Opificio Lamantini Anonimi: l’arte nell’era del Web 3.0

Dopo tutto un’opera d’arte non si realizza con le idee ma con le mani.
(Pablo Picasso)

Se pensiamo a un artigiano la prima immagine che ci viene alla mente sono delle mani che creano.

Ma se parliamo di artigiani digitali? Nel Web si possono creare delle opere d’arte?

Ne abbiamo parlato con Luca Manuele Simonato, fondatore con Francesco Triffiletti dell’agenzia di comunicazione Opificio Lamantini Anonimi. Luca ci ha raccontato la storia dei Lamantini tra passione, creatività e arte.

Cosa vi ha spinto a fondare l’Opificio Lamantini Anonimi?

“L’Opificio è nato nel 2013. Francesco stava finendo l’Università. Io invece frequentavo architettura. Avevo scelto questa facoltà per avere una formazione ampia sul mondo artistico. Entrambi volevamo lavorare in questo settore, così quell’estate abbiamo deciso di iniziare questo progetto. Ci siamo dati un anno di tempo per metterci alla prova. È andata bene e abbiamo fondato ufficialmente l’Opificio.”

Perché avete scelto di entrare nel mercato del Digital?

“L’Opificio nasce come agenzia di comunicazione a 360°. A livello commerciale vendiamo più l’ambiente Web ma è una questione legata al mercato. I progetti che ci hanno dato maggior soddisfazioni in realtà esulano dal Web. Uno è lo spot che ha vinto ex equo il concorso del Ministero dei Trasporti e il secondo è il packaging di una linea di birre realizzato per un concorso promosso dalla Zago, un birrificio di Pordenone. Il packaging è piaciuto molto e ha avuto una discreta risonanza nel Web. Successivamente, sia per passione che per motivi commerciali, abbiamo spinto di più sull’offerta digital e nel 2015 abbiamo raggiunto il nostro primo vero traguardo in quest’ambito, vincendo una menzione d’onore nella rinomata galleria Awwwards, battendo nomi come Harley Davidson Italia o altri marchi internazionali. Per chi fa il nostro lavoro ad alti livelli, premi e menzioni sono all’ordine del giorno, noi invece non ci volevamo credere! Sono convinto però che il nostro approccio al Web sia differente rispetto a molti altri. Lo consideriamo uno strumento tramite il quale si possono comunicare i propri valori, le proprie idee o addirittura le proprie emozioni. Prendi per esempio un pittore: ha una tela bianca e i suoi strumenti, per esempio i pennelli o la tavolozza, ma nella tela deve trasparire ciò che vuole trasmettere. Ecco cosa è per noi il Web: un foglio bianco, uno strumento con il quale è possibile creare.”

Opificio Lamantini Anonimi

La vostra agenzia offre diverse tipologie di servizi, dalla grafica, ai siti passando per la gestione dei Social media. Avete intenzione di ampliarli ulteriormente?

“Sì, sinceramente sì. In questo periodo stiamo studiando due campi per noi nuovi: l’internet delle cose e la realtà virtuale e aumentata. Siamo ancora in fase di studio ma abbiamo intenzione di proporli come servizi in futuro.”

Avete collaborato con clienti molto diversi tra loro, da artigiani a realtà conosciute a livello nazionale, come la Gaga Symphony Orchestra. Qual è la vostra personale filosofia per gestire al meglio il rapporto e le esigenze di ogni cliente?

“Nessun grande segreto, piuttosto tanta passione e un pizzico di fortuna! Come hai detto tu, durante il nostro percorso abbiamo incontrato realtà molto diverse tra loro, dalle piccole imprese che muovevano con noi i primi passi ad artigiani di fama europea. Quello che cerchiamo di fare è entrare in sintonia con il cliente e crescere insieme alla sua attività mettendo in gioco le nostre capacità e la nostra creatività. Credo sia uno dei motivi per i quali ci troviamo molto bene con chi lavora in campi artistici o creativi, come appunto gli artigiani o l’Orchestra: parliamo la stessa lingua e ogni progetto diventa un rapporto di collaborazione più che un semplice rapporto commerciale.”

Opificio Lamantini Anonimi

Collaborando con piccole aziende o artigiani, vi è mai capitato di percepire delle resistenze ad investire nel Web?

“Sì! Noi, che siamo una piccola struttura, ci poniamo in un mercato che nel tempo è stato distrutto. Questo perché c’è una non conoscenza molto diffusa degli ambiti in cui operiamo, ma personalmente non credo sia “colpa” del cliente: quanti di noi sanno quali sono i processi produttivi di una sedia, di un cellulare o di una penna? Il problema non è questo. Il problema è che moltissime agenzie o liberi professionisti hanno sfruttato, e continuano a farlo, questa “non conoscenza”, prendendosi spesso gioco del cliente, offrendo prodotti scadenti e contribuendo a distruggere il mercato. Poi è difficile spiegare al cliente perché un certo tipo di servizio ha un costo più elevato se c’è chi lo offre a molto meno. Io la colpa la do a chi marcia su questo tipo di approccio.”

Quali consigli dareste ad un giovane che vuole aprire un’attività come la vostra?

“Non so se ho ancora gli strumenti per dare consigli, io non ho nemmeno 24 anni e l’Opificio è aperto solo da 3 anni. So che quello che facciamo nasce da determinazione e passione che tendono a farci dimenticare, a volte, la differenza tra lavoro e piacere. Sono convinto che il nostro mestiere possa diventare quasi, se non del tutto, un mestiere artistico. Quindi ad un giovane, come me, che vuole avvicinarsi a questo tipo di attività consiglio di uscire da quelli che sono gli schemi canonici che vengono insegnati, usarli solo come strumenti, ma spingersi oltre e liberare la fantasia. Certo, ci vuole tanta passione, e tempo da investire, e non bisogna mai aver paura di mettersi alla prova.”

Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che l’arte e il Web siano due concetti molto distanti tra loro, tuttavia quello che più colpisce della filosofia dell’Opificio Lamantini Anonimi è che non solo è possibile realizzare delle opere d’arte con delle idee ma soprattutto con delle righe di codice!

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