Microsoft, quando l’innovazione si fa standard

Microsoft

Tutti riconosciamo il suono del video qui sotto. Insieme a pochi altri suoni legati ai brand (come il jingle di Intel, o il “para-pa-pa-pa” che letto così non vi dirà nulla, ma se aggiungo che il riferimento è al motivetto di McDonald’s sicuramente sarà subito suonato nella vostra testa), le 4 note di apertura di Microsoft Windows XP risultano immediatamente riconoscibili, anche senza logo o prodotto davanti, a dimostrazione dell’importanza e della riconoscibilità del prodotto e dell’azienda stessa per il consumatore, che dal 2001 al 2014 (data di cessione ufficiale del supporto da parte di Microsoft) ha potuto utilizzarlo giornalmente sul proprio personal computer.

Microsoft Corporation nasce a Redmond nel 1976 dalle menti di Bill Gates e Paul Allen, che con un invidiabile spirito imprenditoriale riescono a prendere un business basato su un software venduto in licenza a più produttori di hardware e trasformarlo nell’azienda che fornisce il sistema operativo per personal computer più utilizzato al mondo, e che ha detenuto fino ad aprile 2017 anche il primato di sistema operativo più utilizzato su ogni piattaforma (il primato è ora di Android, ma – vedremo – non è un caso).

Con questa infografica è possibile ripercorrere l’intera storia dell’azienda. Nelle vicende di Microsoft, spiccano alcuni eventi curiosi:

  • dopo appena due anni, l’azienda aveva già una sede internazionale in Giappone, e fatturava 1 milione di dollari;
  • Bill Gates è diventato il miliardario più giovane del mondo nel 1985, all’età di 31 anni;
  • lo stesso Gates non si è mai laureato, poiché ha lasciato gli studi per dedicarsi al nascente progetto Microsoft. Ha ricevuto la laurea honoris causa dall’università di Harvard nel 2007;
  • nel 1983, Time Magazine non elegge un uomo dell’anno, ma nomina il pc “macchina dell’anno“;
  • dal 2008, Bill Gates non è più a capo dell’azienda che egli stesso ha fondato: dopo 32 anni in Microsoft, decide di dedicarsi interamente all’associazione di beneficenza fondata insieme a sua moglie.

Non solo software

Negli anni, l’azienda ha rivisto e integrato il proprio portafoglio prodotti, passando dall’essere una software house quasi pura alla produzione di hardware di livello. Se lato software infatti i prodotti Microsoft hanno ormai raggiunto una maturità tale da non necessitare di presentazione (chi non conosce Office, Skype e Windows?), merita un approfondimento la gamma hardware presente, passata e futura dell’azienda:

  • Con la famiglia Xbox, l’azienda si è voluta inserire nel campo dell’intrattenimento videoludico (e ora, con Xbox One, dell’intrattenimento domestico in senso più ampio). Xbox 360 è stata l’unica vera rivale di Playstation 3 negli anni di vita delle rispettive console; Kinect, il sistema di gioco che sfrutta una telecamera e rende superfluo l’utilizzo del joypad, è stata la killer application capace di mettere in discussione il primato nel campo del “soft gaming” detenuto da Wii;

Xbox salotto

  • Nel 2008 (con un progetto realizzato solo un anno dopo), con Windows Phone e con la successiva rilevazione di Nokia nel 2013, Microsoft tenta l’ingresso nel mercato della telefonia, tentativo riuscito in parte per l’elevato livello di competitività del mercato mobile. I telefoni marchiati Windows si erano inseriti benissimo (senza che fosse lo scopo dichiarato dell’azienda, in realtà) in una nicchia di utenti poco consapevoli e con una disponibilità di spesa media: i terminali erano semplicissimi da utilizzare e venivano venduti a cifre più che abbordabili. A parere di chi scrive, il progetto era interessantissimo, tuttavia è stato snobbato dai developer delle app che sviluppavano principalmente per altri ambienti, caratteristica che ne ha sostanzialmente decretato il declino;
  • Lato laptop e (soprattutto) tablet, invece, l’azienda dimostra di muoversi in maniera molto agile: nel 2015 lancia prodotti marchiati Microsoft, una rivoluzione nella misura in cui fino a quel momento l’azienda era identificata solo con il cuore della macchina (il sistema operativo), e non con l’hardware. Tali device, con il prodotto di punta Surface in testa, sono stati capaci di lanciare un mercato, quello dei 2-in-1, che sembra (secondo i dati di vendita) stia fagocitando quello dei tablet Android;
  • Da ultimo, è stato sviluppato il sensore Hololens per la realtà virtuale, ultimo arrivato di casa Microsoft e prodotto decisamente futuristico, che sfrutta gli ologrammi per poter interagire con gli oggetti intorno all’utente. Secondo gli esperti, una delle “next big thing” della tecnologia sarà proprio la realtà virtuale e aumentata, e Microsoft pare averci visto lungo sviluppando un prodotto che la pone in una posizione di vantaggio rispetto alla maggior parte dei competitors.

Microsoft Hololens

Parola d’ordine: standard

In generale, la parola attorno alla quale orbitano tutte le motivazioni del successo della Microsoft Corporation sembra essere “standard”. Uno standard è definito come “un modello, una norma, cui viene uniformata una data produzione o attività”. Fin da subito, Microsoft ha lavorato affinché i propri prodotti, i propri software, non diventassero elementi di nicchia in uso solo a pochi eletti, ma divenissero la base sulla quale tutti, in tutto il mondo, avrebbero dovuto lavorare. E c’è riuscita.

MS-DOS, ad esempio, uno dei software che potremmo definire antenato di Windows, è diventato nel tempo lo standard dei sistemi operativi, grazie anche alla partnership con IBM costruita negli anni ’80. Windows, poi, è in assoluto il sistema operativo per pc sul quale girano più software, ha ricevuto più attenzioni da parte degli sviluppatori rispetto alla controparte di Cupertino, che può vantare molte meno esclusive software rispetto al colosso di Redmond. Acquistando un pc che monti Windows siamo sostanzialmente certi che il nostro software preferito, il gioco a cui siamo legati o il tool che stiamo cercando online siano compatibili con la macchina.

Questo porta ad un’altra considerazione: Microsoft è stata capace di imporre standard anche per quanto riguarda i singoli file. Un file eseguibile o di installazione è un “.exe”, un documento di testo ricco e modificabile è universalmente un “.docx”, un foglio di calcolo è un “.xlsx” e una presentazione è un “.pptx”, tutti formati proprietari Microsoft, alcuni basati su prodotti della suite Office che, di nuovo, ha imposto uno standard al mercato.

Diversificazione fa rima con frammentazione

Altro punto chiave della strategia dell’azienda di Redmond è la diversificazione. Che il personal computer che compriamo sia di una marca oppure un’altra, Windows girerà su quella macchina: il sistema è stato concepito dal principio come un prodotto di frammentazione, con i pro e i contro del caso (pro: la rosa dei prodotti su cui può girare è potenzialmente sterminata; contro: l’ottimizzazione software è chiaramente più complessa rispetto ad un sistema operativo scritto appositamente per una macchina specifica). In quest’ambito risiede l’anello di congiunzione con Android a cui si faceva riferimento prima, sistema ugualmente frammentato che, come abbiamo visto, ha di recente spodestato Windows da sistema operativo più diffuso del mondo, complice l’utilizzo sempre maggiore degli strumenti mobile a danno dei device desktop.

L’ultima parola chiave che fa da sfondo alla storia e al presente di Microsoft è, neanche a dirlo, innovazione. Di prodotto, di processo, di risorse umane, tutto in Microsoft è orientato alla creatività e alla continua innovazione e costante miglioramento. Due esempi rendono bene l’idea di questa visione: il primo è relativo alla Microsoft House, edificio inaugurato quest’anno nel cuore di Milano. Non solo uffici (rigorosamente open space e senza una postazione assegnata per ognuno), ma anche showroom e aree visitabili da chiunque, 7 giorni su 7, in un palazzo interamente di vetro che è stato descritto come “un nuovo luogo per innovare, collaborare, trovare idee e fare ecosistema: solo insieme si possono fare grandi cose per far crescere l’Italia” da Carlo Purassanta, ad di Microsoft Italia.

Microsoft House

Il secondo esempio è relativo ai colloqui di lavoro che vanno sostenuti per entrare in azienda. Non colloqui ordinari e domande classiche, ma veri e propri test con cui si vuole mettere alla prova la capacità del candidato di districarsi in situazioni difficili, nonché la sua creatività nel rispondere a determinati quesiti. Su Glassdoor, un sito in cui vengono recensite le aziende e in cui sono raccolte anche esperienze sui colloqui nelle stesse, alcuni candidati hanno riportato le domande fatte dai responsabili delle risorse umane in sede di colloquio in Microsoft, ad esempio:

  • perché i tombini sono rotondi?
  • come progetteresti una macchinetta del caffè per gli astronauti?
  • come progetteresti una cucina perfetta per tua nonna?
  • come spiegheresti a un bambino come funziona un computer?
  • come stimeresti il numero totale di distributori di benzina presenti negli Stati Uniti?

Il sogno dichiarato di Bill Gates, alla fondazione dell’azienda, era quello di avere un pc sopra ogni scrivania. A 41 anni dalla fondazione di Microsoft, sembra evidente che il sogno si sia avverato. Venerdì 17 novembre, Microsoft sarà ospite al MARKETERs Experience, dove sarà possibile scoprire ancora di più sull’azienda che, nel corso dell’ultimo mezzo secolo, ha saputo imporre uno standard e diventare l’azienda con cui chiunque, almeno una volta nella vita, ha mai avuto a che fare.

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