Email marketing, ancora a dire che l’email è morta?

Il primo sabato estivo e io che faccio, vado al mare? No, vado ad un corso sull’email marketing organizzato da MARKETERs Academy e come me un altro centinaio di persone hanno deciso di trascorrere la giornata ad imparare. Un paio di volte mi sono chiesta perché mi sono iscritta? Non potevo andare al mare?

E mi è bastato arrivare in Came per capire che la risposta alla mia domanda è no. Se vi state chiedendo perché preferire un corso sull’email marketing al mare, Stefano Branduardi e Giorgia Meroni di MailUp ci hanno dato una risposta con molti spunti utili, qui ve ne presentiamo 11.

#1 ROI

Perché l’email è ancora un mezzo così utilizzato, nonostante la sua età? Si potrebbe parlare del fatto che le caselle email crescano ancora con un tasso a due cifre, oppure delle ricerche che confermano come gli utenti preferiscano condividere i loro dati con le aziende attraverso la mail, invece dei social. Ma la realtà è che il ritorno sull’investimento dell’email marketing è il più alto di tutti i canali di direct marketing

1$ investito in email marketing rende fino a 40$

(Il secondo canale è Adwords dove 1$ ne rende 22-23$)

Tutti convinti che l’email marketing non può essere tralasciato?

 

#2 La base dati è tutto

Se state pensando di rovistare negli archivi alla ricerca di quel file excel con i contatti della fiera 2001, non vi affannate, probabilmente è meglio se non l0 trovate. 2 motivi: uno burocratico, come dimostrate la volontà di iscriversi alla newsletter dei contatti?, e il secondo, molto più importante, probabilmente metà degli indirizzi non è più attivo o utilizzato o comunque non più interessato.

Sì nuovi contatti, No iscrizioni senza double opt-in

 

#3 Non è importante la quantità, ma la qualità, o meglio l’engagement

Perché non serve a nulla un database di 200.000 contatti se poi sono tutti inattivi, anzi vi penalizza. Come? Spam. Sì, lo spettro della spam/posta indesiderata è sempre dietro l’angolo perché engagement e reattività da parte dei vostri lead vengono considerati dai filtri anti-spam e più sono bassi più è probabile che il punteggio assegnato al vostro indirizzo di posta si abbassi e si avvicini alla cartella di spam

Un disiscritto è meglio di un inattivo

 

#4 Gli inattivi vanno gestiti

Ok, non disperiamo, gli inattivi ci sono sempre, sono coloro che non reagiscono all’arrivo della vostra email, non la aprono. La soluzione non è lasciarli a se stessi, ma mettere in atto campagne per riattivarli. E se alla fine non si riattivano, è possibile filtrarli negli invii. Quindi siete voi a decidere il vostro destino: pensate a campagne per gestire inattivi e sospesi (coloro i quali non hanno confermato il loro indirizzo alla fine del processo di registrazione), ma anche i più attivi e fedeli. Alla fine siamo persone e ci piace essere coccolate, certo se c’è anche uno sconto, non ci lamentiamo.

Gestire, riattivare ma anche lasciar andare

 

#5 Make it simple

Non ci stancheremo mai di ripetere questa frase, che è un po’ come il nero, sta bene con tutto. La vita è già abbastanza complicata, perché rendercela ancora più difficile? Che si tratti del form per iscriversi alla mailing list o per la disiscrizione, sappiate che questo non è il momento corretto per dialogare, quello sarà un momento successivo. Semplice, veloce e indolore, così iniziamo o finiamo con un bel ricordo.

Ma più ma come si fa? 

 

#6 Analizza, datti un obiettivo, monitora, agisci (ripeti)

Ecco, questo è un mantra che non dovrebbe mai abbandonarci. Perché per ogni cosa che facciamo dovremmo iniziare con un’analisi per capire cosa possiamo migliorare. Per farlo dobbiamo porci le giuste domande. Dobbiamo capire perché vogliamo migliorare, qual è il nostro obiettivo, darci dei KPI per misurare i risultati. Sulla base di questi prendere delle decisioni e poi ricominciare. Sì, è un ciclo infinito.

Never stop improving, perché nessuno aspetta 

 

#7 Piano editoriale cross-canale

Anche per questo, nulla di nuovo, che si gestisca un blog o un social lo sappiamo, il piano editoriale è la base, non può mancare. Perché non inserire anche l’email marketing nel piano? Non dobbiamo considerare l’email marketing come una cosa a se stante, anzi, deve essere inserita all’interno della strategia di comunicazione e i contenuti devono essere coerenti con quello che viene pubblicato sugli altri touch point con l’utente finale.

Coerenza, sempre

 

#8 Oggetto e CTA

Due elementi che non devono mai mancare, non devono essere scontati e devo invogliare all’azione, apertura o clic che sia. Se l’oggetto è personalizzato meglio, aumentano le probabilità di apertura. Attenzione invece alle parole spam sempre nell’oggetto, quali maiuscole, simboli di valuta, punti esclamativi, indicatori di offerte o urgenza. E le emoji? Dipende da settore e contenuti, testate e in ogni caso parsimonia.

Basta Clicca qui e Newsletter del mese

 

#9 A/B test

A/B test come se piovesse! Fate A/B test sul vostro sito, oppure l’agenzia che cura il sito, li fa? Perché non farli anche con le email? In questo caso sono gratuiti, dato che quasi tutte le piattaforme li mettono a disposizione dei clienti gratuitamente. È uno strumento utilissimo per aumentare le conversioni, perché non usarlo? Porta via molto meno tempo di quello che si crede. E nonostante tutto non è sfruttato, infatti la maggior parte degli utenti non ne ha mai fatta una.

Non diamo sempre la colpa al tempo

 

#10 Non solo aperture e clic, ma anche benchmark

Oltre alle classiche aperture, clic, disiscrizioni, bounce, è fondamentale fare benchmark con il settore. Quasi tutte le piattaforme danno delle statistiche sulla media di settore di appartenenza per inattivi, segnalazioni d’abuso, indirizzi non validi e aperture e clic.
Imparata a calcolare anche i clic unici sulle aperture uniche, in questo modo potrete sapere se il contenuto ha raggiunto il suo obiettivo: di coloro che hanno aperto la mail, e quindi potenzialmente hanno letto il contenuto, quanti abbiamo convinto a cliccare?

Confrontare per avere un metro di giudizio

 

#11 Marketing automation e workflow

Un’altra funzionalità molto utile, che semplifica la vita e rende possibile invii automatizzati al verificarsi di una certa condizione, oltre ad essere gratuita o quasi in molte piattaforme. Qualche esempio? Le email che riceviamo al compleanno, oppure quando ci iscriviamo ad una nuova mailing list, oppure quando lasciamo un carrello abbandonato. Sono molto utili anche per gestire gli inattivi e i sospesi. Richiedono molto meno tempo e risorse di quel che si pensa e aumentano le conversioni.

Lascia fare alla tecnologia il lavoro sporco

 

Bene, ora è il momento di mettere mano alle vostre campagne di invio, e controllare quanto coccolate i vostri utenti. Nel frattempo rimani aggiornato su tutte le ultime novità, iscrivendoti alla Newsletter MARKETERs Academy.

Alice Carlassara

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