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Il content marketing di Google: il doodle

da 11 Febbraio 2016Febbraio 22nd, 2016Nessun commento
ANCHE GOOGLE HA IL SUO STILE. Di tanto in tanto, la classica scritta “arcobaleno” che ci compare sulla home page cambia look. Questo è il content marketing di Google: una strategia efficace in grado di attirare ancora di più l’attenzione dei suoi utenti, proponendo loro un’interazione o una dose di divertimento in più.
Il Content Marketing è una delle tecniche principali e fondamentali del marketing che consiste nel creare e distribuire contenuti importanti e di valore. Lo scopo di questa attività è quello di attirare, acquisire e coinvolgere la clientela o uno specifico target, al fine di cambiare o migliorare il suo comportamento di consumo, o invogliare a condividere la sua esperienza con altri utenti.

Si può in qualche modo affermare che “il content marketing rappresenta il presente ed il futuro del marketing”: oggi, rispetto al passato, i messaggi e le informazioni si possono diffondere e divulgare in maniera molto più veloce e in tempo reale. Una volta erano i mezzi di comunicazione utilizzati a fare la differenza, piuttosto che il contenuto del messaggio. Ora invece, dopo il passaggio dal Web 1.0 al Web 2.0, i ruoli si sono invertiti: gli strumenti di comunicazione utilizzati sono sempre più legati alla rete (sito web e social network principalmente) mentre ciò che più conta è quello che si scrive o il modo, il cosiddetto “tone of voice”, con il quale si dice una determinata cosa.

Nell’era digitale, comunicare e fare marketing senza grandi contenuti è quasi impossibile: se manca la “sostanza” vera e propria del messaggio, se non si riesce a coinvolgere il pubblico e a suscitare un interesse o una curiosità allora significa che si ha fallito.

In tutto questo discorso, cosa c’entra Google? Come può, un motore di ricerca, fare del  content marketing? Ebbene è possibile. Anche il nostro caro ed affezionato amico problem solving, che riesce a risolverci (quasi) ogni tipo di problema avendo sempre una risposta pronta a tutte le nostre domande, ha una sua strategia di marketing legata sia al contenuto grafico che a quello scritto.

E questa strategia si chiama doodle. L’idea del doodle è nata nel 1998 in un momento in cui i fondatori di Google Larry e Sergey si divertivano a progettare il logo aziendale per poter poi partecipare al festival Burning Man nel deserto del Nevada. Si tratta di un evento che viene organizzato ogni anno, dal 1991, nella città di Black rock City e rappresenta un fenomeno di espressione profonda del proprio essere e della propria fiducia e stima di sé. Durante questa manifestazione, viene bruciato un fantoccio di legno: ogni partecipante è libero di esibirsi, di organizzare corsi, mostre o workshop. Ed è proprio in occasione di questo festival che nel 1998, tra uno schizzo e l’altro, Larry e Sergey disegnarono un omino stilizzato dietro la seconda “o” per comunicare ai loro utenti che i fondatori erano fuori dall’ufficio, che erano impegnati e che se il sito fosse andato in tilt sarebbe dipeso dalla loro assenza giustificata. Quella figura primitiva rappresentava il primissimo doodle: un’idea divertente e semplicissima, ma molto originale e fuori dagli schemi tradizionali. Il content di Google consiste quindi in una particolare illustrazione disegnata per celebrare festività, anniversari, vite di artisti o fatti storici del passato,  che rende la pagina home del motore di ricerca più coinvolgente ed interattiva.

Nel 2000, Larry e Sergey chiesero al webmaster Dennis Hwang di creare un doodle in ricordo della presa della Bastiglia nel 1789 durante la Rivoluzione Francese. Esso ebbe un successo tra gli utenti così enorme che Dennis fu nominato “chief doodler”. In seguito, con il passare del tempo, la richiesta di doodle a livello internazionale si fece sempre più fitta tanto da affidare la loro ideazione ad un team di illustratori ed ingegneri, che uniscono le loro doti e le loro passioni al fine di ravvivare la home page di Google e far sorridere e divertire tutti gli utenti del mondo.

Fino ad oggi il team ha creato più di 2000 doodle: il gruppo si riunisce regolarmente ed analizza tutte le idee che vengono proposte, anche dagli stessi utenti di Google. Al termine della valutazione, il gruppo seleziona i disegni migliori volti a commemorare eventi ed anniversari importanti, in grado al tempo stesso di rispecchiare la personalità allegra ed alternativa dell’azienda ed il suo lato volto all’innovazione.

Ma qual è il vero ed originale significato della parola “doodle”? In inglese il termine significa “scarabocchio” ma nel Novecento assunse una connotazione diversa, probabilmente perché la sua pronuncia fu confusa con un altro termine, dal suono simile, ovvero “dawdle”, che significa “bighellonare, perdere tempo”.

I fondatori di Google hanno preso spunto da questa espressione ed hanno creato la loro personale collezione di doodle, dandole una maggiore importanza grazie al legame con determinate ricorrenze o anniversari, legati alle nascite o alle morti di personaggi storici e famosi. Alcuni protagonisti sono stati Charles Dickens, Andy Warhol, Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Edvard Munch, John Lennon, Michael Jackson, Robert Moog, H. G. Wells, Antonio Vivaldi e tantissimi altri.

I doodle, oltre ad essere delle bellissime illustrazioni, possono essere anche interattivi. Ricordo ad esempio quello creato in occasione del 245 esimo anniversario dalla nascita di Ludwig van Beethowen: un grazioso gioco musicale che ci faceva sentire per un momento  dei veri compositori. Nel doodle si assiste alle disavventure di Beethoven che, mentre si dirige a teatro, rimane coinvolto in una serie di incidenti che riducono in pezzetti i suoi spartiti. Dobbiamo quindi ricomporre, con gradi di difficoltà crescente, le sequenze di note di alcune delle sue opere più celebri: la Quinta Sinfonia, Per Elisa, la Sonata al chiaro di luna e la Nona sinfonia (Inno alla gioia). 

doodle google 1

Altro doodle da evidenziare è quello che fu creato in occasione del 30° anniversario del gioco più famoso di sempre: PacMan. Un doodle straordinario ed interattivo che ha permesso a milioni di utenti di giocare “come ai vecchi tempi”.

doodle google 2

Vorrei poi ricordare quello più recente che è stato creato per Charles Perrault. Sono tre, ciascuno per una fiaba diversa: il gatto con gli stivali, Cenerentola e la bella addormentata. Tutti siamo cresciuti con le sue favole: come si fa a non emozionarsi davanti a queste illustrazioni presenti nella home page? Quanti ricordi, a sua volta, lo stesso doodle ha generato e suscitato in ognuno di noi, anche se ora siamo grandi per fantasticare (ma ammettiamolo, in fondo tornare a volte un po’ bambini non fa mai male!).

doodle google 3

È impossibile elencare tutti i doodle che con gli anni sono stati creati. Per questo motivo se volete avere una panoramica completa o se volete anche solo andare a ripescare il vostro doodle preferito, andate a curiosare nell’archivio di Google.

E sappiate: anche voi potete diventare dei “doodler”. Basta inviare una mail con la vostra idea all’indirizzo mail  “proposals@google.com”.

 

Be doodler, you can!

 

Barbara Todeschini

Ha studiato marketing e comunicazione. La moda e la cucina sono le sue grandi passioni e adora scrivere e fare sport. Non si ferma mai, determinata a realizzare i suoi sogni.

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