Da SEO a SEO: intervista ad Alvise Canal

Da SEO a SEO Intervista ad Alvise Canal

Da SEO a SEO. Chi ha detto che i SEO Specialist sono tutti nerd con gli occhiali e fisico alla Bill Gates 1980? Noi no di sicuro! E in questa puntata abbiamo le prove. Abbiamo fatto una bella chiacchierata con Alvise Canal, consulente SEO Specialist freelance e autore di Keyword research avanzata. Strategie e architetture SEO performanti.

Da SEO a SEO, raccontiamo l’umano che c’è dietro la SEO

Dopo i riscontri positivi delle precedenti puntate, abbiamo capito che condividere un momento di sano pourparler con i SEO specialist è un buon metodo per avvicinare anche il pubblico meno avvezzo al mondo dei motori di ricerca. L’uomo della strada fatica a capire che dietro un sito web spesso lavora un professionista. Un omino che si preoccupa di fare il possibile affinché il sito web si possa trovare in cima ai risultati di Google. Una sorta di paradosso: oggi tutti sanno cos’è un sito web ma in pochi sanno come funziona tecnicamente.

Intervista ad Alvise Canal

Stavolta, l’ingrato compito di rappresentare la categoria dei SEO specialist è in capo ad Alvise Canal, giovane consulente freelance che ha già fatto parlare di sé per l’ottimo manuale dedicato a una delle fasi più critiche che si trova ad affrontare un professionista del posizionamento dei siti web sui motori di ricerca. Vale a dire studiare la strategia delle parole chiave da utilizzare per scalare il ranking su Google. Per rassicurare tutti, non scenderemo minimamente nei dettagli del discorso!

Ciao Alvise! Per rompere il ghiaccio, ti chiediamo di rispondere in 160 caratteri (non vale fare KW stuffing) alla domanda chi sei e di cosa ti occupi.

«Non sono molto bravo a parlare di me, quindi vedrò di correre veloce. Sono Alvise Canal, lavoro come consulente SEO freelance e, fra le altre cose, sono l’autore del libro Keyword Research Avanzata, edito Dario Flaccovio Editore. Mi occupo di sviluppare campagne SEO a 360°, dalla strategia di posizionamento alle campagne di link building. Però sì, sono ossessionato dalla keyword research e da tutti gli argomenti a essa correlati, come il search intent, la semantica e l’architettura informativa.»

Ti va di raccontarci il tuo percorso lavorativo in ambito SEO? Hai sempre fatto questo mestiere? Come hai iniziato? Credi sarà sempre questo il tuo settore?

«Il mio percorso credo sia piuttosto atipico. Se trovo qualcuno che ha seguito la mia stessa strada gli offro una consulenza SEO gratuita. Scherzi a parte, ho sempre avuto la passione per la scrittura e per il mondo digital. Questa combinazione di interessi mi ha portato a coltivare i primi progetti online all’età di 16 anni. Non credevo, però, si potesse lavorare di questo. Al terzo anno di chimica teorica ho avuto la svolta.

Un’agenzia di web marketing ha trovato i miei testi e siti web e mi ha assunto sulla fiducia. Tutto quello che ho guadagnato nei primi sei mesi li ho spesi in formazione. Poi ho aperto la mia attività come freelance. All’inizio mi occupavo prevalentemente di copywriting e content creation ma, man mano che studiavo e iniziavo a sporcarmi le mani, mi interessavo sempre più alla SEO.

L’ultimo corso mi ha portato a lavorare per due annetti a Studio Samo, dove ero stato assunto come Senior SEO Specialist. Ho poi scelto di tornare a lavorare come freelance, per gestire anche progetti personali e avere un rapporto più stretto con i miei clienti.»

Continuiamo sempre più a farci gli affari tuoi. Da SEO specialist freelance, come organizzi la tua giornata? Hai una routine rigidamente strutturata? O preferisci lasciarti ispirare dagli eventi?

«Meglio che nessuno prenda spunto dalle mie giornate, fidati di me. Sono a dir poco noiose (per gli altri). Appena mi sveglio inizio a dare un’occhiata all’andamento dei siti miei e dei miei clienti su SEOzoom e Google Analytics/Search Console. Ho una media lavorativa di 12 ore al giorno, 11 delle quali spese sulla SEO.

Seguo i progetti dei miei clienti come fossero siti personali, dedicandoci tutte le attenzioni possibili. Però la mia giornata è SUPER flessibile. Gestisco tutto con un bullet journal e sono molto organizzato. Quando la mattina mi sveglio so esattamente cosa devo fare e non spengo il computer fino a quando non ho finito di farlo. Poi, però, capita spesso che faccia altre mille cose e provi nuovi test ed esperimenti SEO (sui siti personali ovviamente, mai su quelli dei clienti!).»

Sappiamo che per un certo periodo hai svolto il ruolo di SEO specialist all’interno di una web agency (anche piuttosto famosa). Come hai capito che non era quello il tuo habitat ideale?

«Principalmente si tratta di avere una mentalità diversa da quella del dipendente. Sono una persona che lavora tanto, ma che ha bisogno di gestire la propria vita, e i propri progetti, in piena libertà e flessibilità. Questo mi permette inoltre di focalizzarmi su quello che amo di più fare e, di conseguenza, di farlo bene.

Una verità sacrosanta è che più si è felici, meglio si lavora. E da quando sono tornato a lavorare come freelance i miei clienti sono entusiasti dei risultati 😀 »

Musica e lavoro: hai un sottofondo musicale mentre svolgi la tua attività o preferisci totale silenzio per raggiungere la concentrazione? Nel primo caso, qual è la playlist a cui sei più affezionato?

«Come risponderebbe un bravo SEO: dipende!

Per attività più “meccaniche” ascolto di tutto, dal punk rock all’hip hop italiano (nell’ultimo periodo sono in fissa con il rap hardcore, che ci vuoi fare). Però quando si tratta di attività strategiche o di sviluppare analisi e attività più delicate deve esserci l’assoluto silenzio. Se vola una mosca sono guai.»

Parliamo di “SEO by design”: quanto è difficile far capire alle aziende che vogliono aprire un sito web, l’importanza di una progettazione che ruota attorno alla SEO?

«Lo è molto. Purtroppo oggi, in Italia, il livello medio degli imprenditori è molto basso e così lo sono le competenze nel mondo digital. Ho conosciuto imprenditori che spendevano i soldi degli investitori in nuove macchine, piuttosto che assecondare le nostre strategie di web marketing.

Il 99% delle volte che vengo contattato è per lavorare su un sito già online, magari un e-commerce lanciato senza alcuna keyword research alla base o siti privi di una struttura logica e performante. Purtroppo è molto difficile intercettare clienti e imprenditori che conoscono le potenzialità della SEO. Spesso, inoltre, sono le stesse web agency a progettare e disegnare i siti senza aver da prima effettuato uno studio SEO.

Sul mio libro c’è un intero capitolo che spiega l’importanza di strutturare non soltanto il sito web ma l’intero business plan di una azienda a partire dalle analisi SEO. Quindi sì, è davvero difficile, ma quando ci si riesce si è in grado di partire con una marcia in più!»

Sempre in tema di comunicazione con il cliente. Trovi difficile spiegare che molto spesso i risultati che si ottengono con una certa attività SEO non sono immediati? In questi casi riesci a mantenere sangue freddo e non ricorrere a pratiche da Mossad?

«Questo mi viene abbastanza semplice ma perché investo sempre parte del mio tempo nella spiegazione degli algoritmi e del funzionamento di Google. I miei clienti sanno sempre quello che faccio e quello che possono aspettarsi. Ci tengo che sia tutto trasparente fra di noi. Poi, ovviamente, ci sono i clienti che ogni giorno ti scrivono per ricevere un riscontro, un report, un aggiornamento.

Ma basta una chiamata in amicizia, due chiacchiere e cercare di spiegare come funziona il nostro splendido mondo.»

La rubrica Da SEO a SEO ospita altri SEO specialist che come te sono stati sottoposti a un esperimento scientifico: il numero massimo di volte in cui hai detto “dipende” in una sola giornata. Qual è il tuo record personale? E secondo te perché è uno dei termini più utilizzati dai SEO specialist?

«Non saprei, dipende. Dipende dai miei interlocutori, dipende dall’argomento, dipende dalla voglia che ho di mettermi a discutere, dipende dal contesto. Insomma, dipende.»

Intervista ad Alvise Canal

Il tuo manuale, Keyword Research Avanzata, continua a ricevere ottime recensioni dagli addetti ai lavori. È una motivazione sufficiente per iniziare a pensare a un secondo titolo?

«Sarò sincero: ne avrei già qualcuno in mente. Non sono capace di stare con le mani in mano e sono pieno di progetti per la testa. Scrivere un manuale SEO, però, è una faticaccia: credo passerà parecchio tempo prima che torni a scriverne uno!»

Il cliente più ostico a cui hai dovuto spiegare il tuo lavoro. Anche senza fare nomi, ci sono episodi in cui hai raggiunto livelli di alta comicità o drammaticità?

«Clienti difficili, per fortuna, non ne ho avuti. Durante le prime call conoscitive riesco a capire la natura del mio interlocutore e, in caso annusi qualche problema, preferisco tirarmene subito fuori. Sono tornato a essere freelance per poter essere felice, non per rovinarmi la vita.

Ci sono però quei clienti che non hanno rispetto per il consulente, come quelli che inviano decine di mail al giorno e che ti scrivono incessantemente anche al telefono e durante i giorni festivi. Ricordo di un collega che mi aveva chiamato il sabato sera alle 23:30 per chiedermi di intervenire subito. Il problema? Un errore grammaticale in un articolo.»

Che cosa ami di più del tuo mestiere? Qual è quella cosa che ti terrebbe sveglio fino a notte fonda finché non è terminata?

«Lo dico nelle prime pagine del mio libro: la ricerca di parole chiave. Amo perdermi nelle mappe mentali giganti e mi diverte un sacco questa fase strategica. È da pazzi, ma se un progetto mi prende posso lavorarci senza problemi per 14 ore filate.
Basta che qualcuno ogni tanto mi porti da mangiare.»

Ultimamente il mondo dei social e dei video sul web ha inaugurato una forma di comunicazione sempre più diretta e concisa. Le persone vogliono sempre di più il “tutto e subito”. Credi che sotto questo punto di vista la SEO sia penalizzata? Perderà mordente rispetto ai vari YouTube e TikTok?

«No, non credo. Sono realtà completamente diverse, che hanno obiettivi diversi, target diversi e sfaccettature diverse. In ogni caso il mio consiglio è sempre quello di inserire la SEO all’interno di una strategia di web marketing multicanale. Siamo nel 2021: affidarci a un solo canale di acquisizione mi sembra pericoloso, o quantomeno poco efficace!»

Questa è una domanda che riserviamo solo ai SEO specialist più giovani per chiari “motivi tecnici”. Ci troviamo nel 2050: avremo ancora a che fare con ottimizzazione per i motori di ricerca? E tu sarai ancora un SEO specialist?

«Bellissima domanda: vorrei avere una risposta alla sua altezza. Il mondo cambia a una velocità mai vista e trovo molto difficile fare previsioni a lungo termine.

Credo che nei prossimi 10 anni il mondo digitale subirà una nuova rivoluzione ma è difficile prevedere quali tecnologie nuove prenderanno il posto di quelle attuali. Credo che Google e i motori di ricerca siano una realtà ancora fresca con tante potenzialità ancora inespresse. Per un po’ di anni possiamo stare tranquilli.

Ai miei coetanei, però, consiglio di continuare ad aggiornarsi il più approfonditamente possibile, di guardarci attorno in modo proattivo e cercare di cogliere le opportunità e potenzialità offerte dalle novità. Sarà necessario essere flessibili e resilienti e muoversi in base ai cambiamenti delle tecnologie e, di rimando, della società.»

Grazie Alvise per il tempo che ci hai dedicato!

Non so voi, ma scoprire il micro mondo in cui vive ogni SEO Specialist è come salire a bordo di una navicella spaziale e saltare di pianeta in pianeta come faceva il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Spesso siamo convinti che per fare un lavoro così mentale e legato allo studio di algoritmi indecifrabili si debba possedere una personalità articolata e lontana anni luce dalla nostra routine. La verità è che siamo tutti Specialist, ci manca solo la SEO.

Ci vediamo nella prossima intervista della rubrica Da SEO a SEO!

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