È arrivata Radioplayer Italia, la rivoluzione digitale delle radio

Gli editori radiofonici hanno presentato la prima app che aggrega le radio nazionali e che è gestita direttamente dalle emittenti italiane. Essa è disponibile per iOS e Android e può essere utilizzata anche con gli smart speaker di Google e Amazon, Apple CarPlay e Android Auto.

 

Tutte le radio in un’unica app

È arrivata una grande novità per il mondo della radiofonia del nostro Paese. Da martedì 28 Aprile è disponibile Radioplayer Italia.

 

Di cosa si tratta? 

È un’app gratuita per smartphone e tablet che, grazie a PER (Player Editori Radio), permette di avere un unico accesso a tutti gli streaming radiofonici.

Non è un progetto totalmente nuovo sul piano tecnico, visto che da anni esistono applicazioni che permettono di ascoltare le radio attraverso device digitali, sia di proprietà della singola emittente, sia di organizzazioni quali TuneIn o l’italiana Fm World.

La peculiarità di Radioplayer Italia, però, è quella di essere la prima app ufficiale gestita direttamente dalle emittenti radiofoniche italiane

Si sono odiate (tanto), amate (mai), ignorate (spesso), spiate (sempre) ed ora si sono unite in un progetto che le vede insieme (non era mai successo) per dare ai loro 44 milioni di ascoltatori settimanali un accesso più rapido, semplice e innovativo all’universo dello streaming audio e dell’offerta on demand, ai podcast e ai catch-up content (i contenuti offline delle emittenti). 

Radioplayer Italia nasce dalla partnership tra PER e Radioplayer Worldwide (già partner di dieci consorzi nazionali nel mondo tra cui Regno Unito, Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda, Norvegia, Svizzera, Spagna oltre al Canada) che mette a disposizione innovazione e ricerca tecnologica per sviluppare e promuovere l’interfaccia radio dei dispositivi. PER apre così il mercato italiano a una rete di alleanze e di know-how in rapida diffusione nell’Unione Europea.

Tutti per uno

Data per spacciata ogni qualvolta si presenti sulla scena un nuovo medium, la radio dimostra doti e capacità di adattamento non comuni. “Video killed the radio star” cantavano i The Buggles negli anni ‘70 quando l’arrivo della televisione minacciava da vicino la geniale invenzione di Guglielmo Marconi. Una profezia completamente sbagliata che non teneva conto della sua incredibile elasticità. 

La radio si dimostra anche questa volta il mezzo più contemporaneo, capace di fare una rivoluzione culturale anche in tempo di crisi” dichiara Lorenzo Suraci Presidente di PER, che insieme a tutti gli editori delle radio pubbliche e private italiane nazionali e locali ha contribuito al lancio di questa nuova sfida.

La Rai è il perno del progetto strategico Radioplayer Italia  perché non solo rafforza l’evoluzione digitale della radio in Italia, ma conferma che le alleanze davvero utili sono quelle che costruiscono il futuro. Per gli utenti, per gli editori e per il mercato”, commenta Roberto Sergio, Direttore Rai Radio (membro del Consiglio di Amministrazione PER insieme con Elena Capparelli e Stefano Ciccotti) presente su Radioplayer Italia con tutti i suoi dodici canali: Rai Radio1, Rai Radio2, Rai Radio3, Rai Radio1 Sport, Rai Radio2 Indie, Rai Radio3 Classica, Rai Isoradio, Rai Radio Kids, Rai Radio Live, Rai Radio Techete’, Rai Radio Tutta Italiana, Rai GrParlamento.

Radioplayer Italia è un’alleanza per la distribuzione congiunta dei contenuti sui device aggiunge Michele Gulinucci, Direttore PER -, e servirà a spingere l’integrazione tecnologica e industriale della Radio con i processi che governano la trasformazione di un media antico e modernissimo”.

Ascoltare le più importanti radio nazionali e locali, accedendo da un’unica applicazione, ora è finalmente possibile grazie a Radioplayer Italia, l’app gratuita disponibile per Android e iOS, senza dover sottoscrivere alcun abbonamento e senza alcun bisogno di registrarsi. Questa soluzione permette agli utenti di poter ascoltare la musica e le trasmissioni più amate di Radio Rai, dei grandi network privati e delle emittenti impegnate sul locale. 

Per scaricare Radioplayer Italia basta accedere a radioplayeritalia.it o cercare l’app su Apple Store e Google Play.

Come si usa

Come detto in precedenza, per utilizzare il servizio non è necessario registrarsi, quindi nessun dato viene condiviso con l’app. Tuttavia, Radioplayer Italia avvisa che le stazioni radio potrebbero richiedere una registrazione specifica per essere ascoltate: in quel caso l’utente sarebbe soggetto alle condizioni e ai termini di privacy previsti dall’emittente. Ciò che invece l’app utilizza per migliorare il proprio servizio sono la posizione del dispositivo, per mostrare e consentire la ricerca di radio locali, e la cronologia di ascolto, per aiutare l’utente a tener traccia delle trasmissioni o delle stazioni preferite. 

Dalle schermate qui sopra, si nota la strutturazione piuttosto intuitiva dell’app Radioplayer Italia. Da sinistra troviamo l’homepage, che raggruppa le stazioni preferite dell’utente (un po’ come i tasti dell’autoradio), mentre nella parte bassa appare la cronologia di quanto ascoltato recentemente. L’applicazione è divisa, sempre nella parte bassa, in tre sezioni: live, podcast (immagine al centro) e cerca (a destra). 

Durante il primo accesso, nella tab Live si viene accolti da una pagina ancora vuota, in quanto l’app non è a conoscenza dei gusti personali. Si popolerà presto dopo aver aggiunto le radio preferite, utilizzando la tab Cerca: come indicato sul sito ufficiale sono disponibili già 140 stazioni differenti (tra cui Radio Rai, Radio Deejay, R101, Radio 105, RTL 102.5, …) e altre se ne aggiungeranno in futuro. La terza e ultima tab, invece, è Podcast: c’è la possibilità di visualizzare gli ultimi usciti in ordine cronologico o di cercarli per categorie (intrattenimento e news).

Le altre funzioni

 

L’app prevede, inoltre, due interessanti funzioni di timer e sveglia: impostandole, quindi, è possibile andare a dormire o svegliarsi il giorno successivo con la propria radio preferita. Il progetto di Radioplayer è comunque più ampio e non prevede il solo utilizzo del proprio smartphone. Le 140 emittenti possono essere ascoltate anche attraverso tutti gli altri device: Bose, Sonos, Chromecast, Amazon Fire Stick, Smart tv, Android tv, Smart watch, Smart speaker di Google e Amazon, Apple CarPlay e Android Auto.

 

L’app garantisce un ascolto sicuro e fluido, al netto di nessuna interruzione pubblicitaria o commerciale se non quelle già previste dalle varie emittenti. La qualità̀ dei contenuti è garantita dalla collaborazione di tutta la radiofonia internazionale, con tutti i broadcaster che forniscono direttamente i contenuti e i metadati associati. Nessun altro aggregatore può farlo.  
Per gli editori radiofonici è l’occasione per offrire una user experience semplificata, in grado di accompagnare l’utente dalla connected car, alla mobilità con lo smartphone, fino allo smart speaker in casa. Si tratta di una strategia per prepararsi ad un futuro sempre più connesso, ma anche per cavalcare lo spirito di questi tempi: se è vero che l’ascolto della radio avviene ancora prevalentemente attraverso l’FM, è anche consolidato ormai lo spostamento dell’audience verso l’uso dei dispositivi digitali. Un dato ampiamente confermato dalla ricerca GFK Eurisko “La radio ai tempi del Covid-19”, che ha certificato una importante ascesa dell’ascolto casalingo.

Che cosa rende interessante Radioplayer per la pubblicità in radio?

Senz’altro la garanzia per gli inserzionisti di sapere che il proprio messaggio viaggerà in digital audio attraverso una piattaforma certificata e monitorabile, pronta ad accettare gli sviluppi tecnologici che guideranno la mobilità del futuro. Radioplayer permette alle concessionarie di diffondere gli annunci pubblicitari in maniera regolare e al tempo stesso fornisce maggiore tutela agli ascoltatori, evitando che siano invasi da innumerevoli messaggi, che spesso non rimunerano l’editore, ma solo l’aggregatore. Nei prossimi anni, uno sviluppo delle reti telefoniche, la velocità di connessione, renderanno ancora più fruibile l’ascolto della radio attraverso le automobili connesse. Di certo, l’FM è una forma (analogica) di trasmissione pratica, accessibile e sicura in grado di accompagnarci ancora per molti anni, ma è inevitabile spostare sempre di più lo sguardo verso la radio digitale. Il DAB, che sfrutta un principio di trasmissione simile a quello della TV digitale terrestre, si rivela una tecnologia sì in ascesa, ma che non diverge più di tanto rispetto all’FM, se non per il maggior numero di canali ricevibili. La radio IP, invece, mostra una maggiore flessibilità e facilità nell’organizzare la scelta e l’ascolto e rende più stuzzicante la radio anche dal punto di vista pubblicitario.

Cosa ci riserverà la “radio del futuro” e quali saranno gli sviluppi del digital audio? Avremo sicuramente modo di scoprirlo e raccontarlo!

 

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