I 6 aspetti per migliorare la qualità della vita in azienda

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Recentemente mi è capitato di leggere un e-book sui fattori che influenzano la qualità della vita sul posto di lavoro. Il testo, dal titolo “Qualità della Vita in Azienda, Motivazione e Welfare: gli elementi chiave del futuro di una PMI Italiana”, è stato redatto dai professionisti di SODEXO, azienda che da più di 40 anni studia e propone servizi volti al miglioramento della vita nell’ambiente professionale.

I contenuti derivano da anni di esperienza e ricerche e il modo in cui sono esposti li ha resi da subito credibili. Sono stati di recente condivisi pubblicamente alla prima conferenza mondiale sul tema della “Quality of Life” tenutasi a New York nel 2016 e promossa dalla stessa Sodexo, e saranno oggetto dei dibattiti anche durante la seconda edizione prevista a Londra il prossimo ottobre.

L’ho trovato così interessante da consigliarlo a numerosi colleghi e amici per poi chiederne un parere e provare a capire se quelle poche pagine ben schematizzate rispecchiassero la realtà. L’indubbia importanza del tema (molto sentito da tutti, dipendenti, manager e imprenditori) e la scorrevolezza del testo mi hanno permesso di ricevere molti feedback. Tutti siamo stati concordi sul fatto che i contenuti dell’e-book siano assolutamente in linea con l’attuale situazione del mondo aziendale.

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Quella della qualità della vita, e in particolare del benessere in azienda, è una questione piuttosto delicata e complessa dal momento che coinvolge molteplici aspetti della persona, di tipo sia psicologico che puramente fisico.

Sul tema si esprime spesso anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha più volte dato questa definizione alla Qualità della Vita:

“La percezione che le persone hanno della propria collocazione nella vita, in riferimento al contesto culturale, al proprio sistema di valori, ai propri obiettivi e aspettative ed interessi. Si riferisce quindi allo stato di salute fisico e psicologico di ogni singolo individuo, il livello di indipendenza, le relazioni sociali, le credenze personali e il rapporto con le caratteristiche del proprio ambiente di vita.”

Invito tutti a leggere l’e-book, scaricabile gratuitamente a questo LINK, nel quale sono presenti alcuni approfondimenti legati ad aspetti più teorici, diverse tabelle con i risultati di indagini svolte dall’agenzia e un interessante case study per dare concretezza a quanto descritto.

Riporto di seguito sei punti che a mio avviso riassumono bene l’e-book e che, se assimilati nella cultura aziendale, possono fare la differenza nel tentativo di registrare performance più elevate.

1. MOTIVAZIONE

È indubbio che il punto di partenza del percorso che porta al raggiungimento degli obiettivi aziendali è la motivazione delle persone che lavorano per concretizzarli. Questa è il motore che porta le persone a sentirsi partecipi e impegnate nelle attività aziendali e a far propri i traguardi dell’organizzazione.
Cose già sentite? A quanto pare non abbastanza visto che le ultime ricerche ci dicono che il 70% dei lavoratori europei si sente demotivato nel proprio lavoro (Institut Great Place to Work).

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2. COINVOLGIMENTO

Negli ultimi anni si è discusso molto di come le aziende debbano coinvolgere i propri consumatori in un processo di co-creazione di prodotti e comunicazione. Alla stessa stregua deve essere preso in esame il coinvolgimento delle risorse umane a disposizione. La diretta relazione con la motivazione pone questo aspetto al centro del legame persona-azienda. Lo spirito di squadra, concetto di matrice americana perorato dai coach di team building ormai da decine di anni, fonda le sue radici nell’idea che tutti i componenti di un gruppo devono essere coinvolti per dare il proprio contributo. Più le persone si sentono coinvolte, più tendono a sforzarsi per raggiungere gli obiettivi.
Un consiglio? Ascoltare i propri collaboratori e coinvolgerli in attività che vanno anche al di là della sfera lavorativa.

3. RICONOSCIMENTO

Il lavoro effettuato, specie se realizzato bene, va riconosciuto adeguatamente. Ciò servirà a stimolare motivazione e coinvolgimento, spingendo le persone a ripartire prontamente su nuove attività, con l’energia necessaria a raggiungere lo stesso livello di risultati, o qualcosa in più, con l’obiettivo di ottenere nuovamente un riconoscimento.
Attenzione: il riconoscimento può essere tangibile (ad esempio un premio in denaro o comunque economico) ma anche intangibile (in termini di approvazione e ringraziamento).

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4. OBIETTIVI CHIARI

Definire i traguardi che l’azienda si aspetta da ogni collaboratore è importante poiché permettono di fare valutazioni oggettive. Sono indispensabili per certificare il punto precedente (il riconoscimento), dandogli una valenza molto più rilevante se basati su parametri reali. Avere obiettivi chiari è utile per il singolo professionista, che potrà gestirsi e crescere definendo una propria strategia, e per l’organizzazione, che potrà stabilire in modo imparziale se una risorsa lavora bene o meno.
Sembra troppo facile? L’individuazione degli obiettivi, che possono essere numerici o legati alla sfera personale, necessita di grandissime capacità di comprensione e previsionali. Una buona notizia: anche in questo si può sempre migliorare.

5. PERCORSI DI CRESCITA E CARRIERA

Questo è un tema che in genere, seppur risulti tra i più importanti per i lavoratori (Sodexo, 2014), viene seguito adeguatamente solo nelle grandi aziende strutturate, mentre è snobbato dalla maggioranza delle piccole organizzazioni dove vige la regola comune del “tutti fanno tutto”. In realtà, condividere con i propri collaboratori un percorso di crescita che passi per obiettivi chiari (punto 4), può senz’altro aiutare le persone a sentirsi parte attiva nel lavoro di tutti i giorni.
Un’idea può essere quella di stabilire dei corsi di formazione continua, instaurando una cultura fondata sull’idea di “non smettere mai di imparare”.

6. BENESSERE

Il benessere è il punto centrale dell’e-book ed è il più complesso perché per certi versi riassume tutti i precedenti ed è parametrato su 2 dimensioni

  • Materiale – Fisica
  • Immateriale – Psicologica

Creare un ambiente piacevole e stimolante significa lavorare sugli aspetti materiali (strumenti, strutture, archivio, pulizia ecc.) e immateriali (cultura, senso di appartenenza, relazioni personali, benefit ecc.). Avere uffici belli e ordinati è tanto importante quanto mettere le persone giuste al posto giusto. Il rapporto tra vita lavorativa e vita privata migliora se andare a lavoro significa fare qualcosa di interessante, essere ispirati dai propri responsabili, recarsi in luoghi salubri che favoriscono la creatività, raggiungere dei colleghi o dei dipendenti che a loro volta si presentano con un’attitudine positiva e la voglia di fare la differenza. Perché sforzarsi in questa direzione? La ricerca di questo equilibrio comporta inevitabilmente benefici in termini di valore aziendale misurabile sotto molteplici punti di vista.

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La qualità della vita in azienda va coltivata nel tempo poiché coinvolge tutte le dimensioni lavorative e personali. Certo richiede energie, tempo, investimenti economici, ma i dati parlano chiaro:

“Il benessere dei lavoratori è la più grande risorsa dell’azienda”

La direzione è stata intrapresa. Le ultime ricerche di Sodexo attestano che il 99% degli imprenditori intervistati ha dichiarato di aver tentato di migliorare il benessere dei propri collaboratori attivando azioni ad esempio per celebrare grandi eventi, per incrementare il loro potere d’acquisto, per incentivare un regime di alimentazione sana o per agevolare la gestione della vita privata.
Siamo di fronte a un sistema a doppia vincita, l’impegno viene ripagato a favore di entrambi gli attori, azienda e personale.

Se queste righe vi hanno incuriosito e volete capire meglio i meccanismi che stanno dietro a questo processo globale, vi esorto a scaricare e a leggere l’e-book gratuito, lo trovate QUI. Dopodichè…scriveteci! Sia io che la redazione di This MARKETERs Life saremo lieti di condividere con voi opinioni e pareri sul tema, via mail, telefono o aprendo una discussione su Facebook!

Articolo scritto in collaborazione con SODEXO.

 

Ludovico Busetto

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