IFRS9: nuove regole per la contabilità bancaria

Il 2018 ha portato una ventata di nuove regolamentazioni europee alle quali le società di risparmio e banche devono adeguarsi.

In questi giorni si parla della nuova normativa europea sulla protezione dati, non tutti sanno, o solo chi è del settore, che dal 1 gennaio 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento IFRS9 (International Financial Reporting Standard) sugli standard contabili, insieme ad altre due riforme che riguardano le direttive sui servizi di investimento, Mifid2, e sui servizi di pagamento, Psd2.

Cos’è la IFRS9?

Nel dicembre del 1998 l’International Accounting Standards Board (IASB), organismo responsabile dell’emanazione dei principi contabili internazionali, ha emanato il Principio Contabile IAS 39 con l’obiettivo di definire i principi per la rilevazione, valutazione e informativa di bilancio degli strumenti finanziari e non finanziari.

La crisi finanziaria mondiale ha avuto, tra i suoi effetti, la diffusione del convincimento che le regole contabili abbiano contribuito, almeno in termini di accelerazione e inasprimento, all’aggravamento della crisi economica, soprattutto per l’eccessivo ricorso all’uso del fair value quale valore di riferimento per la contabilizzazione degli strumenti finanziari. Nel corso della crisi, la ritardata rilevazione delle perdite sui crediti e sulle altre attività finanziarie è stata riconosciuta come una delle principali fonti di debolezza dei principi contabili in vigore. Per questo motivo, dopo l’inizio della crisi, i principi contabili sono stati oggetto di particolare attenzione da parte dei legislatori e dello IASB. Le revisioni hanno fatto emergere le debolezze dei modelli contabili utilizzati dalle imprese per redigere il bilancio nonché la necessità di intervenire in modo correttivo in particolare sul principio contabile IAS 39. Ciò ha portato all’entrata in vigore, il 12/11/2009, dello IFRS 9 con l’intento di migliorare i problemi derivanti dalle modalità di contabilizzazione degli strumenti finanziari, che dal 1 gennaio 2018 è obbligatorio per tutte le società.

Le principali novità dell’IFRS9

Con l’introduzione del nuovo regolamento si ridefiniscono e semplificano le regole esistenti, riassunte di seguito per punti:

  • Classificazione e misurazione, basate sulla logica del “Cash Flow” e sul “modello di business” per cui l’asset è detenuto;
  • Impairment” (debilitazione), per fornire informazioni più utili sulle perdite di crediti attese degli strumenti finanziari;
  • Rischi di contabilità (Hedge accounting), autorizzando le società a riflettere meglio le attività della funzione nel proprio reporting finanziario.
  • Passività proprie, dove le variazioni di valore di strumenti finanziari valutati al Fair Value, dovute al peggioramento del proprio merito creditizio, non potranno più essere riconosciute nel conto economico, eliminando questo fattore di volatilità considerevole.

Durante il SAS Forum Milan 2018, è stato dedicato un filone alla tematica Risk and Finance, dando particolare attenzione all’introduzione e alla messa in pratica dell’IFRS9.

Marco Icardi, Regional Vice President SAS e CEO SAS Italy

Alida Popescu, Principal Business Solutions Manager – Risk Management di SAS, ha esposto quali siano gli approcci e le soluzioni di SAS in ambito Risk and Finance con il nuovo regolamento IFRS9.

Quali sono state le principali difficoltà dal passaggio IAS 39 al IFRS9?

Il Principio è stato disegnato per migliorare alcune carenze dello IAS 39, per ottimizzare la rilevazione delle perdite attese sulle attività finanziarie, soprattutto durante la crisi finanziaria del 2008, portando dei cambiamenti importanti nei processi delle banche, dato che sono quelle maggiormente esposte a questo principio contabile.

Per esempio, per quanto riguarda la rilevazione tempestiva delle perdite, le banche prima dovevano calcolare una perdita già effettuata, invece con IFRS9 devono calcolare una perdita a seconda della qualità del credito: se il credito è peggiorato, devono calcolare una perdita attesa lifetime; mentre se non c’è stato un peggioramento la perdita attesa deve essere calcolata ad un anno.

L’approccio del nuovo principio è forward looking, ovvero considera diversi fattori macroeconomici implicando un cambiamento rilevante nei processi, nei sistemi e nel calcolo delle perdite.

Mentre prima IFRS9 era interamente gestito dal dipartimento Finance, adesso è gestito dal dipartimento di credit risk, apportando diverse modifiche ai modelli di lavoro.

Che conseguenze ha avuto per gli istituti di credito e banche l’introduzione del regolamento IFRS9?

Le banche hanno dovuto affrontare cambiamenti importanti nei processi e nei sistemi che stanno consolidando tutt’ora; come ad esempio stress testing, capital planning and forecasting, budgeting, ICAAP.

Con la fine del primo quartile, fine marzo, abbiamo notato un miglioramento sugli accantonamenti da parte delle banche, ma una difficoltà è contenere la variabilità delle perdite dovute al cambiamento della qualità del credito contenuto nei portafogli.

Non tutte le banche stanno considerando gli stessi criteri come deterioramento significativo, e questo comporta una difficoltà notevole nel comparare i risultati ottenuti dalle diverse banche.

Qual è stato l’approccio di SAS a fronte del nuovo regolamento?

SAS ha cominciato a lavorare con i clienti a fine 2015 con un framework specifico su IFRS9 e stress testing.

Ad oggi abbiamo accumulato molta esperienza grazie a diversi progetti portati avanti in tutto il mondo su IFRS9, passando da ambienti di simulazioni di calcolo delle perdite, fino alla parte di consolidamento dei numeri per la preparazione dei libri contabili.

A Marzo abbiamo organizzato il primo evento Customer Connection, durante il quale i clienti si sono confrontati sulle sfide sul nuovo principio IFRS9, le soluzioni che hanno trovato e come il framework SAS su IFRS9 li abbia supportati.

Il successo di SAS è dovuto dalla flessibilità del framework perché, essendo un principio, ogni caso è declinato in base alle esigenze del cliente.

Un altro punto di forza di SAS è mettere a disposizione dell’utente un ambiente di simulazione flessibile e performante, in modo da poter eseguire in autonomia diverse interazioni nel calcolo, analizzando gli impatti dei risultati ottenuti. Una volta definita e confermata da parte dell’utente la configurazione corretta, il sistema genera un processo che può essere gestito autonomamente dal reparto IT dell’utente, senza che vengano riscritte le procedure od ottimizzati i calcoli, velocizzando così tutto il processo di implementazione del framework IFRS9.

Annamaria Migliozzi

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