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Dal Cinema alla Televisione: Paramount Channel

da 27 Febbraio 2016Nessun commento
A partire da oggi Sabato 27 Febbraio e sul canale 27 del digitale terrestre, direttamente da Hollywood, debutterà Paramount Channel. Dopo aver costruito una storia secolare nel cinema, Paramount Pictures approda finalmente anche in Italia con un canale interamente dedicato ai film e alle serie tv.

Arriva in Italia Paramount Channel: per la prima volta una big Hollywoodiana sbarca sulla televisione gratuita italiana e sarà gestita da Viacom International Networks, che amplia il proprio portfolio aggiungendolo ai suoi canali (tra i più noti Nickelodeon e Comedy Central).

A dare il via ufficialmente alla programmazione in prima serata sarà il film pluripremiato agli Oscar del 2002, A Beautiful Mind, che descrive la controversa storia del noto economista John Nash.

La programmazione iniziale si presenta così in modo più che coerente con il concept editoriale: il cuore del palinsesto, infatti, sarà costituito dalle produzioni Paramount Pictures, che rappresenteranno più del 50% dei contenuti trasmessi.

Saranno i film a costituire il cavallo di battaglia del canale, puntando sull’ esperienza multimediale di alta qualità e sulle produzioni recenti, senza escludere i grandi film storici. Nel palinsesto compaiono serate action, comedy e thriller, vi saranno serate riservate ai blockbuster (come After Earth e Transformers 4). Nel fine-settimana avranno spazi anche le saghe come la trilogia de Il Padrino. A completare il tutto ci penseranno le serie tv (come Fear the Walking Dead), ormai immancabili nell’offerta di un canale televisivo.

Con una proposta di questo calibro, Paramount Channel probabilmente trasformerà la free-Tv, e sarà curiosa la risposta dei competitors (soprattutto della pay-Tv).

Insomma, “Paramount diventa channel. Ed è tutta un’altra storia.”
paramount channel

La storia

Facciamo qualche passo indietro nel tempo. La storia della Paramount Pictures inizia con William Wadsworth Hodkins negli anni ’10 dello scorso secolo, come società di distribuzione nel settore cinematografico. In seguito Paramount viene affiancata dalla società di produzione dell’ungherese Adolph Zukor e da quella di Jesse Lasky. I due produttori riescono poi a escludere Hodkins, creando un’unica azienda, la Famous Players-Lasky Corporation. Negli anni ’20 la società cambia ancora pelle e riemerge la denominazione Paramount assieme a Famous e Lasky.

La società si è sempre occupata di produzione di film propri, oltre che della loro distribuzione. Riesce ad assicurarsi il primo premio Oscar assegnato nella storia del cinema con il film Wings, Ali, in italiano, ambientato nella Grande Guerra.

I titoli ‘big’ (anche per motivi di incassi) sono parecchi: troviamo film prodotti o distribuiti come Titanic e Forrest Gump, ma anche Ironman e Transformers. Negli anni ’80 e ’90 Paramount riscuote molto successo con “comedy-action” come Beverly Hills Cop (che aveva come protagonista Eddie Murphy).

Negli ultimi anni abbiamo visto uscire Shutter Island, i sequel di Transformers e di Mission: Impossible. Men, Women & Children è un altro titolo degno di nota del 2014 in cui viene affrontata una sorta di rivoluzione sociale ed educativa dei figli dettata dai social network. Nell’anno corrente esce Zoolander 2, promosso attraverso curiose iniziative di marketing.

Con più di cent’anni di storia alle spalle e migliaia di film prodotti, di cui innumerevoli successi e film che hanno fatto la storia del cinema, stiamo parlando della casa produttrice più grossa al mondo. Oggi qualcosa sta cambiando: l’azienda è in mano alla Viacom e si sta facendo spazio anche nel mondo della televisione. È già presente in alcuni paesi come Francia, Russia, Ungheria, Romania, Polonia e Svezia sulla pay-Tv.

Paramount channel

Solamente in Spagna è trasmessa sulla televisione gratuita, e da oggi anche in Italia.

Paramunt Channel

Il nuovo canale si pone come ‘la casa dei telespettatori’, fornendo identità e unicità al proprio palinsesto, contrariamente ai maggiori canali televisivi gratuiti che spesso sembrano venire meno in questa caratteristica, dovuto anche al fatto di essere più generalisti.

Alla base della forza narrativa di Paramount Channel c’è proprio la Paramount Pictures, un marchio che si racconta quasi da solo. Lo stesso video che pubblicizza il lancio è concepito come una serie di immagini che rimandano alla storica “intro” della casa cinematografica Hollywoodiana.

Il lancio del canale televisivo è a cura dell’agenzia Ogilvy & Mather dello stesso Paolo Iabichino che è stato ospite dei Marketers, e che ha recentemente commentato:

Volevamo raccontare tutta un’altra storia partendo proprio dall’icona Paramount, portandola nel 2016 senza snaturarla.

L’icona storica diventa il simbolo su cui costruire l’intera pubblicità, attualizzandola con una rivisitazione moderna per un target odierno. Questo mix di immagine che nasce tra la storicità, e quindi da una garanzia per gli spettatori, e la rimodernizzazione, sinonimo di contenuti innovativi, sembra coerente con il target prefissato (pubblico tra i 25 e 55 anni e amante del cinema e serie tv). Una corrispondenza con il brief sarà la chiave per attrarre gli spettatori e per raggiungere i risultati attesi da Paramount Channel, ossia un’audience iniziale dello 0,8% per poi arrivare all’ 1,5%.

L’offerta televisiva sarà accompagnata dall’attività sui social, i quali da settimane stanno rivelando i futuri contenuti della programmazione. È stato creato un sito apposito, una sorta di hub creativo, che trasmetterà in streaming ma sarà anche in grado di coinvolgere l’utente, di fornirgli informazioni specifiche su alcuni contenuti e intrattenerlo con dei quiz (come ad esempio quello per capire se sei un vero fan di Quentin Tarantino). Non manca quindi la risposta al multitasking e alla convergenza, ampiamente trattate quando abbiamo parlato di Brand Tv.

Il mondo della televisione sta cambiando. Lo fa anche con Paramount Channel, se saprà rispettare le attese.
Per ora possiamo “prenotare un posto sul divano”.

 

Elod Krokovay

Studia Economia Aziendale, con l'interesse rivolto verso il Marketing. Appassionato dell'Ungheria e delle letture mai banali.

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