Amazon sfida Netflix: The Grand Tour sarà l’arma decisiva?

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Al termine del 2016 Amazon ha finalmente lanciato in Italia la sua piattaforma di streaming: Prime Video. A colpi di contenuti Amazon sta così cercando di sfidare il colosso Netflix, che nel frattempo si è espanso in 190 nuovi paesi. Quali saranno gli assi nella manica del noto e-commerce per farsi strada nello streaming video anche in Italia? Vi parleremo della mega-produzione The Grand Tour e dell’importanza dei contenuti originali nel nuovo panorama dell’audiovisivo connesso.

Con una mossa assolutamente a sorpresa per la rapidità con cui è avvenuta, lo scorso dicembre il servizio di streaming Amazon Prime Video, già presente nel Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Giappone, ha raggiunto quota 200 paesi nel mondo, tra cui (finalmente) l’Italia. Non è da meno l’attuale leader di mercato nonché rivale più accanito Netflix, che a gennaio ha aggiunto 130 nuovi paesi al proprio bouquet arrivando a 190 totali. Insomma, il business dello streaming video on demand (SVoD) sta vivendo una competizione che ormai non ha confini territoriali, e che si traduce in una battaglia testa a testa per la conquista di ogni singolo mercato.

Al momento del lancio in Italia, Prime Video si presenta con un basso quantitativo di titoli disponibili, ancora meno di quelli inseriti nel catalogo di Netflix quando fece il suo ingresso in Italia a ottobre 2015, per un’entrata senza dubbio “strana” ma alquanto indicativa. È chiaro che il numero dei contenuti crescerà nei prossimi mesi, è solo questione di tempo (si è già aggiudicato titoli come Preacher e Fear The Walking Dead, il famoso spin-off della celebre e quasi omonima serie). E la storia si fa ancora più interessante se consideriamo che, cosi come fa Netflix, anche Amazon produce contenuti originali: stiamo parlando di The Man in the High Castle, Mozart in the Jungle e The Grand Tour, per citarne alcuni. 

I segnali sono chiarissimi, e indicano che le produzioni originali sono le armi segrete delle piattaforme di streaming. Due numeri: Netflix prevede di realizzare 1.000 ore di intrattenimento nel 2017, per budget circa di 6 miliardi di dollari; d’altra parte, Amazon ha recentemente sfoderato The Grand Tourraggiungendo un budget storico per uno show televisivo.

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Non solo serie originali, perché la battaglia si estende anche al cinema, dove Manchester by the sea, premiato agli Oscar per miglior sceneggiatura e miglior attore (2 titoli aggiudicati su 6 per cui si candidava), rappresenta un fortissimo segnale di dove sta andando l’industria cinematografica. Su questo fronte è Netflix che insegue, ma l’acquisto dei diritti del film The Irishman per una cifra record di 100 milioni potrebbe ridefinire le logiche di competizione nel prossimo periodo, portando la piattaforma di Reed Hastings a competere finalmente per la statuetta di miglior film. 

Ma vediamo di fare un po’ d’ordine.

The Grand Tour: l’arma segreta?

La geniale produzione di Amazon è condotta da Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May. Questi nomi vi suoneranno familiari perché sono gli storici conduttori di Top Gear, noto programma automobilistico del Regno Unito poi esportato e adattato dalla BBC a vari paesi nel mondo, tra cui l’Italia. Gli appassionati di quest’ultimo si ricorderanno la controversa vicenda di Jeremy Clarkson con la BBC, che finì con un’infelice rottura.

Amazon riesce a reclutare i tre conduttori per il proprio programma The Grand Tour e crea uno show che agli occhi degli scettici potrebbe sembrare la copia stravagante e sfarzosa di Top Gear, ma dopo la prima puntata capirete che sono riusciti a creare qualcosa di nuovo e divertente. Non è il banale show delle macchine dove vi presentano la “super car” e vi elencano qualche tecnicismo. No. Gran Tour è più un viaggio, un’avventura intrapresa da tre inglesi eccentrici, dallo humor (in)discutibile e che di politically correct han ben poco. Visitano posti diversi, con il loro studio trasportabile, una sorta di tenda da circo perché effettivamente il pubblico si diverte. I tre spesso si mettono in difficoltà, si fanno i dispetti e non hanno problemi a sporcarsi le mani. Insomma, se togliessimo le macchine lo show potrebbe andare avanti ugualmente.

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Anche se non si hanno dichiarazioni ufficiali, Clarkson affermò che il budget non si discosta molto da quello della BBC per Top Gear. Quest’ultimo si aggirava ai 500.000 dollari a episodio, mentre il produttore esecutivo di The Grand Tour ha dichiarato che il costo del nuovo show arriva anche a 5 milioni di dollari per episodio. Se facciamo due calcoli, considerando le tre stagioni annunciate, con un costo medio unitario a episodio di 3 milioni di dollari, arriviamo circa a 110 milioni di dollari per la produzione triennale dello show.

Stiamo parlando di un budget che ha permesso di girare in luoghi esotici, testare macchine sportive e stravaganti. Non solo, i tre pazzi hanno distrutto 1 una macchina su tre apparsi nel programma, ben 52 su 150. Ovviamente quasi tutti allo scopo dell’intrattenimento.

Non meravigliamoci se è il programma più scaricato illegalmente al mondo, superando persino il Trono di Spade.

Amazon vs Netflix, una sfida globale

Amazon è arrivato sul mercato come un “fulmine a ciel sereno”, con una rapidità incredibile ed è riuscito a ritagliarsi il ruolo di primo competitor del colosso Netflix. Saranno questi i due colossi a darsi battaglia nei prossimi anni, con una previsione di sottoscrittori pari a 130 milioni per Amazon e 64 milioni per Netflix entro il 2020Netflix ha dichiarato inoltre che il suo obiettivo è quello di raggiungere una casa su tre in Italia nei prossimi 5 anni, e di arrivare a investire la cifra pazzesca di 6 miliardi di dollari in nuovi contenuti nel 2017

Cosa dobbiamo aspettarci?

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Prezzo

Sembra che per penetrare nei nuovi mercati Amazon offrirà il proprio servizio streaming a un prezzo inferiore, 5,99€/mese, contro i 7,99€/mese del pacchetto standard di Netflix. Se consideriamo che in molti mercati – come in Italia – Amazon fornisce il proprio servizio gratuitamente per i clienti “Prime”, a fronte di un prezzo annuo di 19,90 euro, è evidente che questo fattore possa generare un grande vantaggio competitivo per il servizio di Jef Bezon, soprattutto in ottica di integrazione con la piattaforma di ecommerce.

Produzioni originali

Le produzioni originali continueranno ad assumere il ruolo principale come driver competitivo, e in quest’ambito sembra che Amazon segua la stessa strategia di Netflix. Già nello scorso anno la spessa per gli Originals erano notevoli per i colossi: 337 milioni per Amazon, 1,2 miliardi per Netflix.

A livello di numeri, è chiaro che Netflix stia dominando nelle produzioni originali, nonostante le previsioni lascino intendere che i due operatori seguiranno due strade differenti. Mentre Amazon si concentrerà nelle produzioni locali per aggiudicarsi un numero maggiore di sottoscrizioni nei diversi paesi, Netflix continuerà a puntare sulle produzioni di stampo Hollywood-iano come Stranger Things, un vero e proprio esempio di vintage marketing.

Il risultato potrebbe essere un pubblico di nicchia per Amazon, fatto da clienti alla ricerca di produzioni originali e distaccate da quelle che potremmo definire “americanate”, oppure l’esportazione di un modello statunitense nella geografia globale, mentre invece Netflix punterà invece su una clientela di massa.

L’arma segreta di domani

Sembra inoltre che Amazon sia intenzionato ad aprire verso una nuova frontiera, ossia quello dello sport. Sarebbe uno stravolgimenti del mercato incredibile, considerando che per ora Netflix non integra lo sport nella propria offerta, ovviamente per una questione di costi. Se Amazon, forte di un fatturato annuo ultra-miliardario intendesse presidiare questo mercato nei prossimi anni a vedersela davvero male sarebbero le Pay Tv, che risulterebbero sempre meno “necessarie”.

E mentre questi giganti si danno battaglia, noi possiamo metterci comodi e goderci lo spettacolo.

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