Da SEO a SEO: intervista a Francesco Margherita

Da SEO a SEO intervista a Francesco Margherita

Da oggi inauguriamo una nuova rubrica dedicata al mondo della Search Engine Optimization, meglio conosciuta con l’acronimo SEO. Abbiamo selezionato i migliori professionisti in grado di spiegare anche all’uomo della strada che cos’è la SEO (per chi ancora non lo avesse capito). Ma soprattutto, chi è e cosa fa l’esperto che manovra i delicati fili della partita che si svolge tra motori di ricerca e posizionamento di un sito web.

Da SEO a SEO, la rubrica dedicata ai SEO specialist

Da SEO a SEO sarà un viaggio verso l’esplorazione di una professione tante volte poco conosciuta, sia dalle aziende che dagli operatori del marketing. Ci si chiede spesso chi siano l’uomo o la donna che decidono di relazionarsi con i complicati algoritmi dei motori di ricerca. Quali siano le ragioni che li ha spinti a fare questa scelta professionale e quali soddisfazioni traggono dal loro mestiere.

Scopriremo che sono esseri umani in carne e ossa esattamente come noi. Con sogni, passioni e un cuore pulsante che un giorno ha deciso di seguire la passione per la SEO.

Intervista a Francesco Margherita

Nella puntata di oggi siamo in compagnia di Francesco Margherita, consulente SEO specialist dal 2007, autore del celebre Manuale di SEO Gardening (giunto alla seconda edizione) e fondatore del gruppo Facebook Fatti di SEO, che conta più di 30.000 appassionati di motori di ricerca e tecniche di posizionamento.

Ciao Francesco e benvenuto! Puoi raccontare in 160 caratteri e senza fare KW stuffing chi sei e di cosa ti occupi? Scherzo, puoi usare anche i sottotitoli con i tag title corretti!

«Sociologo, scrittore, musicista, ex alcolista, padre e compagno fortunatissimo, consulente SEO, conferenziere (ma solo in assenza di pandemie). Comunque tutte maschere.»

In una tua vecchia intervista dove ti si chiedeva chi è Francesco Margherita, hai risposto “Ancora non lo so, riparliamone tra qualche anno”. Ne sono passati 4, ti senti pronto per rispondere?

«Mi sto facendo l’idea che in fin dei conti non sia nemmeno così importante capire chi sono. Tanto succedono sistematicamente due cose, la prima è che più o meno ogni 5 anni cambio completamente vita, la seconda è che ti impegni una vita intera per capire chi sei, poi muori magari proprio quando sei a un passo dalle risposte… e che fregatura.»

Einstein diceva che hai veramente capito qualcosa quando riesci a spiegarlo a tua nonna. Ora non saremmo qua se tu non avessi ben chiaro cos’è la SEO. Ma facciamo per un momento che ci sia tua nonna qui davanti a te.

«Credimi, alla fine è meglio che la nonna non sappia. La SEO serve a far dialogare opportunamente due software, uno è quello del tuo sito web, l’altro è il motore di ricerca. Meglio riesci a organizzare il lavoro, più tale dialogo sarà scorrevole e la tua SEO sarà forte. A quel punto si può iniziare a giocare un’altra partita non meno importante, che è quella dell’esperienza utente e del contenuto in sé. Talvolta Google è disposto a passare sopra ad errori tecnici tremendi, pur di servire agli utenti il contenuto che risponde meglio ad una ricerca particolare.»

In una intervista precedente hai raccontato la tua routine casalinga, dove programmi orari di lavoro sani e lunghe passeggiate all’aria aperta. Questo tipo di vita è una tua priorità? Ti sei trovato a dire “no” a ricchi compensi e appartamento al Burj Khalifa?

«Tutto cambia ogni volta che cambio io. Ci sono volte che non ho per niente voglia di fatturare e altre che invece sento di dover lavorare anche 12 ore al giorno. Ho la grande fortuna di poter scegliere quanto guadagnare ogni mese, ma devo ammettere di non aver ancora imparato a goderne. Insomma, so che tanti vorrebbero essere al mio posto, ma non è un potere facile da controllare perché rischia di fagocitarti. Ho molto da imparare e mi sa che una vita sola non basta.»

Autore di SEO Gardening: da cosa è nato l’accostamento tra ottimizzazione per i motori di ricerca e il giardinaggio?

«L’amore per la terra porta solo buoni frutti. C’è bisogno di aggiungere altro?»

Puoi descrivere quel romantico istante in cui hai incontrato la SEO per la prima volta? Hai sentito le farfalle dentro lo stomaco?

«In effetti sì. Già studiando sociologia all’università cominciavo a farmi le domande più disparate sull’incidenza che avrebbe avuto il motore di ricerca e più in generale “il digitale” nelle nostre vite. Ho sempre visto Google come un individuo a cui chiedere indicazioni lungo la strada. Ecco, io mi chiedevo cosa cavolo è in giro a fare sto tizio, tutto il giorno per la via a dare indicazioni? Vorrà qualcosa anche lui dalla vita, no? E non pensare subito a Google Ads, perché sarebbe banale. Mi appassiona e mi spaventa insieme. Ci sono volte che sento la terra letteralmente tremarmi sotto i piedi e sento freddo. Allora finisco col farmi sempre la stessa domanda: cosa c’è qui che io non vedo?»

Formazione e crescita: c’è un professionista a cui ti ispiri, sia da un punto di vista tecnico che ideologico?

«Non faccio mistero di essere un fan di Simone Righini. La sua acutezza di pensiero, la capacità di intuire e in qualche misura di in-ventare la SEO, sono state anni fa spunti preziosi. Non potrei dire di nessuno con più affetto che “fa veramente cagare”. 🙂 »

Pensi che la SEO possa essere considerata uno strumento che migliora la vita delle persone?

«Ne sono fermamente convinto. La SEO è lo sforzo più bello mai compiuto dall’uomo per capire sé stesso e comprendere l’universo oscuro che lo circonda. Non esagero. Con la SEO cerchiamo di comprendere il funzionamento di una macchina fuori controllo, programmata a sua volta per comprendere comportamenti umani fuori controllo. È l’uomo che cerca di comprendere un software che cerca di comprendere l’uomo. Puoi immaginare qualcosa di altrettanto metafisico e metalinguistico?»

La parola “dipende”: hai mai fatto un conteggio di quante volte la usi al giorno? Secondo te perché un SEO specialist la ama così tanto?

«Continuo a credere che i medici la dicano più spesso quella parola, forse perché anche loro come noi procedono per ipotesi e prove, commettendo errori all’interno di uno scenario in cui decisamente la mappa non è il territorio.»

Qual è il percorso di formazione che un ragazzo dovrebbe fare per diventare SEO specialist? Ne esiste davvero uno?

«Certo, la prima cosa è avere dimestichezza con almeno uno dei CMS più conosciuti. È propedeutica la conoscenza di HTML e CSS, come l’utilizzo di un BOT stand alone e di un software per fare keyword e competitor research. In ultimo è importante conoscere Analytics e la Search Console. Quindi sì, esiste.»

Ultimamente il mondo dei social e dei video sul web ha inaugurato una forma di comunicazione sempre più diretta e concisa. Le persone vogliono sempre di più il “tutto e subito”. Credi che sotto questo punto di vista la SEO sia penalizzata? Perderà mordente rispetto ai vari YouTube e TikTok?

«Beh, la SEO richiede riflessione, osservazione, tempo. Non me la prenderei tanto con la velocità dei nuovi media, perché tutto sommato possiamo e dobbiamo fare delle scelte per quanto riguarda le piattaforme su cui studiare e quelle destinate alla consultazione.»

Il cliente più ostico a cui hai dovuto spiegare il tuo lavoro. Anche senza fare nomi, ci sono episodi in cui hai raggiunto livelli di alta comicità o drammaticità?

«Ricordo un non vedente, anziano, che aveva un’azienda produttrice di zerbini personalizzati. Ci sentimmo una sola volta al telefono. Un uomo d’altri tempi. Non aveva mai “letteralmente” visto Google. Lo ricordo con tenerezza.»

Intervista a Francesco Margherita Manuale-di-SEO-gardening

Per tua esperienza, credi che fuori dall’Italia ci sia più consapevolezza sul fatto di associare la gestione di un sito web a buone pratiche SEO?

«Io più (e prima) che fare differenza tra Italia ed estero, farei differenza tra nord e sud Italia. Vedo un nord più consapevole e pronto a investire, e un sud più schivo, scettico sulle buone pratiche e meno propenso a investire nel digital. Per me non è un fatto legato alla carenza di risorse. È culturale. Il nord fa corporazioni da 800 anni, mentre il sud nello stesso periodo è passato dai turchi alla mafia, passando per ogni genere di oppressione. Si parla spesso dell’ospitalità dei napoletani, ma nessuno si domanda seriamente il motivo per cui esiste questo luogo comune.»

SEO “coprywater”: hai già inviato la sceneggiatura a Netflix? Puoi spoilerare qualche nuova puntata o fare un recap degli episodi precedenti?

«Sarebbe una serie noiosa. Tutto parte da un test sul misspelling che doveva servire a valutare la capacità del motore di ricerca di cogliere il senso di un termine volutamente scritto male in pagina. Ecco come Copywriter diventa “coprywater”, tirandosi dietro le ire di orde di copy frustrati, nonché l’ilarità generale. A distanza di 3 anni, ogni tanto lo screenshot riappare sulle pagine umoristiche. Se su quell’immagine ci fosse stato scritto anche il mio cognome e non solo “Francesco”, oggi sarei più famoso di Garibaldi. Vabbè, meglio così.»

C’è un ideale, uno scopo finale, un principio cardine, che ti guida nel tuo mestiere?

«Servire. Solo servire.»

Grazie Francesco per il tuo tempo!

Non sarà stato un compendio SEO, ma scoprire di più sulla vita di Francesco Margherita, ci fa capire come si lavora in questo settore e qual è la visione del mondo di un SEO specialist. Per approfondire la conoscenza di Francesco è possibile visitare il suo sito web, leggere il suo Manuale di SEO Gardening ed entrare a far parte della community di Fatti di SEO su Facebook.

Alla prossima intervista della rubrica Da SEO a SEO!

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