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Gli Oscar e il Real Time Marketing

da 27 Febbraio 2016Maggio 2nd, 2016Nessun commento
Gli Oscar, annuale raduno per la premiazione dei migliori film dell’anno, è uno degli eventi non sportivi più seguiti al mondo, con 46 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti. Con l’avvento del digitale, gli spettatori non si limitano più ad una visione passiva, ma interagiscono attivamente con l’evento tramite i social, creando una grossa opportunità ai brand che voglio sfruttare il real time marketing.

Vedere tutte le star che amiamo (o odiamo) nella stessa serata sul piccolo schermo crea parecchio rumore prima, durante e dopo lo spettacolo. Notizie, scoop e anticipazioni aumentano l’hype e fanno sì che la nostra attenzione per ogni singolo dettaglio sia massima, con immagini analizzate frame per frame che crea un flusso di attività sul second screen sempre maggiore: ricerche di informazioni su Google, video su YouTube, commenti su Twitter, post su FacebookInstagramSnapchat e così via.

Sta quindi ai brand cercare di incanalare questo flusso verso se stessi, posizionandosi coerentemente con la propria identità e sfruttando le piattaforme più adatte nella ricerca di visibilità. Twitter, come sappiamo, è per definizione la piattaforma del real time marketing, dove la fantasia e l’immediatezza pagano per chi vuole trovarsi al centro del vortice.

Secondo la Nielsen’s Social Guidel’anno scorso ci sono stati 11,2 milioni di tweet riguardanti l’evento, con una crescità del 75% rispetto all’anno precedente. Il trend è in crescita constante, e lo si nota chiaramente anche quest’anno con brand come Lancia che utilizza gli Oscar per sponsorizzare l’hashtag #IoStoConDiCaprio, certa dell’eco che ci sarà in seguito consegna della statuetta al miglior attore protagonista (che lo vinca o meno).

lancia

Ma in attesa di un report più completo su come andrà quest’anno, vediamo alcuni dei migliori esempi di real time marketing degli anni passati:

Lego

L’anno scorso uno dei film più apprezzati dell’anno è stato “The Lego Movie”, peccato però che l’Academy non l’abbia preso nemmeno in considerazione per una nomination. Lego l’ha presa alla grande, tweettando una statuetta fatta di mattoncini con l’hastag #EverythingIsAwesome (il nome della canzone principale del film). Questa riproduzione è circolata moltissimo anche durante l’evento stesso, quando, scherzosamente, da molti veniva assegnata Leonardo Di Caprio visto che la vera statuetta non l’aveva vinta nemmeno quell’anno.

Lego tweet

Dove

Dove ha pensato bene di cambiare il modo in cui si giudicano le star durante la serata degli Oscar, dal red carpet fino alla fine dello show, puntando a istruire il pubblico di Twitter ad utilizzare termini meno offensivi verso l’aspetto esteriore. Tramite l’hashtag #SpeakBeautiful, si è coerentemente avvicinato a quei valori in cui il brand Dove da sempre si identifica.
Dove

NASA

Mentre il film “Gravity” prendeva svariate statuine, su Twitter la NASA celebrava il momento postando dati e immagini interessanti sulla gravità e lo spazio. L’agenzia aerospaziale americana, usando intelligentemente l’hashtag #RealGravity, ha creato interesse e stupore in tempo reale. Infatti, il tweet nell’esempio ha avuto 8000 retweet e 3900 cuori.
Nasa

Il Selfie di Ellen DeGeneres

Lo storico selfie di Ellen DeGeneres che ha bloccato Twitter per qualche istante, riuscendo ad abbattere il muro di 1 milione di retweet in 50 minuti, ha messo alla prova la prontezza dei social media manager. La spontaneità e la naturalezza della foto, fatta in diretta con innumerevoli star, hanno reso subito mainstream il tweet. Le reazioni a questo evento mediatico sono state moltissime, ma sicuramente una delle più interessanti risposte è stato dato dai Simpson, che ci teneva a farci vedere una prospettiva più ampia del selfie.

Ellen DeGeneres Simpson

C’è solo l’interazione live? No: il prima e il dopo

Oltre a Twitter c’è Google stesso che ci offre dei dati molto interessanti sulle ricerche sul motore in internet collegate direttamente a questo evento culturale di massa. I risultati più interessanti sono il fatto che l’Oscar non è solo un trend momentaneo di una serata, ma l’intervallo di interesse verso l’evento si sta allungando sia prima che dopo. Per esempio, ci sono ricerche di informazioni sul tappeto rosso, sull’after-party, sui trailer dei candidati e così via.

Andando nello specifico, per esempio, abbiamo un boom di ricerche di trailer quando vengono annunciate le nomination, che rimangono alte fino alla grande serata.

Trailer Ricerche

Oppure il red carpet, che è da sempre uno spettacolo dentro lo spettacolo, attraendo i più appassionati della moda.

Red Carpet

Per non parlare delle ricerche su Youtube il lunedì dopo l’evento, che sono 25 volte maggiori della sera prima, e riguardano gli speech di ricevimento delle statuette, i momenti più divertenti della serata e, in generale, contenuti collegati agli Oscar.

YouTube

Quindi per capitalizzare questi momenti, che stanno avendo un “ciclo di vita” sempre più lungo, bisogna creare e programmare contenuti rilevanti con largo anticipo per attirare l’attenzione dell’utente tra la vastità di informazioni a cui è esposto. Anche se non si può prevedere tutto, i temi chiave su cui basarsi sono definiti, come per esempio le nomination, o le sfilata di moda sul red carpet, che permettono quindi di avere delle basi solide su cui “sbizzarrirsi”. Abbiamo inoltre la certezza che indipendentemente da quando è stato creato, se ben fatto, il contenuto vive e può essere ripreso periodicamente in questi tipi di eventi con cadenza annuale.

Cosa succederà quest’anno, e quali brand riusciranno meglio a sfruttare l’onda dell’evento e della conversazione insieme agli utenti sui social network?

Siamo davvero curiosi di seguirlo, e se siete curiosi anche voi potrete seguire il nostro live tweeting domenica notte! Twitter This MARKETERs Life
Ion Turcanu

Studia Economia Aziendale presso L`Universita` Ca` Foscari di Venezia, si occupa delle Relazioni con le Imprese nel MARKETERs Club. Cosmopolita, sognatore di orsi polari, fan di Достоевский. Guardava Breaking Bad quando ancora non era chic.

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