a Google. In generale, nell’Advertising cambia molto il content grafico: potrebbe seguire uno stile occidentale in aree come Mosca e San Pietroburgo, mentre avere accezioni “barocche” in regioni più a est come Kazakistan, Azerbaijan, ecc.

Può spiegarci quanto incide l’introduzione di un nuovo social sulla struttura eCommerce di un’impresa?
Qui bisogna fare una premessa: i sistemi di messaggistica sono strumenti che in Russia potrebbero essere sospesi, sostituiti, implementati. È necessario che le aziende abbiano sufficiente elasticità per passare da un sistema di messaggistica all’altro. Aldilà dello strumento specifico, il focus è la sua funzione: creare e mantenere un contatto molto diretto con i clienti acquisiti e potenziali, sfruttando le interazioni per aumentare le vendite.

In molti considerano Telegram un’applicazione di mera messaggistica: quali sono le sue argomentazioni per convincere gli scettici?
Nel business russo questi strumenti sono già utilizzati da tempo. Ne sono esempio i nostri clienti che operano nel settore della moda B2B: acquistano all’ingrosso, usano Telegram e WhatsApp per tenere un contatto diretto con i clienti e così facendo hanno aumentato le vendite del 35%.

Se potesse dare un consiglio ai giovani MARKETERs che decidano di intraprendere una carriera in International Marketing, quale sarebbe?
Sicuramente la specializzazione. La complessità delle piattaforme, la tecnologia che avanza, nuovi elementi che entrano in gioco: tutto questo rende l’attività complessa anche se si opera in un singolo Paese.

La strada da percorrere è scegliere un solo Paese, magari uno del quale si conoscono strumenti e peculiarità culturali. Se dovessi dare un consiglio, direi certamente AMARE quel Paese nel quale ci si vuole specializzare. Comunicare verso un Paese che non si ama, pur essendo molto preparati, diventerebbe difficile. A me per esempio piacer definirmi come un mix di sangue russo ma con un cuore italiano.

Carichi di questi consigli, vi diamo appuntamento al Palacongressi Rimini il 21-22-23 giugno!

 

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