Alibaba vende auto Ford nei distributori automatici

alibaba vende auto ford tramite distributori automatici

Alibaba ha recentemente stretto un accordo con Ford per rivoluzionare il modo di comprare  un’automobile, provandola e valutandone le performance comodamente, per poi acquistarla con un’app. In pratica, ha progettato una sorta di distributore automatico di auto. In Cina, al Super Test-Drive Center di Guangzhou, comprare auto è diventato un po’ come acquistare caramelle.

E se Alibaba non è nuova a questo tipo di strutture (ce ne sono infatti già due in Cina, a Shanghai e Nanjing) questo è il primo Super Test Drive-Center nato da una collaborazione con la casa costruttrice americana, che vuole dare una maggiore libertà di testare le proprie vetture a potenziali clienti per poi portarli ad un eventuale acquisto online.

Alibaba, l’alter ego orientale di Amazon

Ormai tutti conoscono Alibaba. Ma proviamo a ripercorrerne brevemente la storia, per vedere cosa l’ha resa così nota. Azienda cinese fondata da Jack Ma nel 1999 con lo scopo di connettere virtualmente produttori cinesi con acquirenti e distributori stranieri, ha una capitalizzazione di borsa che supera i 460 miliardi di dollari, rendendo il suo fondatore l’uomo più ricco (e forse più amato) della Cina.

È quindi per lo più paragonata al colosso americano Amazon, sia per la tipologia di core business legato alla consegna di prodotti ordinati dalla rispettiva piattaforma online che per la continua diversificazione delle proprie attività supplementari.

L’integrazione verticale è la norma per Alibaba, dove addirittura i pagamenti si possono effettuare attraverso un sistema di pagamento di proprietà, Alipay; ma vi è anche AliExpress, che unisce aziende cinesi col mercato internazionale; AutoNavi, che fornisce servizi di mappatura satellitare; Taobao, la più grande piattaforma di acquisti online cinese; e Tmall.com, piattaforma di scambio commerciale tra produttori e consumatori.

Come è cambiato il mercato delle automobili

Negli ultimi anni il mondo ha assistito a un cambiamento radicale per quel che riguarda il mercato dell’automobile e in particolare nel modo in cui gli autoveicoli vengono venduti. Si è iniziato a sentir parlare di auto elettriche, emissioni zero, leasing finanziario (quando mai una volta qualcuno avrebbe preso in affitto un’auto?!), guida autonoma e chi più ne ha più ne metta.

Uno studio condotto da Bloomberg ha addirittura previsto che nel 2040 le auto elettriche rappresenteranno il 35% delle nuove auto acquistate, oltre al fatto che queste avranno lo stesso prezzo delle colleghe a benzina.

Ma non solo. La guida autonoma, ad esempio, è un altro baluardo dell’innovazione nel settore con l’obiettivo di ridurre quel 94% degli incidenti che sembra essere causato da errori umani. Per arrivare però ad una guida autonoma sicura ed implementata in perfetta armonia con i nostri sistemi stradali dovrà passarne ancora di strada. Non siamo ancora pronti. Basti guardare cosa recentemente è avvenuto con una self-drive car di UBER che ha investito in modo mortale un pedone scaldando gli animi di tutti gli “anti-innovation”. Ma forse siamo pronti per qualcosa di diverso, come l’acquisto online dell’automobile.

Abituati ormai all’acquisto online di migliaia di oggetti comuni, come libri o vestiti, il passaggio a quello di un’auto può essere più vicino di quanto immaginiamo. Uno studio di Google, The Drive to Decide , ha indagato le diverse fasi del customer journey, mostrando come la ricerca online di caratteristiche tecniche o del prezzo di un’auto sia cresciuta in modo notevole e costante nel tempo, anche se la finalizzazione del processo – e quindi l’acquisto – avviene ancora offline. Per il 96% dei casi l’auto infatti viene ancora comprata in concessionaria.

Tuttavia, più del 49% degli intervistati ha dichiarato che prenderebbe seriamente in considerazione l’acquisto online se ne avesse la possibilità e i mezzi concreti.

Jeff Bezos, un altro che la sa lunga a proposito di commercio elettronico, non si è fatto trovare impreparato. Nell’agosto 2017 ha lanciato Amazon Vehicles, un sito che permette al consumatore di confrontare diversi modelli di automobili in base alla tecnologia presente nell’abitacolo, alla sicurezza, al prezzo e ad altre caratteristiche tecniche o di design. Il tutto valutandone le recensioni degli utenti. E, anche se ci avviciniamo ad un’epoca dove il car buyer del futuro sarà sempre più orientato verso la presenza di certe features presenti nell’auto, il prezzo e le promozioni rimarranno le motivazioni principali che lo porteranno a concludere l’acquisto.

È qui che si può intravedere lo scenario dell’acquisto online, che abbatterebbe i costi per la casa produttrice legati alla tenuta del concessionario e dei rispettivi dipendenti e che comporterebbe un minor prezzo per il consumatore, aumentandone quindi il volume di vendite e portando a ricavi maggiori.

Questo lo hanno capito sia Alibaba che Ford che, riuscendo ad integrare un’esperienza d’acquisto che fonde l’online e l’offline, hanno dato vita a quella che sarà sicuramente la rivoluzione più grande degli ultimi dieci anni nel campo dell’automotive. Vediamo perché.

Il distributore automatico di automobili

Nella fine del 2017 Alibaba e Ford stipularono un contratto con il quale l’azienda cinese si sarebbe impegnata a ricreare un distributore automatico di auto come i due che aveva già implementato negli anni precedenti, ma per automobili Ford.

Il nome è Super Test-Drive Center e nel mese di marzo è stato inaugurato a Guangzhou. Adesso si potrà veramente scegliere un’auto come quando si sceglie una merendina alle macchinette.

L’obiettivo? Permettere ai clienti di testare facilmente le vetture Ford e quindi portare benefici economici ad entrambe le parti in causa. L’azienda americana ha scelto Alibaba come suo partner in questo progetto, data la sua importanza nel mercato cinese, che secondo McKinsey, una delle più importanti società di consulenza al mondo, vedrà una crescita del 50% della domanda globale di automobili entro il 2022.

Per usufruire di questo servizio basterà utilizzare l’applicazione Taobao, che dà la possibilità di sfogliare i diversi modelli disponibili oltre a verificare con una foto, magari scattata per strada, se quel particolare modello è presente o meno. Dopo aver scattato un selfie cosicché il distributore riesca a riconoscere l’acquirente, si può ritirare l’auto scelta via smartphone senza bisogno di intermediari.

Alibaba ha dichiarato che tutto questo processo non potrà durare più di 10 minuti, oltre al fatto che sarà necessario fornire anche una cauzione nel malaugurato caso in cui qualcosa possa capitare al distributore d’auto o all’auto in sé. Alla fine si potrà decidere se riportare l’auto, prolungare il periodo di prova, testarne un’altra o concludere l’acquisto tramite l’app.

Innovazione o passo avventato?

Alibaba ha dato quindi vita ad un’esperienza rivoluzionaria per il consumatore, che accorcia drasticamente i tempi di quell’attività che una volta aveva bisogno di giorni, se non mesi. La domanda che continua ad assalire i più riguarda non tanto quello che Jack Ma e Ford sono riusciti a dar vita, ma piuttosto se il consumatore medio possa essere realmente disposto ad affidarsi a un iter completamente privo di assistenza umana, visto che quest’ultima costituisce ed ha sempre costituito un elemento  fondamentale. Sia per rimediare ad eventuali dubbi o perplessità sul prodotto/servizio, sia per far sentire il cliente accolto, ascoltato e seguito.

Per rispondere, forse non c’è modo migliore che fare a noi stessi la stessa domanda. Siamo pronti a ricevere l’auto a casa insieme ai libri ordinati su Amazon la settimana prima?

 

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