Social Innovation: quando l’innovazione incontra i bisogni insoddisfatti delle persone

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Il termine social innovation è relativamente nuovo, ma il concetto che esso in sé esprime è piuttosto familiare: rimanda all’insieme delle nuove idee che intendono incontrare i bisogni insoddisfatti della società, modelli elaborati per risolvere le svariate sfide sociali e ambientali esistenti.

Nel report realizzato dalla Young Foundation l’innovazione sociale è definita come “l’insieme delle attività e dei servizi innovativi, motivati dall’obiettivo di soddisfare bisogni sociali, che non sono sviluppati e diffusi prevalentemente da organizzazioni il cui primo obiettivo è di natura sociale”.

In generale, si fa riferimento ad una tipologia di idee espressa nella forma di prodotti, servizi o modelli, che hanno lo scopo di proporre schemi d’azione ben precisi volti a rispondere ai bisogni emergenti. Non sarebbe tuttavia corretto pensare che il motore dell’azione comprenda unicamente e strettamente la risposta a determinati bisogni sociali. Il focus, infatti, verte anche sullo sviluppo di nuove relazioni o collaborazioni tra gli attori diversamente interessati a prendere parte all’azione, come accade ad esempio con MHC, una cooperativa fondata da dottori di ricerca, urbanisti e architetti di Firenze che si sono dedicati a progetti di recupero e rigenerazione in aree di degrado urbano (http://www.urbanisticapartecipata.org/). E questo aspetto è proprio uno degli elementi chiave di ogni innovazione sociale.

Più precisamente, le dinamiche principali distinguibili in ogni innovazione sociale sono tre. Innanzitutto si tratta in genere della combinazione ibrida di elementi che già esistono, come ad esempio in Resilia, una startup bolognese nata dall’unione delle competenze di due società già esistenti al fine di ridurre gli spechi di cibo. In secondo luogo, l’innovazione è trasversale rispetto ai confini organizzativi e alle pratiche gestionali tradizionali. Infine, appunto come detto in precedenza, essa favorisce la creazione di forti legami relazionali tra coloro che in qualche modo contribuiscono alla diffusione dell’innovazione.

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Il mondo accademico, la pubblica amministrazione, le imprese for profit e i movimenti possono tutti innovare dal punto di vista sociale. Ma soprattutto l’innovazione può nascere dalle partnership formali e informali tra soggetti appartenenti a mondi diversi, e per questo portatori di diverse esperienze e diversi saperi. In tal senso, è fondamentale riconoscere l’importanza del pluralismo nel sistema sociale economico.

Considerato tutto ciò, si può dire che lo spazio per una social innovation risieda là dove il distacco tra bisogni sociali e sevizi offerti diventa troppo profondo. È in quello spazio che si crea l’azione per trovare una soluzione.

Modelli di business sociale

Nonostante l’espressione “social innovation” sia abbastanza recente, ci sono moltissimi esempi di innovazione sociale nella storia, basti pensare agli asili per bambini o agli ospizi per anziani, al movimento cooperativo oppure ai progetti di microcredito moderno ideato dal premio nobel Muhammad Yunus. Oggi queste idee spaziano dall’apprendimento a distanza alla difesa dei diritti umani attraverso i social media, dal trattamento delle malattie tuttora prive di cura alle idee per cercare di contrastare il cambiamento climatico.

Nell’articolo “The Power of Unreasonable People” scritto da John Elkington e Pamela Hartigan, la struttura del business delle imprese sociali viene suddivisa in tre modelli diversi, ognuno dei quali può essere applicato in diverse situazioni e contesti economici.

1. LEVERAGED NON-PROFIT

Questo modello di business utilizza le risorse a proprio vantaggio in modo tale da rispondere ai bisogni sociali nel modo più efficace. Sebbene le imprese appartenenti a tale categoria si possano definire la via più tradizionale per rispondere ai problemi, esse adottano approcci innovativi nel modo in cui impiegano i fondi disponibili.
Un esempio di leveraged non-profit è Barefoot College, un’organizzazione che opera nel campo dell’educazione, della salute, del ruolo della donna e dell’utilizzo dell’energia solare come fonte di elettricità.

2. HYBRID NON-PROFIT

Questa struttura di business può assumere diverse forme, ma la sua caratteristica peculiare consiste nel fatto che sostiene le sue operazioni attraverso tradizionali forme di profitto. Questo tipo di imprese è spesso reato per occuparsi degli insuccessi del governo o del mercato.

3. SOCIAL BUSINESS VENTURE

 

Questo modello è strutturato come business destinato a produrre del cambiamento attraverso dei mezzi sociali. Esso è frequentemente utilizzato da quegli imprenditori che cercano di sfruttare le opportunità del mercato in relazione alle questioni ambientali, come fa per esempio la catena Whole Foods che vende cibo biologico negli Stati Uniti.

I driver della Social Innovation

Nei consueti contesti di mercato, il driver per il perseguimento dell’innovazione sono le pressioni competitive. Nell’ambito dell’innovazione sociale, però, non è possibile dire altrettanto. Se viene meno la volontà di conseguire un vantaggio competitivo e il profitto ad esso associato, è necessario indagare più attentamente ciò che guida le innovazioni in ambito sociale.

Questa innovazione sembra essere attivata dalla pressione sociale esercitata dalla presenza di bisogni disattesi la cui soddisfazione permette di migliorare le condizioni di vita delle persone. È dunque proprio l’insoddisfazione a essere un importante driver ma da sola non è sufficiente. Essa non è di per sé un meccanismo capace di attivare in modo sistematico le risorse necessarie per generare innovazione sociale su larga scala. Per questo motivo, un altro driver è l’impatto sociale delle iniziative e delle politiche promosse in questo campo.

Sebbene si possano individuare delle linee comuni ai progetti di innovazione sociale, orientare al meglio il corso di ognuno di essi non è sicuramente cosa da poco e ogni caso rappresenta una sfida a sé. Per comprendere più a fondo i meccanismi che regolano la nascita e l’ideazione di tali progetti, la cosa migliore è prendere in analisi il singolo caso concreto. Un buon proposito che verrà presto messo in atto.

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