Perché un corso di gestione dell’ansia è utile, e perché non lo sai.

Ansia
Che cos’è l’ansia? L’ansia è come una spia sul cruscotto che ci avverte che qualcosa non funziona. Lo step successivo è capire cosa ha fatto accendere questa spia.
Proprio per questo, Sabato 2 aprile, abbiamo organizzato con la MARKETERs Academy il corso di Gestione dell’Ansia, insieme a Roberto Baruzzo, rinomato psicologo.

La giornata è stata davvero intensa e ricca di spunti, e anche chi non si definiva una persona ansiosa ha scoperto di poter migliorare di molto il suo modo di vivere e affrontare le situazioni.
Consiglio assolutamente a tutti di seguire un corso simile, perché aiuta a rendersi conto di molti accorgimenti che spesso tralasciamo e che invece sono fondamentali per vivere al meglio e in armonia con il proprio corpo, eccone alcuni:

Non sottovalutare il rapporto mente-corpo

Spesso presi dalle mille cose da fare nella nostra vita frenetica, tendiamo a sottovalutare i segnali che ci vengono dati dal nostro corpo, dimenticandoci che non è sufficiente guardare ai sintomi della malattia, ma è necessario soffermarsi anche e soprattutto sulle condizioni e sul contesto in cui viviamo.
Un esempio? Quando abbiamo mal di testa prendiamo la pastiglia, senza soffermarci a riflettere più di tanto sul motivo vero del nostro malessere e separando di fatto corpo e mente. Proprio per questo la pastiglia sarà solo una cura momentanea, in quanto agisce sul sintomo ma non sulla causa.

Rigenera le aree del cervello

Lo psichiatra Daniel J. Siegel ha dimostrato attraverso i suoi studi come sia possibile imparare a concentrare la propria attenzione all’interno della mente in modo da cambiare il cablaggio del proprio cervello. Come? Attraverso tre esperienze:
1. Avere un attaccamento sicuro, ovvero avere dei punti fermi nella propria vita (come ad esempio i genitori, un amico o il fidanzato) che ci diano sicurezza e ci facciano vivere sereni. L’ansia, infatti, deriva dalla percezione che ho di me stesso, se sono insicuro sarò sempre in ansia.
Un consiglio? Non cercare sempre il consenso degli altri perché così si rischia di vivere in uno stato di ansia continua.
2. Avere autoconsapevolezza ed essere in sintonia con il proprio corpo. Per aiutarsi in questo si può ricorrere a tecniche di rilassamento e meditazione che portano allo sviluppo dell’Insula e della corteccia orbito-frontale, le parti del cervello che gestiscono l’ansia.
3. Ricorrere ad un’efficace psicoterapia: qualora non si riesca a rigenerare il proprio cervello e superare l’ansia in modo autonomo, è importante non vergognarsi di chiedere aiuto e ricorrere al supporto di un professionista.

Non trasformare lo stress in abitudine

Ci sono due tipi di stress: uno positivo, Eustress, che stimola l’organismo ad affrontare al meglio le situazioni e uno negativo, Distress, che invece porta a senso di affaticamento e ansia. Il passaggio da Eustress a Distress dipende dal nostro atteggiamento mentale, quindi è molto importante imparare ad ascoltarsi e a capirsi, prendendo consapevolezza dei propri stati. Il problema è che al giorno d’oggi siamo così quotidianamente stressati che spesso prendiamo i sintomi per normalità, e questo non va assolutamente bene, dobbiamo sempre cercare di riconoscere i segnali di allarme che ci dà il nostro corpo e agire per risolverli.

Per concludere, riporto i tre canali principali di scarica dell’ansia individuati da Davanloo:
1. a livello somatico conscio: l’ansia si manifesta attraverso la muscolatura (male alle gambe, alle braccia e ai muscoli in generale);
2. a livello somatico inconscio: l’ansia si manifesta attraverso gli organi interni (disturbi gastrointestinali, disfunzioni cardiache, tensione alla pancia);
3. a livello cognitivo: l’ansia si manifesta attraverso l’alterazione dei processi ideativi (difficoltà mnemoniche, disorganizzazione del pensiero, problemi alla vista).

Per ognuno di questi canali c’è una tecnica di rilassamento consigliata, come la respirazione diaframmatica, il rilassamento frazionato o il training autogeno.
Provare per credere!

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One Response

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  1. Marco Antonio Rizzo
    Marco Antonio Rizzo
    Apr 11, 2016 - 07:49 PM

    Complimenti Olga, bellissimo Articolo. Ho avuto ansia fino a metà lettura, poi alla fine mi è passata 😉

    Reply

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