La rivoluzione dell’ Internet of Things

L’IoT rappresenta il nuovo stadio evolutivo di Internet: non più le persone, ma le cose, si connettono e interagiscono attraverso la rete, migliorando la capacità di raccogliere, analizzare e distribuire dati convertibili in informazioni. Così si aprono nuovi scenari per le imprese e per le persone.

L’Internet delle cose promette di cambiare le nostre vite. Ma lo farà in meglio?

Difficile prevederlo. La febbre da IoT sta raggiungendo i picchi più alti proprio ora e la fotografia della situazione risulta sfocata; soprattutto quando si prova ad andare oltre l’entusiasmo generale e a ragionare sul vero significato di questa rivoluzione e sull’impatto che avrà sul sistema economico globale. Il rischio è divenire “ultras” degli Entusiasti o degli Scettici, per ingenuità o per presa di posizione, ignorando l’altra faccia della medaglia.

In questo articolo, proveremo insieme a capirne qualcosa in più.

Cosa intendiamo per IoT?

Il termine Internet of Things è stato coniato alla fine degli anni ’90 dall’imprenditore Kevin Ashton, uno dei fondatori dell’Auto-ID Center del Massachussets Institute of Technology (MIT) e componente del team che scoprì come sfruttare le radio frequenze per connettere gli oggetti tra loro.
Nell’immaginario collettivo, IoT è sinonimo di smart homes, connected cars, wearable devices e altre innumerevoli applicazioni destinate ad avere un impatto significativo sulla vita quotidiana di ognuno. In effetti, il concetto non è affatto sbagliato; tuttavia, mi piace parlare dell’Internet delle cose nei termini usati da Cisco, leader mondiale nel settore IT:

“L’Internet of Things indica semplicemente il momento in cui a Internet hanno iniziato a essere connesse più cose (o oggetti) che persone”

Si stima che il fenomeno sia iniziato tra il 2008 ed il 2009 e sia in continua espansione.

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Secondo le previsioni, i dispositivi mobili raggiungeranno quota 50 miliardi nel 2020 – ovvero quasi 7 volte la popolazione mondiale – per una media di circa 6 dispositivi connessi per individuo. Per sfruttare al massimo questo potenziale, l’IoT dovrà evolvere da una serie di reti eterogenee, non collegate tra loro e appositamente create per scopi specifici (azienda, casa, auto) ad una rete unica: una rete di reti con un linguaggio comune.

IoT e le aziende. Dalla “rete di reti” al “sistema di sistemi”

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Se è vero che le possibili applicazioni in ambito consumer sono innumerevoli, gli esperti prevedono che saranno le aziende a beneficiare più di tutti dal nuovo sistema.

L’IoT è destinato a cambiare le regole della competizione, costringendo le aziende a ridisegnare i propri modelli di business per generare e catturare nuovo valore. L’avvento degli smart products, infatti, determinerà il riassetto delle 5 forze di Porter nei settori coinvolti, disegnandone un nuovo profilo in termini di redditività media e leve competitive.

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Cosa vuol dire, in termini pratici? Le aziende non dovranno più competere sull’abbassamento dei prezzi, ma sulla differenziazione e personalizzazione dei prodotti. Facciamo l’esempio dello smart watch: se io lo acquistassi oggi, mi aspetterei che sapesse misurare le calorie che ho bruciato con la corsa o che mi notificasse un messaggio di Whatsapp.

Ma, domani, vorrei qualcosa in più: un dispositivo personalizzabile nel design e nelle funzioni, che rispecchi la mia personalità e sia capace di soddisfare ed anticipare i miei bisogni. Perchè no, vorrei che mi consigliasse un locale che ospita musica live o mi suggerisse il periodo migliore per un viaggio in Norvegia, grazie ai dati che ha raccolto sulle mie preferenze.

Per il sistema azienda, questo significa stravolgere il rapporto con i clienti, con i fornitori di materiali e di servizi, nonchè con i concorrenti attuali; significa anche cercare il prossimo rivale in un settore considerato (fino ad ora) distante ed imparare a sfruttare le possibilità che offre la nuova economia di rete.

Ma non è tutto: le incredibili funzionalità dell’IoT non solo cambieranno le regole all’interno dei singoli settori; ne altereranno anche i confini: la funzione del singolo prodotto verrà ottimizzata tramite l’integrazione con prodotti complementari, finendo per ampliare il perimetro originale del settore.

Il vantaggio competitivo dell’azienda, allora, non si baserà più sul singolo prodotto, ma sulla capacità dell’azienda stessa di inserirsi in un sistema di prodotto più ampio.

L’azienda diviene la ruota di un ingranaggio complesso. Per intendersi, riprendendo l’esempio dello smart watch, questo significa che il focus dell’azienda si sposterà dal solo dispositivo all’intero sistema di applicazioni e servizi complementari che ne migliorano la performance (ancora di più in ottica di personalizzazione).

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L’ultimo passo è il superamento del sistema di prodotto e la nascita di un sistema di sistemi: è il caso delle smart homes e delle smart cities.

A catturare valore saranno le aziende capaci di avere un impatto sulla performance complessiva del sistema, permettendo il dialogo tra i suoi componenti: si tratta dei cosiddetti system integrators.                                                       

Un nuovo impulso alla crescita

Gli smart products stanno cambiando il modo in cui si produce valore, la competizione tra le aziende e la definizione di confini di settore. Ma la vera rivoluzione risiede nel cambiamento di rotta che l’IoT imporrà all’economia globale: la connettività fornirà nuove opportunità di crescita alle aziende, aiutandole a superare l’attuale fase di stallo.Non solo la produttività e la performance dei prodotti miglioreranno, ma nasceranno nuovi business per soddisfare bisogni nascosti. Veri e propri Oceani Blu da scoprire ed esplorare.
La vera sfida, per le aziende, sarà quella di invertire la rotta, abbandonando gli obiettivi di riduzione dei costi, minimizzazione del rischio, contrazione degli investimenti in Ricerca e Sviluppo; perché la nuova era abbia inizio, le aziende dovranno abbracciare il cambiamento incentivando l’innovazione e accettando di correre dei rischi. E perchè no, anche di sbagliare.

L’azienda deve capire che, per essere competitiva, deve contribuire al funzionamento di un sistema che va ben oltre i propri confini.                                                                                                                                                  

I 4 dubbi su cui riflettere

Mors tua, vita mea
Se è vero che la nuova parola d’ordine sarà “collaborazione”, abbandonare la logica antagonistica in favore dell’allineamento degli obiettivi non è cosa semplice. Il processo richiederà (molto) tempo e la ripresa economica potrebbe restare un miraggio per molti anni a venire;

Dot-com Bubble
L’entusiasmo nei confronti dell’Internet of Things potrebbe generare una nuova bolla speculativa, dopo quella che coinvolse la New Economy a fine anni ‘90/primi 2000? Non sono un’esperta di mercati finanziari (purtroppo), ma il dubbio sorge spontaneo.

Siamo indispensabili?
L’uomo vede ridursi lo spettro di attività da (poter o dover) compiere: gli oggetti si arricchiscono di nuove funzionalità e sono in grado di svolgere compiti anche complessi, sostituendosi sempre più alla forza lavoro tradizionale. Non posso affermare con certezza che si tratti di progresso.

Data security
L’IoT è un sistema che si basa sull’interscambio di dati, di ogni tipo. Per questo, richiede un cambio di paradigma dei sistemi di sicurezza che però, ad oggi, non sembra realistico ipotizzare. Il tema è complesso e non può essere ignorato, prima di tutto da noi consumatori.

Come ho detto all’inizio, non è facile esprimersi a rivoluzione in atto, soprattutto se non ci si vuole accontentare di risposte superficiali. In una cosa credo fermamente e spero questo esempio vi aiuti a capirmi: in molti identificano il male del nostro tempo con il denaro, colpevole di corrompere gli animi e proteggere i corrotti; ecco, io non credo che il denaro sia il Male. Il denaro è un mezzo e, come tale, può essere usato nel modo giusto o nel modo sbagliato. Siamo noi a decidere se perseguire scopi più o meno nobili, usando il denaro come mezzo.
Così per l’Internet of Things. Prendiamo l’applicazione in campo medico: al di là di come la pensiate, non potete negare che gli oggetti connessi apriranno scenari prima impensabili per la cura del paziente; a beneficiarne saremo tutti, nessuno escluso.

Da sistema che si appropria dei nostri dati, l’IoT diviene uno strumento per migliorare le nostre vite. E di molto.                                                                                                                                              

La verità richiede uno sforzo per essere trovata e, spesso, sta nel mezzo.                                                          

Ma il viaggio non finisce qui: preparatevi a scoprire come gli oggetti connessi entreranno nelle nostre vite cambieranno il nostro modo di interagire, pianificare, imparare, divertirsi e molto altro ancora. Come il più emozionante dei viaggi, il biglietto è di sola andata: dimenticate la teoria, allacciate le cinture e tenetevi pronti per un salto nel futuro.

A guidare, ci pensiamo noi!

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