Linkami Web Summit 2018: come sfruttare al meglio la link building

Linkami web summit copertina

Giovedì 31 maggio siamo stati invitati come Media Partner al primo e unico evento italiano sulla link building, presso l’Hotel Michelangelo di Milano.

Per arrivare alla definizione vera e propria di “link building”, bisogna partire dalla link audit, ovvero l’analisi degli obiettivi aziendali in modo da sviluppare strategie per i clienti, analizzare i competitor e capire come trarne giovamento. Dopo aver ritirato i welcome kit e aver fatto la classica foto di rito davanti al logo dell’evento, abbiamo preso posto e la mattinata è iniziata con l’introduzione da parte di Massimo Fattoretto e Stefano Schirru, che ci hanno fatto entrare da subito nel mood dell’evento.

Linkami web summit This MARKETERs Life

L’idea è quella di dare al lettore delle pillole degli argomenti trattati dai vari relatori all’interno della giornata.

Emanuele Arosio, Head of SEO presso Triboo Digitale

Per applicare la link building all’e-commerce, in primis, bisogna avere un blog che permetta di creare contenuti che parlino di un trend attuale e che agisca come una “porta” per far entrare il flusso degli utenti, dirigendoli verso il proprio sito. Il secondo suggerimento in ambito SEO riguarda le “keyword”: vanno scelte esattamente le parole chiave da linkare e la customer journey ci viene in aiuto. Essa è un’analisi che consente di mappare il comportamento degli utenti durante le varie ricerche, in modo da identificare i trend, carpire i bisogni dei target specifici, ed individuare le keyword ideali per attirare la loro attenzione.

Sempre rimanendo sul tema, Emanuele consiglia di non inserirne più di 6 al mese perché Google potrebbe penalizzare l’azienda; inoltre è consigliato che tali parole chiave siano 4 più generiche e 2 più legate al brand che si sta promuovendo. Conclude lo speech con l’ultimo consiglio, ovvero la scelta delle pagine guida, in modo da capire quali sono le maggiori ricerche dei clienti sulle pagine-prodotto che possono diventare le cosiddette money pages, da cui arriva il maggiore traffico online.

Luca Bove, Consulente di Search Marketing Local

Dopo una ricca pausa caffè, l’evento è ripreso e il focus si è spostato su come applicare la link building alla local search. Vi siete mai chiesti come si chiama quel campo di Google che mostra le sedi delle aziende più rilevanti in base alla parola cercata? Il campo in questione è definito local finder e per “scalarlo” si dovrà fare affidamento su due fattori:

  1. il ranking di Google;
  2. le citazioni, ovvero i link del proprio sito inseriti negli altri siti. Le citazioni devono però essere consistenti, ovvero coerenti tra di loro, in modo che Google le valuti come autentiche. In particolare le informazioni provenienti da Facebook sono valute in modo molto positivo. Al di là delle varie tattiche che possono essere messe in gioco, la strategia migliore in ambito local è quella di fare networking sul territorio, tramite (ad esempio) incontri e conferenze.

Benedetto Monari, CoFounder di BizUp

L’attenzione dello speech era tutta sull’applicazione della link building ai settori competitivi. In un momento in cui Google dà più rilievo ai siti con minore traffico, capire come scegliere ed approcciare i siti da cui ottenere link diventa fondamentale. La scelta andrà fatta seguendo:

  • affinità semantica: il sito migliore è quello ben posizionato sulle principali keyword sul tema interessato;
  • posizionamento: scegliendo siti ben indicizzati e valutandoli tramite piattaforme come Majestic o MonClick;
  • traffico storico: analizzando la storia del sito e scegliendo quello meno rischioso dal punto di vista delle penalizzazioni.

Leonardo Saroni, Responsabile SEO & Growth Marketing presso Booking.com

L’ultimo speaker ufficiale della giornata ci ha raccontato la sua attività lavorativa all’interno di Booking.com, finalizzata ad aumentare la brand awareness. Partendo da un’analisi dei principali siti esistenti, Booking ha cercato dei modi per far parlare dell’azienda e, aumentando il traffico, per incrementare i profitti. Ciò che ha maggiormente colpito Saroni in questa ricerca iniziale è stata l’assenza di domini “.it” e per farvi fronte ha cominciato a contattare testate giornalistiche sia di respiro nazionale che piccole realtà locali per pubblicare articoli sull’argomento.

Questo ha portato ad una maggiore attendibilità della visibilità raggiunta tramite i link di Booking.com inseriti in tali articoli. Con queste mosse, la brand awareness è aumentata notevolmente, ottenendo link in italiano, e maggiore traffico che con il tempo si è trasformato anche in maggiori entrate.

La giornata si è conclusa con la tavola rotonda a cui erano presenti la maggior parte dei relatori della giornata per chiarire ogni dubbio della platea; il messaggio che in assoluto ci ha colpito di più in tutta la giornata è senza dubbio “il miglior tool è la testa; se non hai la testa, ogni tool è inefficace”.

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