Il viaggio verso “La Grande Differenza”: come delineare e raggiungere i propri obiettivi

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Cosa determina il successo? E soprattutto come possiamo ottenere quello che vogliamo?
Sebastiano Zanolli ce lo spiega ne “La Grande Differenza”. Un viaggio verso le nostre mete: la forza motrice della vita.

La prima cosa da fare quando si tratta di raggiungere i propri obiettivi è una soltanto: prendere in mano carta e penna. Sembra scontato, forse sembra anche inutile, ma non lo è. La scrittura è infatti la mappa che ci permette di compiere un viaggio importante: un viaggio la cui meta è scoprire qual è “la grande differenza” quando si tratta di ottenere ciò che vogliamo.

E allora preparatevi. Cominciamo a scarabocchiare.

Prima di tutto decidiamo cosa mettere in valigia

“Non conta la meta, conta il viaggio” recitano i vecchi detti popolari. Ma se non fosse davvero così? Cosa sarebbe la nostra vita senza una destinazione, senza un porto in cui fermarsi? Sono gli obiettivi a darci uno scopo, un motivo per svegliarsi la mattina e iniziare la giornata. Gli obiettivi infondono energia e passione in tutto quello che facciamo. Ma non è semplice delinearli, a meno che non vengano tracciati.

La strada sarebbe stata lunga. Sono lunghe tutte le strade che conducono a ciò che il cuore brama. Ma questa strada l’occhio della mia mente la poteva vedere su una carta, tracciata professionalmente, con tutte le complicazioni e difficoltà, eppure a suo modo sufficientemente semplice. O si è marinaio o non lo si è. E io di esserlo non avevo dubbi.

Questa citazione è tratta dal romanzo “La linea d’ombra” di Joseph Conrad ed esemplifica, molto meglio di come avrei saputo fare io, perché è importante dichiarare a noi stessi i nostri obiettivi e farlo attraverso un foglio di carta.

Iniziamo quindi da una domanda: “Cosa farei se fossi ricchissimo”?
Stilate un elenco di tutte le attività che fate in questo periodo e degli obiettivi correlati. Ora tirate una riga su tutto quello che non fareste più, data la vostra nuova situazione economica.

Questo esercizio vi serve per scoprire quali sono davvero i vostri desideri e trasformarli in obiettivi. Ma come è possibile? Solo attraverso un piano di azione.

Questo è lo schema da seguire:

  1. Decidere con precisione i punti di arrivo e quando devono essere raggiunti
  2. Scriverli in modo molto dettagliato
  3. Iniziare a collezionare idee e spunti, risorse e amicizie che possano agevolare il nostro intento
  4. Organizzare il tutto in una lista di cose da fare e ordinarle a seconda della priorità. “First things first”, come ci insegnano gli inglesi.
  5. Iniziare con qualsiasi attività che possa svegliare in noi nuove risorse.
  6. Non fermarsi e continuare, ogni giorno, a posizionare un mattone della costruzione che abbiamo in mente

Il nostro viaggio sarà lungo e difficile, se non verrà ben pianificato

“Pianificare” è un verbo molto caro a tutto l’universo MARKETERs. Io stessa ormai pianifico cose senza nemmeno più rendermene conto, e forse è proprio per questo che ogni tanto riesco a combinare qualcosa di buono.

Programmando le nostre attività risparmiamo tempo e soprattutto riduciamo la possibilità di commettere errori.
Come ci insegnano gli esperti di Time Management: “La prima causa del fallimento di qualsiasi progetto è la cattiva amministrazione del tempo”. Ecco quindi che carta e penna ci vengono di nuovo in aiuto, grazie al sistema dei 4 quadranti.
Tutte le attività hanno due dimensioni essenziali:

  • Rilevanza del task rispetto al fine
  • Procrastinabilità rispetto al limite

Da queste due dimensioni nascono quindi le seguenti accoppiate:

  • Task rilevante e non procrastinabile
  • Task non rilevante e non procrastinabile
  • Task non rilevante e procrastinabile
  • Task rilevante e procrastinabile

Prendete carta e penna e create un quadrato diviso quindi in queste 4 aree, inserendo all’interno le attività nell’esercizio precedente. Potreste avere delle difficoltà a compiere questa operazione, allora cerchiamo di capire meglio le caratteristiche dei quadranti:

  1. Task rilevante e non procrastinabile: è l’area di crisi. Tutto ciò che è arrivato alla deadline ed è molto importante per il nostro futuro. Queste attività sono quelle che ci conferiscono più stress e per questo devono essere le prime a cui dedicare il nostro tempo.
  2. Task non rilevante e non procrastinabile: è l’area fuorviante perché composta da attività che sono urgenti ma non fondamentali per il nostro programma. Quindi sono gli ultimi task da affrontare.
  3. Task non rilevante e procrastinabile: è l’area che uccide o meglio che uccide la possibilità di dedicarci a quello che è davvero importante. Perché è ricca di attività piacevoli ma che ci distraggono dai nostri obiettivi.
  4. Task rilevante e procrastinabile: questa è l’area in cui agire in quanto ci permette di realizzare dei passaggi importanti verso la nostra meta. È l’area di miglioramento, a cui dobbiamo dedicare tempo ed attenzioni, senza stress e pressioni.

Sistema 4 quadranti

Definire il corretto posizionamento delle attività non è semplice, io stessa ho fatto molta fatica a riempire i miei quadranti. Ma la nostra capacità di analisi e spirito critico può essere educata a patto di allontanarci da un mostro verde che si insinua dentro noi, e no non sto parlando della gelosia ma della pigrizia, cosa che forse è ben peggiore.

Se siete curiosi di vedere l’esercizio finito, eccovi il mio. Credo di averlo rifatto mille volte e ancora adesso non sono sicura di aver messo correttamente le attività, (di cui vi ho riportato qualche esempio), nei 4 quadranti. Il fatto che consideri la SEO come un task rilevante, e non consideri invece la mia vita sentimentale come tale, dice molto sulla mia personalità. Ma sorvoliamo.

Sistema 4 quadranti_Ok

Non è solo questione di tappe ma anche di tempo

Lo sapevate che tutte le nostre attività rispettano la regola dell’80-20 della teoria di Pareto?

Questo sociologo ed economista osservò come gli individui appartenenti al suo tempo sembrassero contare in termini di denaro e potere l’80% del totale.

Questo ragionamento vale per qualsiasi concetto, quindi anche le nostre attività seguono questa regola: 2 attività su 10 portano l’80% dei risultati a cui aspiriamo. Questo cosa ci fa capire? Che dobbiamo iniziare subito dalle attività più remunerative. Sembra semplicissimo, no?

E invece non lo è perché in realtà non siamo consapevoli di dove finisce il nostro tempo.

Dando per scontato che abbiate carta e penna in mano, vi prego non fatemi sentire come in una puntata di Art Attack, pensate alla vostra settimana e assegnate il numero di ore dedicate a:

  • lavoro
  • sonno
  • hobby
  • divertimento
  • studio
  • famiglia
  • voi stessi

L’obiettivo è capire come state utilizzando il vostro tempo e soprattutto se lo state usando coerentemente con i vostri obiettivi. E se vi rendete conto che non è così: isolate dalla vostra lista le attività che portano il grosso del risultato e iniziate a lavorare su queste, prima di passare alle altre.

Spesso non ci rendiamo conto di quanto un’abitudine possa essere deleteria per i nostri obiettivi.
Siete sicuri di sapere il motivo di ogni vostra azione? Prendete nota di tutto quello che fate in una giornata ed evidenziate le azioni di cui ricordate il motivo. Arriverete alla conclusione che molti comportamenti sono indipendenti dalla vostra coscienza. E non valgono la pena di questo spreco di energia.

Un capitano lo si definisce dal suo equipaggio

Nessuno di noi è Super Man o Wonder Woman. E non si può fare tutto al meglio e nei tempi corretti. Ecco quindi che entra in campo un altro concetto fondamentale: la delega. La delega è un marchio di fabbrica che si registra sempre nella personalità di chi riesce a completare progetti che includono più persone.

Quali sono i motivi di utilità della delega?

  • se il delegato conosce i vostri obiettivi e il vostro stile, può compiere efficacemente ciò che voi non avete il tempo di fare
  • si possono delegare compiti di profilo inferiore che sarebbero fuorvianti
  • si possono trasferire compiti a persone che li possono fare meglio di noi
  • vi lascia il tempo di pensare, pianificare e migliorare.

Ecco quindi il modo migliore di procedere:

  • decidere cosa delegare
  • decidere la persona giusta a cui delegarlo
  • delegare interi pezzi del progetto perché farlo solo per piccole parti è dispersivo
  • spiegare la cornice in cui si inserisce la delega e gli obiettivi ad essa legati
  • specificare termini e scadenze

Un vero viaggiatore ha la capacità di vedere lontano

Abbiamo la nostra lista di attività da fare e quindi possiamo dire di aver tracciato le tappe del nostro viaggio. Manca però una cosa importante: il nostro stato d’animo deve essere predisposto e quindi dobbiamo allenare “la nostra capacità di vedere lontano”. In poche parole è necessario essere in grado di agire nel presente, considerando però le conseguenze delle nostre azioni nel futuro.

Riflettere o meno sulle possibili evoluzioni e conseguenze delle nostre azioni è uno dei punti che differenzia davvero le persone. Sapete quali caratteristiche accomunano i grandi realizzatori, ossia persone che hanno trasformato i loro progetti in realtà? Tenacia, flessibilità e la capacità di vedere lontano.

Gertrude B. Elion, premio Nobel per la Medicina del 1998, scelse la specializzazione in Medicina l’estate in cui suo nonno morì di cancro e in quel momento capì cosa voleva davvero fare della sua vita; Sir Edmund Hillary riuscì a conquistare l’Everest perché fin da piccolo non faceva che sognare o leggere di farlo; George Lucas decise consapevolmente di realizzare la completa trilogia di Guerre Stellari, con o senza l’appoggio della Twenty Century Fox, grazie alla sola forza con cui credeva in questo progetto.
Questi sono i modelli a cui aspirare.

Ottimismo e ricerca dell’armonia: il vento giusto da cui farsi guidare

Con la parola ottimismo non intendiamo un mantra come “pensa positivo” perché non è di questo che si tratta.
Si tratta di risvegliare energie positive per porvi nello stato migliore di agire.
Il problema sta nella nostra capacità di controllare la reazione che abbiamo verso le circostanze della vita.

E questo comincia fin dalla tenera età: il National Institute of Mental Health afferma che il 2,5% dei bambini americani, e l’8% degli adolescenti, soffre di depressione. Un italiano su 5 invece soffre di ansia, depressione o attacchi di panico.

Spesso ci lamentiamo di cose negative che ci accadono, dimenticando che gli eventi di per sé sono neutri e non hanno nessuna connotazione. Ma come possiamo allora innescare atteggiamenti positivi? Realizzate un elenco delle cose che avete fatto e hanno dato un esito positivo. Ricordatevi di congratularvi con voi stessi per l’ottimo lavoro svolto.

Qual è l’ultimo consiglio di Sebastiano Zanolli? Fatevi guidare dalla ricerca dell’armonia con voi stessi e con gli altri.
I risultati raggiunti attraverso il conflitto, (qualcuno ha detto Teoria dei Giochi?), portano con sé il sapore della vendetta e non sono duraturi.

La chiave del raggiungimento dei propri obiettivi risiede in un concetto indiscutibile: fare agli altri ciò che vorreste fosse fatto a voi.

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