Le 10 tendenze (digital e non) per un mondo post-coronavirus

Trendwatching, colosso mondiale nelle ricerche di mercato e nell’analisi dei trend, traccia le dieci tendenze che la pandemia sta radicalmente velocizzando.

Se è vero che le persone hanno una voglia sfrenata di tornare alla vita di prima, è altrettanto vero che questi lunghi mesi di lockdown lasceranno degli strascichi in ognuno di noi. Capire questo passaggio significa ripensare i processi di produzione, di distribuzione e di comunicazione secondo logiche inedite.

Il report di Trendwatching riguarda trend di consumo già esistenti da qualche anno ma che ora si stanno identificando (neanche troppo timidamente), come atteggiamenti e priorità nel mondo post-coronavirus: quello che fino a qualche tempo fa era riservato ad early adopters, presto potrebbe diventare mainstream.

I trend che analizzeremo di seguito parlano di atteggiamenti, comportamenti e attitudini che ognuno di noi, nell’immediato futuro, andrà a cercare come consumatore e a studiare come marketer.

Virtual Experience Economy

In un’epoca in cui condividere le proprie esperienze via social con amici e parenti è al primo posto in ordine di rilevanza e soddisfazione personale, la declinazione virtuale dell’economia dell’esperienza risulta un investimento di valore reale per tutti i brand. L’obiettivo è quello di creare una connessione sempre più intima e profonda con i consumatori dando loro un’esperienza quanto più coinvolgente e totalizzante.

Le applicazioni sono infinite: non solo attraverso social ed e-Sport, ma anche nel mondo dei viaggi, del retail e altro ancora: basti pensare a tutte le esperienze virtuali  legate all’intrattenimento. Ad esempio, possono essere riconsiderate come piattaforme per imparare cose nuove, come la versione free di Assassin’s Creed che porta alla scoperta dell’Antico Egitto.

Shopping-as-entertainment: Shopstreaming

Mettete insieme streaming e acquisti online e potreste in questo modo riscrivere le regole dell’eCommerce. Un punto di incontro tra il live e lo shopping delinea la nuova generazione di Digital Commerce, più coinvolgente, immersivo e social, come già  sperimentato da Taobao in Cina. Spiegato in poche parole, lo shopstreaming consente di acquistare prodotti mentre vengono utilizzati da persone che li mostrano live, una sorta di televendita a portata di smartphone.

E, in effetti, quali sono le abitudini che in quarantena hanno visto una rapida impennata? Shopping online e serie TV in streaming, ovvero le fondamenta su cui nasce lo Shopstreaming: BINGO!

Open source solution

L’esempio più emozionante di soluzione open source è quello di Isinnova, la società che trasforma maschere da sub di Decathlon in respiratori, ma ce ne sono altri a dimostrare che le migliori organizzazioni sono quelle che collaborano tra loro. Alleanza Cooperative Agroalimentare e AssoDistil si sono proposte al Governo per coinvolgere le cantine e le distillerie italiane per produrre oltre 20 milioni di litri di alcol da destinare ai tanto indispensabili igienizzanti. Anche il settore della moda ha dimostrato di essere in prima linea di fronte all’emergenza sanitaria ed ha portato l’eccellenza del Made in Italy al servizio delle necessità. Armani, Gucci e Prada, oltre che a provvedere a generose donazioni, hanno anche messo a disposizione alcuni siti produttivi per la realizzazione di dispositivi medici.

Ambient wellness

L’ossessione per l’igiene passerà, ma il desiderio di sicurezza e benessere, soprattutto nei negozi e sui mezzi di trasporto, resterà imperituro.

Una cosa è certa: in questi giorni di reclusione tutti ci siamo chiesti se le nostre abitudini alimentari fossero corrette, tutti abbiamo fatto ricerche per cercare di integrare il giusto apporto di vitamine in assenza del sole sulla nostra pelle, attivatore per eccellenza della vitamina D.

Qual è il risultato? Una buona parte di popolazione ha preso coscienza del proprio corpo sia a livello alimentare che fisico, in una rinnovata scoperta che ha segnato le settimane per molti di noi; ciò porterà come conseguenza diretta un inedito piacere nelle attività e/o prodotti che aiutano a prendersi cura del proprio corpo.

Virtual Companions

ll distanziamento sociale pesa e potrebbe portare alla ricerca di un’incarnazione di assistenti virtuali e bot come quelli preconizzati da Samsung (NEON), ovvero esseri virtuali che appaiono e si comportano come umani. La distorsione di questi strumenti ci catapulta direttamente in un episodio di Black Mirror, ma attenzione: essendo uno dei settori nel quale vengono investite più risorse, i risultati che avremo risponderanno a bisogni umani così reconditi che sarà difficile non esserne affascinati.

Mentor-to-protégé

Per molte persone che stanno trascorrendo ore online in cose inutili, ce ne sono anche altre che stanno imparando qualcosa di nuovo. In molti stanno impiegando l’eccesso di tempo libero in maniera produttiva attraverso l’utilizzo di piattaforme che li connettono con insegnanti, esperti e mentori.

Indubbiamente, le piattaforme che si occupano di insegnamento ed erogazione di servizi affini sono le più favorite. Non si esclude però che brand appartenenti ad altri settori possano giovare di questo trend. La sperimentazione di community o di piattaforme online di autodidattica potrebbe dare un boost in termini non solo di brand reputation ma anche di profitti.

a-Commerce

Sta per automated commerce, la cui crescita è spinta soprattutto dalla ricerca di interazioni senza alcun contatto, almeno nel breve termine. Nel giugno del 2019, Domino’s Pizza e l’azienda di robotica Nuro hanno annunciato un progetto pilota che portava sul mercato una macchina senza conducente in grado di consegnare pizza a domicilio a Houston, Texas. In un momento in cui la pandemia rende tutti più restii al contatto umano, c’è chi potrebbe trarne vantaggio automatizzando il processo di delivery.

Il monito di Trendwatching però è chiaro: i brand lungimiranti useranno questo periodo per sperimentare, ma nel lungo termine è necessario ripensare attentamente a quale parte della costumer journey automatizzare.

The burnout

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria esacerberanno depressione economica, ineguaglianze, competizione sociale e la minaccia esistenziale della crisi: facile immaginare che qualsiasi organizzazione o brand che possa aiutare le persone sarà accolta a braccia aperte. L’aiuto di cui si parla qui si riferisce a quello psicologico: una coccola sensoriale che possa ammorbidire lo stress mentale. Per esempio, l’hotel Moxy NYC Chelsea offre a tutti i suoi ospiti un’esperienza ASMR al fine di potenziare la loro esperienza di soggiorno con un cosiddetto “massaggio mentale”.

Assisted development

Quanti stanno imparando o re-imparando a cucinare durante il lockdown? Molti torneranno, se potranno permetterselo, alla on-demand economy, mentre altri continueranno a farlo, per piacere o per necessità, apprezzando particolarmente quei brand capaci di aiutarli a svolgere quei piccoli compiti quotidiani con i quali tutti noi ci interfacciamo. Attenzione però a non pensare ad un aiuto strettamente legato alla “sopravvivenza”, ma piuttosto a soddisfare i gradini più alti della piramide dei bisogni di Maslow: autodeterminazione e autostima.

Virtual status symbol

La crisi da coronavirus che incrocia le nuove tecnologie e il desiderio di consumi più sostenibili produrrà una richiesta di “beni virtuali” che contribuiscono alla costruzione di un ambiente virtuale in grado di configurarsi come una valida alternativa alle socialità. Augmented Reality e Blockchain saranno solo due dei topic che in questo periodo vedranno un picco repentino. Ma quali sono le vie da prendere per soddisfare i propri clienti in questi termini?

È innanzitutto importante delineare i punti di forza del proprio brand nel mondo reale: si tratta del prezzo, dell’accessibilità, della qualità? Una volta messi su carta i suddetti concetti si procederà alla trasposizione online di quei valori soprattutto attraverso i social media e il gaming, attività che le persone in questo periodo stanno fortemente incrementando.

 

Sappiamo cosa state pensando. Molti di questi trend possono sembrare estremamente sfidanti o, al contrario, decisamente troppo remoti ai propri modelli di business; a quest’ultimi diciamo una cosa: il mondo è cambiato e di conseguenza, tutti cambiano. Persone, brand, luoghi. È il momento di accendere la creatività, è il momento di rischiare!

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