La TV del domani: YouTube conquista il piccolo schermo

Ogni giorno ci troviamo di fronte a novità e cambiamenti che spesso non avvengono solo per soddisfare qualche domanda emergente sul mercato, ma anche (e soprattutto) per differenziarsi e superare la sempre più agguerrita concorrenza. Accade così che un gigante come YouTube decida di rinnovarsi per poter emergere in settori diversi da quelli in cui ha sempre operato, sebbene non sia mosso dal bisogno di incrementare il proprio fatturato.

Per tutti gli amanti di web, video, musica e non solo, il 14 febbraio non si celebra semplicemente San Valentino: infatti, nel giorno della festa degli innamorati dell’ormai lontano 2005, in California, Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen hanno posto le basi per quella che sarebbe diventata nel giro di pochissimi anni una delle startup più di successo al mondo. A YouTube è bastato veramente poco per essere sulla bocca di tutti: la piattaforma offre la possibilità di condividere e visualizzare video di ogni tipo, da eventi sportivi ad intrattenimento, da spezzoni di alcune serie tv a cartoni animati, dando ad ognuno la possibilità di vedere e rivedere tutti i contenuti che preferisce.

Ma è solo l’inizio: già dopo due anni, grazie al famoso slogan “Broadcast Yourself”, ci si rende conto delle incredibili possibilità che offre questo nuovo strumento. Infatti, non permette solo di stare ore e ore a rivivere alcuni episodi o scene avvincenti, ma anche di diventare veri e propri protagonisti di video auto-prodotti e auto-caricati. Tutti hanno l’occasione di esprimere la propria voce: è possibile infatti creare un canale, aggiungere  contenuti personali, commentare e anche dire la propria opinione. Se a questo, poi, aggiungiamo la possibilità di ottenere un profitto dipendente dal numero di visualizzazioni ricevute, allora comincia a prendere forma lo scenario odierno, dove chi ha talento in un qualunque campo (dai videogames allo sport, dalla lettura alla critica) lo mette subito in mostra, arricchendo sempre più l’intero sistema. YouTube inizia a popolarsi così di facce nuove, i cui volti più noti sono ormai contraddistinti da quella che negli ultimi anni è diventata una vera e propria professione: lo YouTuber.

Il mercato è vasto e il potenziale ancora di più: è evidente come la mossa vincente sia proprio quella di investire sul “Tubo”.

 

Il passaggio a Google e la continua evoluzione

Siamo nel 2006 e Google Inc. decide di sborsare la bellezza di 1,65 miliardi di dollari pur di accaparrarsi YouTube. Sebbene al tempo sia stata considerata da molti una cifra azzardata, adesso, visti i risvolti avuti, possiamo affermare che il prezzo è stato sicuramente di saldo!

Il principale punto di forza di YouTube è stato il fatto di puntare sulle persone: chi meglio di loro, infatti, può esprimerne bisogni e aspettative? Così, grazie all’utilizzo  di commenti sotto i video e alla conseguente creazione di dibattiti, dubbi e chiarimenti, diventa veramente semplice e veloce capire quali possano essere le esigenze dei propri customers.

Ecco perché, ad esempio, non solo viene inserita la canzone con il video originale dell’artista, ma anche la versione “lyrics” che permette ai più curiosi di avere libero accesso al testo. E naturalmente, restando sempre in questo ambito, lo stesso utente trova parecchio spazio avendo la possibilità di cimentarsi e dare prova delle sue abilità, pubblicando un video della propria cover e ottenendo feedback dagli altri utenti.

Tornando poi al mercato in generale, attraverso una semplice ricerca risulta davvero facile capire, in base al numero di visualizzazioni e followers dei vari canali, quali siano i contenuti più interessanti e i trend del momento, così da rimanere costantemente aggiornati sulle ultime tendenze per poi offrire qualcosa che possa essere particolarmente apprezzato dall’utente.

 

L’arrivo dei “pezzi grossi”e delle aziende…

Prima di diventare quella vasta piattaforma che è oggi, YouTube era animato solo da utenti più o meno sconosciuti. Tuttavia, di lì a poco, sia personaggi di successo che grandi aziende hanno deciso di sfruttare e non poco il potenziale del Tubo.

Ma come ha fatto YouTube a raggiungere target così importanti?

L’abilità di Google è stata quella di creare una situazione Win-Win capace di coinvolgere un vasto numero di artisti e non solo. In poco tempo, ci si è resi conto dei diversi vantaggi che YouTube offriva loro: una continua ed efficace visibilità del proprio nome, una prima e rapida verifica del mercato, un sostanziale aumento dei propri guadagni. Il tutto, grazie alla formula del Tubo che collega i ricavi dei publisher in base alle visualizzazioni degli utenti.

Ecco così arrivare sempre più accordi, come quello della ormai celebre piattaforma di video musicali Vevo.

…ma anche dei problemi  

Come ogni realtà, anche YouTube ha dovuto fare fronte a diverse difficoltà. Nel momento in cui i grandi nomi iniziavano a farsi avanti, infatti, il Tubo si è visto costretto a stipulare accordi per evitare danni d’immagine o di copyright. Tuttavia, sebbene ad esempio l’accordo con la SIAE sia stato raggiunto in tempi brevi, ci si è più volte scontrati con problemi di natura legale. Ad esempio? Quando l’utente registra con il  telefono l’evento esclusivo offerto da un canale televisivo per poi metterlo sul proprio canale YouTube, viola determinati diritti e la piattaforma è direttamente coinvolta.

Negli ultimi tempi, sebbene la prassi non sia cessata del tutto, risulta praticamente impossibile inserire in maniera duratura contenuti che violino i diritti di terzi: dopo pochi minuti o al massimo qualche ora, tramite una serie di algoritmi interni al programma, i contenuti protetti vengono individuati e il “proprietario” viene contattato con richiesta di immediata rimozione.

YouTube TV

Uno dei punti di forza di YouTube è stato sicuramente quello di offrire un servizio accessibile a tutti a costo zero, in grado di coinvolgere la stragrande maggioranza delle persone.

Ma sebbene la situazione non lasciasse trasparire alcun motivo di preoccupazione, YouTube ha recentemente deciso di continuare per la strada che porta alla sua crescita, allargandosi in un campo con caratteristiche simili a quello in cui già opera, sia in termini di apprezzabilità che di mercato.

Marzo 2017: siamo a Los Angeles quando la celebre CEO Susan Wojcicki presenta a tutti un’offerta senza precedenti nel mondo del piccolo schermo: una lista dei migliori 35 canali di ogni genere, 46 emittenti e una serie di vantaggiosissime offerte volte a ‘coccolare’ lo spettatore.

La  scelta è stata più dettata dalla concorrenza che da una reale necessità finanziaria: Google, infatti, ha deciso di esplorare questo nuovo territorio principalmente per sconfiggere alcune realtà già presenti da tempo, come Netflix, DirectTV Now (di AT&T), Amazon Prime Video o Play Station Vue (di Sony). La chiave del successo? Poter sfruttare l’enorme base di utenti già presenti sul proprio portale.

L’ascesa di YouTube TV

Youtube TV sbarca quindi in America con un elenco di 35 canali tra i più ricercati e l’eccezionale base di partenza.

Il target di riferimento sono i Millennials, che sono anche la maggior parte degli utenti presenti sul portale. Tuttavia, altrettanta  importanza viene data anche ad altre generazioni, mettendo a disposizione una vasta gamma di titoli e offerte adatte a tutti i membri della famiglia. Da contorno, poi, l’offerta particolarmente allettante senza vincoli di contratto e l’interfaccia a regola d’arte, davvero semplice, che consente un rapido passaggio tra le diverse sezioni Home, Library e Live senza interruzioni pubblicitarie e con la possibilità di rivivere il tutto su più dispositivi.

 

L’offerta di YouTube TV e i grandi vantaggi

Il pacchetto offerto da YouTube TV è molto di più di una semplice lista dei canali più in voga: comporta infatti non pochi vantaggi a chi decide di acquistarlo. Cosa offre YouTube TV?

Google ha pensato bene di accontentare tutti: non più pacchetti specifici riferiti ad eventi mirati (tanto per capirci, offerta esclusiva solo per sport o solo per cinema), bensì un quadro completo che, con un periodo gratuito di prova e un costo fisso di 35$ al mese, mette a disposizione degli utenti il meglio della TV in ogni campo. Nello specifico, alcuni dei canali più noti sono: Abc, Nbc, Fox, Fox Sport, Fox News, BBC America, BBC World News, CBS, ESPN, Disney Junior e tanti altri ancora, con la possibilità naturalmente di fare ricerche mirate per determinati film o altri eventi di interesse.

Tutto qua?

Assolutamente no! YouTube TV, a differenza di tutti gli altri abbonamenti che propongono i concorrenti, permette al cliente di sottoscrivere accordi mensili. Dopo un mese di prova, infatti, l’utente ha la possibilità di accettare il rinnovo anche solo per un altro mese (al costo, invariato, di $35)  per poi, una volta stufo o intenzionato a smettere per qualunque altra ragione, interrompere senza vincoli di contratto o durate annuali da rispettare. Inoltre, attraverso la cosiddetta funzionalità DVR, all’utente che si abbona è concesso uno spazio illimitato sul cloud, dove registrare e archiviare tutti gli eventi di proprio interesse per poi rivederli anche in modalità offline.

 

E se non ho una TV?

Sebbene dal nome possa sembrare una contraddizione, il vero obiettivo di YouTube TV è proprio quello di sostituire la classica rete via cavo. Essendo infatti disponibile sia da mobile che da tablet o PC, l’utente può portare sempre con sé i migliori canali, che sia a casa o fuori.

Facile, dunque, immaginare come una base immensa di persone che spende ore e ore a settimana su YouTube a guardare video possa essere favorevolmente coinvolta in qualcosa che non è solo un passo avanti, bensì una vera e propria rivoluzione.

Ultimo vantaggio, ma non per questo meno importante, la sottoscrizione con YouTube TV permette la creazione fino a 6 account: ebbene, per quanto possa sembrare assurdo, le esigenze degli amici appassionati di calcio o NBA vanno così ad incontrarsi con i capricci dei più piccoli che vogliono cartoni animati a tutte le ore, senza nemmeno sacrificare i tanto amati film o serie tv dei  genitori,  i quali possono serenamente gustarsi il tutto dopo un’intensa giornata lavorativa.

 

E cosa succederebbe se YouTube TV arrivasse in Italia?

In base alle nostre abitudini, è possibile immaginare la risposta che un servizio del genere potrebbe avere in Italia.

  • La giornata solitamente prevede lunghe attese nei trasporti: dunque perché non guardare in metro dal proprio smartphone uno dei canali preferiti o rivivere il match giocato la sera prima?
  • Il punto debole della Pay TV in Italia risiede sia nel fatto di dover sottoscrivere abbonamenti di lunga durata e sia nel dover scegliere uno specifico settore (o spettacolo o sport, per intenderci). Come visto, YouTube TV è molto più flessibile al riguardo.
  • Quanto sarebbe bello avere entrambe le opzioni e, soprattutto, smettere improvvisamente di rinnovare l’offerta senza alcuna conseguenza?

Insomma, il successo che potrebbe raggiungere rischierebbe davvero di avere un impatto significativo, anche qui, sulla concorrenza.

 

Conclusioni

Come appare abbastanza evidente anche dal caso YouTube, una regola chiave per chi vuole lavorare nel digitale è proprio focalizzarsi su chi ne fa (e ne farà) l’uso. Più l’utente viene ascoltato e si presta l’orecchio ai suoi bisogni, più questo sarà propenso ad accettare l’offerta proposta, probabilmente anche qualora un domani dovrà trovarsi di fronte ad un piccolo sovrapprezzo. Google, infatti, non solo decide di accontentare i suoi clienti, ma anche di sfruttare i suoi punti di forza, come la vastissima fan base cresciuta nel tempo e pronta a seguire con grandissimo interesse i nuovi contenuti offerti.

 

 

Fonti

YouTube lancia la tv (e altre 10 cose che non sai)

Youtube TV, un servizio streaming diverso dagli altri

 

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