Turin Smart Tourism: il turismo, opportunità per il Piemonte

Sotto la direzione del Professore Valter Cantino e grazie al supporto tecnico del MARKETERs Club il 23 e il 24 novembre si è tenuta la conferenza internazionale Turin Smart Tourism. Occasione ben sfruttata per mostrare ai partecipanti le nuove opportunità del turismo per le imprese e per il territorio, certamente non potevamo lasciarci sfuggire un’occasione così ghiotta per imparare e per lasciare la nostra impronta. Per questo il nostro comitato ha “aperto le danze” con un evento d’eccezione, uno “smart” talk sul turismo.

 

I nostri eccellenti ospiti? Alpitour ed ECLECTIK.

BTR: un nuovo modo di vivere la montagna

Se cercate un modo per coniugare sport e divertimento, ECLECTIK, agenzia di comunicazione e promozione eventi, ha sviluppato un format che stravolge il solito concetto di “vacanze sulla neve”. Specificatamente rivolto ai giovani, i co-founders Maurizio Biazzi e Davide Giglia ci hanno mostrato come BTR, Born to Ride, sia il sinonimo di relax, eventi e tanta neve. 

 

Le origini del marchio

La loro storia inizia nel 2006, in occasione delle olimpiadi invernali di Torino. Bardonecchia viene scelta come meta di tutte le gare di snowboard; costruito il primo snowpark d’Italia, la disciplina ha per la prima volta un’importanza mediatica anche nel bel paese. ECLECTIK ha subito intravisto l’opportunità e, grazie a importanti sponsor tra i quali Fiat, ha organizzato eventi come il Rock The Spot,  a cui hanno partecipato grandi star del panorama sportivo internazionale e migliaia di persone da tutto il mondo, replicato successivamente nella stagione 2008/2009.

 

La crisi, gli sponsor e la volontà di rialzarsi

Inizia dal 2009 in poi la crisi, gli sport invernali non riescono più a trovare le risorse per l’organizzazione degli eventi ed ECLECTIK firma un contratto con la società gestrice degli impianti per trovare una soluzione al problema e amministrare lo snowpark.
 
Giglia e Biazzi ricordano come si sono ritrovati a lavorare in un campo completamente diverso dalla loro normale attività, e a risolvere una serie di problemi logistici e d’immagine. Ma con passione, coraggio ed energia hanno ribaltato la situazione: gli sponsor sono arrivati sotto forma di imprese core come Burton, il leader mondiale degli snowboard; per abbattere i costi hanno puntato su un’imponente campagna di co-marketing,  collaborando con altri brand per favorire la propria visibilità nel settore. E per reperire ulteriori risorse,  tramite un’attenta analisi e con lo studio del benchmark, hanno deciso di puntare sul turismo, con target i giovani e l’offerta di eventi di qualità a basso prezzo.

 

L’idea e il progetto: vacanze bianche low cost

Nasce così BTR, un pacchetto weekend all inclusive e low cost dalla forte immagine commerciale, “il modo smart di vivere la montagna, nato dalla voglia di stare sulla piste: le proposte dei concorrenti sono più basate sul divertimento che sulla neve. Un evento, non solo un weekend sugli sci”. Tutto questo anche grazie alla partecipazione successiva di top brand che ne hanno rafforzato la credibilità e hanno dato il sostegno necessario affinché BTR diventasse realtà. I co-founders ci hanno poi presentato il pacchetto, un perfetto mix fra relax e sport in cui tutti, dai principianti ai più esperti, possono ritrovarsi sulle piste e condividere la passione per la discesa.

 

La vacanza-tipo BTR

Il ritrovo è al Welcome Desk il sabato mattina e ci si butta subito sulle piste. Nel tardo pomeriggio un aprés-ski ristora gli sciatori stanchi in vista dell’Official Party organizzato per  la serata; un evento che “brilla in un contesto dove l’entertaiment non è sviluppato” e che lascia nella clientela “un ricordo indelebile”.

2 giorni di sci, una notte con cena e colazione inclusa, eventi e aperitivi più contest con premi e gadget, a un prezzo decisamente abbordabile. Un pacchetto che è già “alla nona edizione con 18000 partecipanti in totale, ed eventi ogni weekend con una media di 800 ingressi”, provenienti anche dall’estero per assaporare le meraviglie delle nostre montagne piemontesi.

Eventi del calibro della FIS World Cup, dell’Invicta Ready to Fly e del Close the Doors, a cui naturalmente i clienti BTR erano invitati a partecipare. Ancora più ambiziosi i progetti futuri: con la creazione dello “Snowbus”, si potrà direttamente partire “da Milano, Novara, Genova e Alessandria” e godersi la vacanza senza la fatica del viaggio in macchina.  Chiudono la presentazione con un consiglio che rispecchia anche il nostro approccio MARKETERs.

Bisogna essere curiosi, osservare il mondo, chiedersi il perché delle cose”.

 

 

L’esperienza Alpitour all’alba dei big data

Importantissimo tour operator di levatura internazionale, Alpitour, rappresentata dalla Social Media Advertisor Carolina Venetsanos e della sua esperienza nell’E-commerce, si approccia all’epoca del Turismo 4.0, dell’analisi dei Big Data. Carolina inizia subito spiegando come Alpitour sia un’azienda internazionale con ottime prospettive di crescita divisa in 5 divisioni: tour operating, aviation, incoming, hotel management e travel agencies ognuna con il proprio target, marchio e amministrazione. A lei spetta la gestione dell’E-commerce e della sponsorizzazione online, offrendo “pacchetti al mercato italiano sfruttando i canali digitali”.

 

I nuovi metodi di analisi del consumo

All’alba del nuovo turismo digitalizzato è necessaria l’ottimizzazione del marketing tradizionale. Le piattaforme web studiano il Customer Journey del cliente, ovvero dalla scoperta dell’offerta all’acquisto, e implementando A/B testing, studi che permettono di verificare quale layout dei siti adottare in modo che siano più “user-friendly”. L’utilizzo di “cluster di cookies, dati dei clienti – certamente anonimi – la cui analisi permette di avere una percezione in real-time della domanda di mercato”, è fondamentale per comprendere come “i viaggi tailor-made non siano più vantaggiosi, né spesso tantomeno richiesti, a causa degli alti costi e delle difficoltà organizzative che si vengono a creare quando devi programmare te stesso la vacanza, con tutti i rischi che comporta”. Bisogna quindi “puntare sulla value competition, l’offerta di pacchetti di alta qualità a costo ridotto”. Una scelta decisamente opportuna in un mercato dove il rapporto qualità-prezzo è fondamentale per il cliente.

 

La SME e il TOOL for Tourism 4.0: sviluppo e futuro turistico del Piemonte

Pochi potevano definire una così ampia mappa concettuale sul turismo come gli ospiti della Scuola di Management ed Economia. Esperti capaci di dipingere un quadro perfetto delle attività private e istituzionali che si stanno svolgendo sul territorio per il rinnovamento del settore. Il 24 novembre alla tavola rotonda sul turismo si sono seduti il Professore Valter Cantino, gestore del dibattito nonché direttore del dipartimento; Susanna Barreca, referente della Direzione regionale coesione sociale e politiche del lavoro; Guido Cerrato, Dirigente Area sviluppo del territorio e regolazione del mercato della Camera di Commercio di Torino; Stefania Coni, esponente della Fondazione CRT; l’assessore regionale alla cultura e turismo Antonella Parigi; la direttrice generale della DMO Piemonte Maria Elena Rossi; il presidente dell’associazione ARPIET Sergio Gibelli; il consigliere di amministrazione di Deloitte Giuseppe Pedone; il fondatore e AD di  ETT S.p.A. Giovanni Verreschi, e un’ospite d’eccezione direttamente dalla Spagna, l’esponente della Camera di Commercio di Toledo Beatriz Vicente Pico.

 

Spagna pioniera nel digital tourism

La dottoressa Pico ci ha mostrato come siano in corso di sviluppo le prime smart cities spagnole, città con forti impulsi turistici che verranno “tecnologizzate” per renderle più accoglienti nei confronti dei viaggiatori e gestire i nuovi flussi, fornendo informazioni online e tramite applicazioni appositamente sviluppate per mostrare l’ampia offerta culturale iberica. Purtroppo, questa caratteristica gestione del turismo sembra altamente avanzata rispetto alla situazione odierna italiana, e gli stessi relatori ammettono l’esistenza di questo ritardo, forse più culturale che per mancanza di fondi. I progetti regionali sono assolutamente il primo passo verso lo sviluppo turistico: finanziamenti da parte di Fondazioni private (come CRT), dalla Camera di Commercio di Torino e dalla Regione permettono tuttora di sviluppare startup innovative, non solo ad alto contenuto tecnologico. Un tassello importante in un mercato che è “a basso contenuto di capitale” e che quindi crea “alto fabbisogno di lavoratori” anche non qualificati. Certamente emergono i tipici problemi della realtà commerciale italiana: l’assenza cronica di interazioni strategiche tra imprese, fra imprese e territorio, fra imprese e Stato, come ribadito  da Pedone e Gibelli. Inoltre, “se anche esistesse un forte impulso turistico, le strutture alberghiere non sarebbero in grado di soddisfare la domanda e fornirebbero una quantità di servizi accessori limitata rispetto alla richiesta.”. Sembra che non vi sia l’impulso a creare dei poli di servizi né a sfruttare appieno le potenzialità turistiche del territorio, e  d’altronde “non basta avere una bella chiesa per avere uno sviluppo economico”, afferma l’assessore Parigi.

In conclusione, i progetti innovativi e di sviluppo turistico andrebbero ulteriormente incoraggiati, per sfruttare le possibilità che l’Italia ha sul fronte del nuovo smart tourism. L’imprenditoria italiana inoltre dovrebbe adottare uno sguardo di sfida nei confronti dei competitor internazionali. Cogliere le opportunità del territorio sfruttando il grande patrimonio artistico offrendo servizi accessori al turismo. Una sfida quanto mai difficile per un paese spesso limitato dalla sua stessa mentalità commerciale.

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