Marketing e cultura: 30 anni di Buskers Festival

Buskers Festival - This MARKETERs Life

Sempre più spesso sentiamo parlare di Festival musicali, di teatro, di danza o ci capita di prendere parte ad un determinato evento di carattere sociale. Tra queste manifestazioni, con il passare degli anni, il Buskers Festival è diventato uno degli eventi più in voga sulla piazza. Può esistere anche in questi “spettacoli” una qualche forma di marketing slegata dal concetto puramente economico e legata più  agli aspetti culturali? Come questi festival riescono a diventare noti, apprezzati e ricercati da qualsiasi tipo di pubblico?

Vi capita mai di trovarvi ad una festa, un evento, un concerto e di pensare “Chissà qual è stato e com’è stato il backstage?” e “Chissà chi ha curato la comunicazione, il coordinamento di tutto questo?”.

Una grande e formata squadra sta dietro, nascosta e sconosciuta agli spettatori, ma è il filo conduttore e il punto strategico della buona riuscita di tutto, il punto fondamentale da cui far partire l’intero show.

L’aspetto sociale caratterizzato dallo svago, dalla voglia di “staccare la spina”, fare festa con gli amici, conoscere gente nuova e vivere una esperienza diversa dal solito, si interseca con un lato più razionale, meno ludico e più concreto: l’aspetto economico. Si tratta del cosiddetto “marketing culturale”, o in questo caso “marketing degli eventi”.

Cosa lega il marketing alla cultura

Dimentichiamoci per un attimo del concetto vero e puro di marketing (legato più all’economia e al mondo del business) e soffermiamoci su questa definizione.

Si può quindi parlare di un connubio tra marketing e cultura? Certo che sì!

Tutti i festival hanno le proprie caratteristiche, i propri eventi, il proprio cibo (perlopiù locale), le proprie tradizioni, usi e costumi tipici. E questo perché nella maggior parte dei casi ogni festival è legato al territorio in cui viene svolto. Esso rappresenta uno strumento di marketing fondamentale per il luogo in cui viene organizzato.

Il marketing legato alla cultura e agli eventi si collega a tutti quegli aspetti teorici appartenenti al classico marketing che ci è stato insegnato e che abbiamo studiato. È un sistema costituito da un insieme di stakeholder che si prefiggono determinati obiettivi e li portano avanti seguendo le proprie regole.

Si tratta di un mix di persone, enti, associazioni, volontari che sono organizzati e perfettamente coordinati tra loro ed hanno il compito di pensare, ideare, progettare e realizzare le migliori e più efficienti strategie di comunicazione al fine di centrare l’obiettivo: attirare il pubblico e soddisfarlo.

Le 4P del marketing degli eventi

Il marketing e gli eventi hanno in comune anche un altro aspetto rilevante, in grado di mettere a contatto i due mondi apparentemente lontani: le 4P, ovvero le linee guida da seguire per realizzare al meglio l’evento.

  • Product, ovvero il festival offerto;
  • Place, il territorio in cui si svolge;
  • Price, il prezzo dei servizi o prodotti offerti all’interno del festival;
  • Promotion, tutti i canali utilizzati per la divulgazione e la comunicazione del festival.

Anche il target gioca un ruolo importantissimo: la pianificazione di ogni evento, dopo aver definito il tema, continua proprio con il definire chi vogliamo che venga. Un pubblico generico? Solo giovani? Solo adulti? Famiglie?

Bisogna analizzare con attenzione quali sono gli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere e di conseguenza pianificare dettagliatamente l’intero evento, certi di soddisfare e di colpire tutto il target.

Un altro aspetto importante legato ancora al marketing culturale e degli eventi è il sapere costruire relazioni, offrendo qualità e valore con lo scopo di attivare il passaparola tra i partecipanti ed attirarne altri di nuovi. In questo modo il festival non avrà più solo una “fama locale” circoscritta al territorio d’origine, ma inizierà a prendere una forma sempre più definita e importante, di fama nazionale.

Artisti di strada: il Buskers Festival

Un caso di evoluzione dell’evento, da piccolo a grande, è il Buskers Festival. Lo conoscete già? Se cercate su Google, vi comparirà subito il “Ferrara Buskers Festival”, una delle più importanti manifestazioni di questo genere.

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Ma chi sono i buskers? Artisti di strada che si esibiscono in luoghi pubblici ed usano le piazze, le zone pedonali o le strade come palcoscenici in cui dare via al loro show. Le performance normalmente sono gratuite o, alcune volte, i buskers richiedono un’offerta minima nella vendita dei loro cd o altre creazioni.

Il Buskers Festival venne ideato nel 1987 da Stefano Bottoni, il sindaco di allora, con lo scopo di offrire al pubblico spettacoli di divertimento e intrattenimento continuo e di catturare la curiosità di tutti, dai piccoli ai grandi. La manifestazione più importante è quella che si svolge a Ferrara, ma il festival poi gira tutta l’Italia e non solo, portando con sé artisti provenienti da tutto il mondo.

Buskers Festival

Il 2017 rappresenta per il Buskers Festival l’anniversario dei trent’anni della nascita in Italia di questa manifestazione i cui protagonisti sono gli artisti di strada.

Si tratta quindi di un’edizione storica che inizierà il 17 Agosto a Mantova e proseguirà fino al 27 Agosto, terminando la kermesse delle esibizioni e dello show a Ferrara.

Per omaggiare ed esaltare l’evento, quest’anno il Buskers Festival rende omaggio alla Grande Mela. New York è la città scelta come fonte d’ispirazione al fine di valorizzare tutti i gruppi di musicisti e artisti che si sono esibiti e che si esibiscono ancora al Washington Square Park, il cuore pulsante e vivo del festival stesso.

Buskers Festival

Oltre cento spettacoli al giorno, animati da più di 1000 musicisti che suoneranno musica americana (per l’occasione speciale) tipica delle band degli anni ’20 e ’30, il folk tradizionale, il blues originale, per arrivare poi al rock and roll protagonista degli anni ’50, per poi terminare con musica e canzoni più moderne, di oggi.

Lo spirito cosmopolita e multiculturale

Il Buskers Festival è quindi un buon esempio di successo del marketing degli eventi, di come si può davvero riuscire, anche partendo da poco e senza grandi pretese o aspettative, ad organizzare una grande manifestazione, in grado di attirare l’attenzione di un pubblico eterogeneo in sé, ma omogeneo per quanto riguarda l’interesse verso la cultura e l’arte degli artisti di strada.

L’aspetto più interessante di questo Festival, accentuato in modo particolare quest’anno in occasione della sua trentesima edizione, è lo spirito cosmopolita e multiculturale che si respira sia tra i protagonisti sia tra il pubblico di spettatori.

Il Buskers festival colleziona anime di artiste provenienti da tutto il mondo, che si riuniscono spinte dalla stessa passione per la musica e dalla voglia e dal desiderio di condividerla con altri “colleghi”, scambiare il proprio sapere e imparando qualcosa di nuovo.

Al di là del palco ci sono le persone, spettatori provenienti anch’essi da città diverse e che scelgono di partecipare all’evento per conoscere una sfaccettatura di arte e musica diversa dal solito, che rompe gli schemi classici di festival-show.

Cosa state aspettando? L’estate non è ancora finita, avete tutto il tempo per organizzarvi e prendere parte al Buskers Festival, per vivere un’esperienza carica di uno spirito del tutto alternativo, multiculturale!

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