Clubhouse: come funziona l’app del momento

Destinato a diventare il prossimo prodotto di punta della Silicon Valley, Clubhouse è il nuovo social network basato esclusivamente sulla comunicazione vocale che ha già conquistato milioni di americani, tra cui anche delle star internazionali del calibro di Oprah Winfrey e Drake. Attraverso questa piattaforma, gli utenti possono accedere a diverse stanze per prendere parte a conversazioni su qualunque argomento oppure semplicemente per ascoltarle. Clubhouse si prepara così a diventare la star del 2021: scopriamolo insieme!

Mai come quest’anno, tutti noi abbiamo avvertito il bisogno di rimanere in contatto con il maggior  numero di persone; i mesi di isolamento dovuti alla pandemia hanno messo a dura prova le relazioni umane, così come ogni forma di comunicazione. Poter prendere parte ad una conversazione significa avere la possibilità di far sentire la propria voce, di scambiare la propria opinione su un certo fatto oppure, semplicemente, di fare una bella chiacchierata per approfondire la conoscenza di una persona. 

Ecco perché un social network come Clubhouse, in questo momento, può diventare una vera e propria tendenza, strizzando l’occhiolino ai leader del web, Instagram e Facebook. Clubhouse è nato negli Stati Uniti nella primavera del 2020, proprio quando in Italia veniva annunciato il primo lockdown, dalla collaborazione tra l’imprenditore Paul Davison e l’ingegnere (ex-membro del Team Google) Rohan Seth. 

L’applicazione ha fin da subito attirato l’attenzione dei grandi investitori pronti a scommettere sulle start-up tecnologiche, ottenendo un finanziamento di circa 12 milioni di dollari dall’azienda di venture capital Andreessen Howorowitz e aggiudicandosi una prima valutazione di 100 milioni di dollari da parte della stessa società nonostante, in quel periodo, contasse solo 1500 utenti iscritti. Insomma, fin dal primo rilascio Clubhouse ha generato un grande hype, al punto che attualmente annovera circa 600 mila utenti attivi. Ma qual è il motivo di questo grande successo? 

Come funziona Clubhouse?

Un nuovo prodotto social basato sulla voce che permette alle persone, ovunque si trovino, di chiacchierare, sviluppare idee, approfondire amicizie e incontrare nuove interessanti persone in tutto il mondo”.

È con queste premesse, pubblicate sul sito ufficiale ancora in costruzione, che Clubhouse fa la sua comparsa nel mondo dei social, spostando i riflettori dai contenuti digitali ai contenuti… vocali!

Nessun post, nessun tweet, nessun like né tantomeno delle stories; su Cloubhouse la protagonista è la voce! Si tratta di una sorta di grande podcast, con l’unica differenza che gli utenti iscritti possono partecipare attivamente alle discussioni che si svolgono all’interno delle “stanze”.

Per il momento, l’app è disponibile in versione beta solo per dispositivi iOS anche se, da quanto comunicato dai fondatori, verrà presto rilasciata una versione per Android. Una volta scaricata da Apple Store, gli iscritti hanno la possibilità di creare le stanze, diventando dei veri e propri moderatori. 

Trattandosi di una versione ancora sperimentale, è possibile accedere alle stanze solo su invito: quando un nuovo utente si registra all’app, gli vengono assegnati due inviti che può decidere di inoltrare ai contatti presenti nella sua rubrica. L’app mostra in via prioritaria la lista dei contatti che sono già iscritti a Clubhouse, in modo da creare una rete di affiliati e alimentare il senso di esclusività percepito dagli utilizzatori.

In realtà, è possibile ricevere un invito anche da una persona che ha già esaurito i suoi due lasciapassare, purchè questo soggetto abbia il nostro numero salvato nella sua rubrica! Infatti, quando ci si registra su Clubhouse, tutte le persone che hanno il nostro contatto ricevono una notifica e possono decidere di ammetterci al loro network senza utilizzare altri inviti.

La corsa all’invito è ormai iniziata! Su alcune piattaforme di commercio elettronico, come e-Bay, sono già comparsi annunci di vendita dei propri inviti all’app che toccano addirittura i 100 euro! 

Come negli speech che si rispettano, ogni stanza è coordinata da un moderatore che ha il compito di gestire il dibattito, diventando il direttore di un’orchestra interamente virtuale composta da soggetti che, pur non conoscendosi, sono interessati ad una stessa tematica su cui desiderano instaurare un confronto. Il moderatore può decidere di spegnere il microfono di un partecipante, di escluderlo dalla conversione oppure di lanciare l’invito ad altri utenti per allargare la conversazione ad un pubblico più esteso.

Il moderatore può inoltre decidere se classificare la stanza come Open, Social oppure Closed. Nel primo caso, la stanza è accessibile a chiunque stia navigando sul social. Tuttavia, chi entra in una stanza Open è inizialmente muto e deve limitarsi unicamente ad ascoltare; per prendere la parola deve inviare una richiesta al moderatore che può “sbloccarlo” concedendogli di parlare.

Le stanze Social, invece, sono visibili solo alle persone del proprio network, ovvero a coloro che si “segue”; invece, se la stanza è Closed, vi si può accedere solo ricevendo un invito da parte di un proprio contatto, cosa molto facile dato lo straordinario passaparola che sta avendo Clubhouse sui social in questo momento. Molti personaggi famosi hanno infatti comunicato di essersi loggati a Clubhouse e di essere pronti ad invitare i propri followers per scambiare qualche chiacchiera!

Come Facebook e Whatsapp, anche Clubhouse dà la possibilità dei creare dei gruppi o, meglio, dei club! Un club coinvolge un numero limitato di utenti e ha qualche funzionalità in più rispetto alle stanze: chi ne fa parte, può creare degli eventi senza il bisogno di inviare l’invito agli altri membri del club, i quali avranno la possibilità di prendere parte all’evento nella data prefissata. A differenza delle stanze, quando termina la conversazione, il club non scompare ma rimane “attivo” per i successivi eventi.

Creare un club non è però così facile: per ora, è possibile creare solo un club e a condizione di aver aperto almeno 3 stanze. Insomma si tratta di un circolo formato da utenti attivi che desiderano riunire un insieme di persone interessate ad uno stesso argomento per avviare delle discussioni coerenti ed ingaggianti.

Attenzione alle regole!

Anche alla luce delle recenti tragedie causate da uno scarso controllo dei contenuti pubblicati, una delle principali critiche mosse a Clubhouse è di non aver definito in maniera esaustiva le politiche sulla privacy e sulla sicurezza dei contenuti. Infatti, l’informativa sulla privacy presenta diverse lacune: innanzitutto, al momento dell’iscrizione, l’app richiede di rilasciare il numero di cellulare e di consentire l’accesso all’intera rubrica dei contatti, in modo da poter mettere in connessione l’utente con i contatti già loggati. Tuttavia, non viene richiesto all’utente un esplicito consenso, dato che tutti i termini di iscrizione vengono accettati con un unico click e non sono sufficientemente descritti gli scopi della profilazione dell’utente. 

Inoltre, nonostante l’accesso all’applicazione sia consentito solo ai maggiorenni, manca un effettivo controllo sull’età degli iscritti, un elemento, che ha sollevato molte polemiche.

Tuttavia, in merito alla privacy delle conversazioni, Clubhouse è stata molto chiara, attestando che “l’app registra le conversazioni mentre queste si svolgono live all’interno della stanza predisposta” e che, solo se un utente riporta una violazione della “Safety and Trust”, allora l’audio viene momentaneamente registrato a scopo di indagine. 

Diversamente, Clubhouse assicura che, quando la stanza “chiude” tutti gli audio sono automaticamente rimossi, senza alcuna possibilità da parte degli interlocutori di registrare la conversazione. 

Inoltre, la Guideline di Cloubhouse riporta una serie di importanti regole che l’utente si impegna di rispettare quando scarica l’applicazione. Innanzitutto, è assolutamente vietato trascrivere, registrare, condividere o diffondere qualunque tipo di informazione ottenuta durante una sessione live senza l’esplicito consenso dei partecipanti, così come diffondere contenuti violenti, discriminanti o razziali. Inoltre, non possono essere condivisi dei contenuti che violino la proprietà intellettuale e non è consentito diffondere fake news. 

Qualora venisse violata una di queste regole, Clubhouse potrà decidere di limitare la partecipazione ad alcune (o a tutte) le conversazioni oppure, nei casi più gravi, di disabilitare permanentemente l’account, rimuovendolo così dall’applicazione insieme ai contenuti offensivi. 

Un Social dalle mille opportunità

Forse, se non siete amanti dei messaggi vocali su Whatsapp, Clubhouse non diventerà il vostro social preferito, ma le sue potenzialità sono davvero straordinarie! Persino Elon Musk è sbarcato su Clubhouse quando, qualche giorno fa, ha invitato alla sua stanza circa 5000 persone tenendo un dibattito che ha toccato argomenti come l’uomo su Marte, i bitcoin e gli sviluppi di Tesla. 

La partecipazione del fondatore di Tesla ha fatto impennare la curva degli iscritti a Clubhouse, che all’inizio di Febbraio ha toccato il vertice di sei milioni di utenti. Questo a dimostrare quanto Clubhouse possa diventare uno strumento prezioso per i manager o i responsabili di marketing: creare un coinvolgimento del pubblico target attraverso la condivisione non soltanto del prodotto stesso ma anche delle esperienze legate ad esso può rivelarsi la chiave del successo per creare una community affiliata al brand. Del resto, la Voice of Customers è uno degli elementi essenziali per chi lavora nel mondo del marketing: comprendere cosa i clienti dicono del prodotto e si aspettano da esso è essenziale per canalizzare le strategie adottate nella giusta direzione. 

E quale può essere il miglior modo per ascoltare l’opinione dei clienti se non invitarli attivamente a partecipare ad una conversazione? 

Nonostante le molte critiche che sono arrivate a Clubhouse negli ultimi giorni, ci piace l’idea di considerarlo, almeno per il momento, un social davvero interessante e innovativo, che potrà di certo favorire le relazioni digitali e permettere a chiunque di mettersi in gioco per esprimere la propria opinione. Ogni stanza non è altro che una tavola rotonda, una riunione di poche (o tantissime) persone che, attraverso il potere della parola, hanno la possibilità di confrontarsi su temi che spaziano dalla cucina all’innovazione sostenibile, dalla musica al mondo dello sport e chi più ne ha più metta!

E tu, sei già iscritto a Clubhouse? 

 

 

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