Ingrediente principale: passione. Intervista a Laura Renieri.

Laura Renieri

Laureata in Ingegneria, ma amante del Web e dei Social Media, Laura Renieri è la fondatrice di The Old Now, magazine nato nel 2010 dalla volontà di rendere concrete e condivise le proprie passioni grazie all’amore per la scrittura. Le piattaforme di condivisione delle sole immagini infatti non le bastavano più, voleva dire qualcosa che fosse articolato in immagini, parole, fotografie e frasi, insomma, in contenuti veri e duraturi nel tempo. Laura si è raccontata a noi, spiegandoci come per lei creare un blog significhi aprire una porta personale su un mondo digitale infinito.
La sua redazione è amante del Food&Beverage e di tutto ciò che vi ruoti attorno: ecco perché The Old Now sarà media partner al MakeIT! 2017.

Ciao Laura, parlaci un po’ di te!

Ing. Mum. Life lover.

Quattro parole per definirmi non sono molte ma comunicano un’idea abbastanza precisa. In rigoroso ordine randonico: ing sta per ingegnere, una laurea che ho conseguito in due facoltà: informatica e gestionale. Molto felice del mio percorso studentesco presso il politecnico di Milano, questa laurea mi ha permesso di aprirmi diversi orizzonti, imparare un metodo di applicazione ed avere competenze specifiche per destreggiarmi in un mercato competitivo come quello del lavoro. Mum sta per mamma, o meglio doppia mamma perché a dicembre 2015 sono nate Gaia e Giada: le mie due splendide bambine, la mia felicità. Life lover sta per la filosofia di vita che perseguo da diversi anni: vedere la quotidianità in una chiave strettamente positiva ma al contempo oggettiva, attraverso la quale analizzare ed affrontare i problemi una volta che si presentano creando dei piani B lungo la strada.

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Sei laureata in ingegneria, com’è nato l’interesse per il Web, i social media e il blogging?

La mia laurea in ingegneria informatica mi ha aperto, fin da molto giovane una prospettiva molto ampia su quello che era il Web, e non solo. Nel 2010 ho acquistato il mio primo dominio e sono entrata di fatto in questo mondo di blogging attivo passando da lettrice ad autrice. La passione per l’on-line penso facesse parte di me da sempre, mentre quella verso i social network si è sviluppata pian piano, come se la prima facesse parte di un amore a prima vista mentre la seconda di un innamoramento lento ma concreto.

Com’è nato e come si è evoluto il blog da te fondato, The Old Now? Qual è il significato del suo nome? 

TheOldNow.it è nato nel 2010. Inizialmente era un blog fotografico il cui focus principale erano le nuvole. Pensare alla sua nascita oggi mi fa sorridere e mi fa passare nella mente tutti i singoli passaggi che si sono susseguiti durante gli anni.

Il suo nome nasce da un semplice gioco di parole. Sul Web la velocità è un elemento preponderante: nel tempo che si scrive un articolo, si crea un contenuto, si elabora una foto, durante quella porzione di tempo la notizia sta già invecchiando e quando finalmente viene postata on-line è già irrimediabilmente anziana. Da lì è nato il gioco di parole che ho deciso di portare avanti negli anni, divertita dalla verità sempre attuale che racchiude.

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Inizialmente il tuo era un blog personale, poi nel tempo si è trasformato in un vero e proprio magazine con numerosi contributor con interessi anche molto diversi tra loro, com’è avvenuto questo passaggio?

Un anno dopo la sua nascita, TheOldNow.it contavo già due autori oltre a me: Federico nella sezione food&wine e Giulia nella sezione dedicata al beauty. Il passaggio da uno a tre autori è stato quasi automatico ed è nato da una riflessione molto importante. A mio avviso la scrittura è un dono e la motivazione è qualcosa che deve sempre affiancare questo dono. Per questa ragione tutti i miei autori non scrivono più di due tematiche: non perché non voglio aprire loro la possibilità di creare contenuti in più categorie ma per aiutarli nel focalizzarsi su quello che gli piace di più. Scrivere di quello che ci appassiona ci porta a tirare fuori il meglio di noi stessi e delle nostre “penne”. Ed è questa la chiave del successo di un articolo: la passione che muove la ricerca e si palesa come un contenuto interessante.

Da 3 a 30 il passo è stato abbastanza breve. Pian piano che i lettori ci chiedevano nuovi temi, come auto&moto, serie tv, travel, fashion etc.. io facevo scouting di talenti che volessero essere parte di un progetto di più ampie vedute rispetto a quello che sul web veniva proposto. Così, senza che nemmeno accorgercene siamo diventati una redazione, composta da persone diverse con interessi diametralmente opposti, tutti accumunati da un’unica energia: la passione per la scrittura.

Cosa ti piace di più del mondo del Web? Quali aspetti invece reputi negativi?

Il Web possiede una peculiarità importantissima per me: la varietà. Questo aspetto si declina non solo attraverso la grandissima proposta di contenuti che racchiude, ma anche, e soprattutto, mediante le modalità di fruizione e le informazioni a cui costantemente possiamo avere accesso, senza limitazioni. Sicuramente quello che mi piace di più di questo mondo virtuale è l’accesso diretto, senza filtri, la possibilità che viene data a tutti, indistintamente, di accedere a contenuti di altissima qualità e di crearne allo stesso tempo.

Uno degli aspetti negativi che riscontro da qualche tempo è la mancanza di verifica delle informazioni o meglio, delle fonti. È capitato spesso di recente che una notizia non propriamente puntuale oppure anche completamente errata, venisse pubblicata e successivamente condivisa attraverso piattaforme caratterizzate da un’alta credibilità. Questa modalità di conseguenza ha portato la notizia ad essere credibile mediante un grosso errore di fondo: la mancanza di una curata analisi a priori. La freneticità del Web e la necessità di condividere le notizie nel minor tempo possibile, sta minando la qualità dei contenuti e da la possibilità ad informazioni errate di essere condivise e di conseguenza di prolungarne la vita on-line.

Qual è il social network che usi maggiormente e perché?

I social network sono senza dubbio un campo interessante della comunicazione. Nascono sempre più frequentemente e, altrettanto rapidamente, vanno a svanire entrando a far parte della categoria delle app in disuso.

Due social network, però, stanno resistendo in maniera stoica, innovandosi quotidianamente e rimanendo in questo modo sempre aggiornate ed interessanti.

La prima è senza dubbio Facebook, piattaforma che personalmente utilizzo per la condivisione degli articoli pubblicati sul magazine, ma non solo. Sul mio profilo privato, settato volutamente con privacy pubblica, racconto la mia quotidianità attraverso status e fotografie. Penso che Facebook sia il mezzo perfetto per tenersi in contatto con quelle persone che fanno parte della nostra vita ma che magari non abbiamo la possibilità di frequentare con assiduità a causa della distanza o degli impegni. E’ il mio modo di rimanere in contatto con tutto un mondo di persone che conosco realmente e con i quali mi piace confrontarmi su diversi temi.

Il secondo social network che utilizzo maggiormente è senza dubbio Instagram. Qui si parla di immagini e non più di parole. Mi piace perché è un mezzo di comunicazione semplice, almeno in apparenza. Le foto, i colori, il mood del feed parlano per te. Mi piace l’idea che non ci siano sovrastrutture e che il messaggio possa arrivare indipendentemente dalla lingua parlata e scritta. Mi piace perché è come se la versione primitiva di theoldnow.it avesse trovato un nuovo luogo dove prendere forma.

Cosa pensi che ci riserverà il futuro per quanto riguarda il Web?

Il web si trova in costante mutamento per sua natura e sta a noi corrergli dietro o, ancora meglio, precedere i suoi passi.  Capire cosa ci riserverà il futuro risulta alquanto complesso, ma possediamo per fortuna degli indizi. Prima di tutto il formato video sta diventando una delle nuove frontiere: non parlo dei video articolati e caratterizzati da una spiccata postproduzione, ma di quelli veloci che si possono realizzare in pochi minuti il grado di arrivare dritti al punto senza troppa struttura intorno. Sta cambiando totalmente il tipo di comunicazione, diventando più veloce: il tempo ci manca letteralmente da sotto i piedi e non possiamo più, magari come vorremmo, perderci in testi lunghi e laboriosi. Dobbiamo quindi trovare dei nuovi strumenti per arrivare al nostro lettore, lavorando in chiave SEO, utilizzando immagini e fotografie di alto impatto, alzando l’asticella dei contenuti.

Ad ogni modo, qualunque cosa il futuro ci riserverà, una cosa è sicura: dovremmo sempre metterci in gioco ed imparare quotidianamente da noi stessi e degli altri.

Il legame tra food e social è sempre più stretto, cosa ne pensi di questo connubio? Cosa rappresenta per te?

Posso dirmi senza dubbio un’appassionata fruitrice del food. Mi piace esplorare, scoprire, dialogare ed assaporare. Mi piace condividerlo, prenderlo a portata dei lettori che letteralmente porto insieme a me durante i viaggi gastronomici, e non, che faccio per lavoro. Il cibo per me è condivisione estrema ti passa dei social ed arriva alla “vita vera”.  Come se le due cose fossero estremamente connesse e non è un caso se il momento della convivialità che si crea a tavola è uno dei momenti migliori per conoscere persone, affrontare tematiche e condividere punti di vista, siglare accordi ed intraprendere progetti. Per me il cibo rappresenta una componente della vita di tutti i giorni concreta ed essenziale, senza la quale sono certa che mi mancherebbe qualcosa.

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Quali sono le aziende del Food&Beverage che secondo te comunicano meglio sui social network e cosa ti piace di più di loro?

Non amo stilare una classifica, conoscendomi, rischierei di lasciare fuori qualcuno. In generale amo la capacità delle aziende di utilizzare i canali digitali per aprire un dialogo con i propri pubblici e stakeholder e non il contrario. Le persone oggi non vogliono essere “convinte” della proposta di un brand (sono molto informati e se non lo sono, scelgono altri canali per farlo), ma vogliono conoscere l’azienda, sapere come si pone riguardo ai temi etici, del lavoro e della sostenibilità, capire quali valori incarna. In una parola, comunicazione digitale significa aprire l’azienda a un dialogo trasparente al fine di migliorarne o potenziarne la reputazione. Il food, proprio perché siamo in Italia, e rappresentiamo l’eccellenza, è un territorio sfidante per ogni player.

Da un anno e mezzo (bimbe nate dic 2015) sei mamma: come riesci a conciliare la vita professionale con quella privata? Lavori spesso da casa? Quando lo fai, segui una routine particolare?

Diventare mamma è stata senza dubbio una delle esperienze più meravigliose e stravolgenti della mia vita. Mi ero preparata ad una felicità di un certo tipo e mi sono incontrata con una felicità reale molto più grande e coinvolgente: praticamente totalizzante. Ovviamente, diventare mamma non ha significato per me smettere di essere quella che ero prima dell’arrivo di Gaia e Giada, ma mi ha aiutato a trovare una nuova chiave di vita, una nuova me. Ed è proprio questa nuova me che è riuscita a conciliare vita professionale e vita privata, lavoro in proprio e due bambine da gestire, una casa a cui badare e una serie di progetti da portare a termine.

È come se il concetto di multitasking fosse stato da me assorbito, rivisitato ed analizzato in una maniera completamente nuova e più profonda. Ho creato insieme, al mio compagno, una nuova routine dove la mattina è scandita dalla sveglia all’alba delle bambine per poi proseguire con ritmi lenti, tutti dedicati a Gaia e Giada. Inizio a lavorare tardi, intorno alle 10, orario durante il quale le bimbe si addormentano per il riposino della metà mattina, arrivano i nonni oppure inizia l’orario del nido. Da quel momento in poi lavoro fitto fitto fitto fino alle 16 come fossi in un part-time che ad un buon orario del pomeriggio mi stacca dalla scrivania e mi permette di dedicarmi a loro fino a che non vanno a fare la nanna. Questa organizzazione suona come un ottimo compromesso per farmi proseguire nella mia carriera lavorativa ma lo stesso tempo farmi godere delle bambine, delle quali non voglio perdermi neanche un piccolissimo traguardo

Che consigli daresti a chi vuole intraprendere una carriera nel mondo del Digital? 

Quando ho creato TheOldNow.it i blog, in Italia, si contavano sulla punta delle mani, ci conoscevamo tutti ed esisteva una profonda diversità che ci caratterizzava e che ci rendeva di conseguenza diversi gli uni dagli altri. Piano piano che il tempo è passato numerosi blog hanno fatto la loro comparsa in rete ed il mondo digitale ha cambiato completamente il suo aspetto fino quasi a saturare il mercato. Chi oggi desidera intraprendere una carriera in questo mondo deve prima di tutto rendersi conto di questa realtà e focalizzarsi su obiettivi ben chiari e definiti. Mentre prima era possibile attuare una prova e sperare di aggiustare il tiro strada facendo, adesso diventa fondamentale partire da un’idea molto precisa.  Il consiglio che mi sento di spendere sempre in relazione a chi mi chiede come funziona questo mondo e che caratteristiche bisogna possedere per farne parte è senza dubbio questo: bisogna avere passione, tenacia, pazienza e costanza. Focalizzarsi e reinventarsi costantemente. Bisogna capire dove va il mercato e mescolare queste informazioni con le proprie capacità e con ciò che davvero ci piace fare nella vita. Dobbiamo seguire il nostro istinto senza mai smettere di utilizzare la ragione.  Bisogna imparare ad essere degli equilibristi e questo sicuramente non è semplice ma, se ci si riesce, il risultato sarà sorprendentemente incantevole.

Possiamo quindi affermare che Laura sia la dimostrazione di come amare ciò che si fa sia fondamentale per una vita in cui i sacrifici sono ripagati da tante soddisfazioni! Ringraziandola per aver condiviso un po’ di sé con noi, vi ricordo di seguire il live tweeting di @TheOldNow il 31 Marzo al Taste it!, preparate i pollici!

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