Perché pubblicare anche su Linkedin Pulse (e come funziona davvero)

Nel 2014 Linkedin lancia Pulse, la piattaforma di blogging collegata al social network professionale più utilizzato nel mondo. Il rapido collegamento con il social stesso, la visibilità e la facilità di creazione di nuovi contatti sono solamente alcuni dei vantaggi che apporta l’utilizzo di questo strumento, un vero must specialmente per i manager.

Da un’informazione condivisa dalla stessa società Linkedin, ad agosto 2016 gli utenti attivi in tutto il mondo erano 450 milioni. Non sono molti, considerato che Facebook nello stesso periodo ne contava quasi il quadruplo (1.8 miliardi); tuttavia, le connessioni che si creano su Linkedin sono connessioni efficaci: moltissime aziende, per esattezza il 91% delle top 100 aziende di Fortune, scelgono i candidati dalla piattaforma social. Inoltre, anche per le aziende stesse essere presenti su Linkedin è fondamentale per creare touchpoint di qualità. 

In ottica di creazione di contatti e di diffusione delle notizie, Linkedin ha lanciato nel 2014 la propria piattaforma di blogging: Pulse. A differenza di molte altre piattaforme simili, Pulse offre dei vantaggi notevoli all’utente, che arricchiscono l’esperienza d’uso e la differenziano dalle alternative alle quali le aziende potrebbero rivolgersi nel caso in cui volessero fare blogging.

Tre motivi per scrivere su Pulse

Innanzitutto, anche se sembra scontato dirlo, Pulse cavalca l’onda del social di cui fa parte, ossia Linkedin, con cui peraltro si integra alla perfezione. L’utente può decidere se seguire un’altra persona su Linkedin stesso o solo su Pulse; il che significa, inoltre, che dalla lettura di un articolo si può raggiungere il profilo utente dell’autore in un click: di fatto non si cambia dominio, perché si sta navigando sempre all’interno dello stesso contenitore.

Un secondo vantaggio offerto da Pulse è che la percentuale di lettura degli articoli è tendenzialmente molto più alta rispetto a un blog “generico”. Questo perché nel caso in cui una delle mie connessioni pubblica qualcosa in Pulse, se rientro nei suoi collegamenti più stretti vengo notificato in push della pubblicazione del post, e in ogni caso vedo apparire il suo post nella timeline.

Maggiore è anche la visibilità dei post garantita da Linkedin rispetto ad altri social network. Sebbene anche con un altro social (es. Facebook) avrei potuto postare in un blog e condividerne il link, in questo caso il vantaggio deriva anche dal trovarsi su un social come Linkedin, che mostra i contenuti condivisi a più del 20% della propria audience. Per raggiungere una tale percentuale, su Facebook il ricorso alle sponsorizzazioni è d’obbligo. Le statistiche di Econsultancy dicono inoltre che il traffico ai siti aziendali da Linkedin è maggiore rispetto a quello generato da Facebook di circa il 50%.

linkedin_chart-blog-full

Fonte: Econsultancy

Inoltre, l’appartenenza a una cornice più ampia qual è il social che lo ospita fa sì che è più probabile ottenere nuovi contatti e connessioni condividendo un link da Pulse: tanti più “consigliato” e commenti il post si trova ad avere, quante più persone al di fuori della mia cerchia entrano in contatto con il mio post, aumentando notevolmente la probabilità che persone o aziende a me sconosciute si accorgano della mia presenza ed entrino a far parte delle mie connessioni.

Alcune statistiche di Linkedin risultano essere non solo interessanti, ma anche esplicative nei confronti di una piattaforma il cui potenziale è decisamente elevato:

  • Su Pulse vengono pubblicati più di 150.000 articoli alla settimana;
  • Circa la metà dei lettori (su un totale di più di un milione) occupa posizioni dirigenziali all’interno del proprio settore.

Ma allora come funziona davvero Linkedin Pulse?

Come scrivere su Pulse

Per scrivere un articolo, al momento, è necessario avere un account in lingua inglese. Una volta settata la lingua, vicino ai normali tasti “Condividi un aggiornamento” e “Carica una foto” compare un terzo tasto, “Scrivi un articolo”.

Cliccandoci, si entra nell’universo Pulse, e non è un universo particolarmente impegnativo da esplorare. La schermata che ci si presenta davanti è questa:

Pulse

Risulta di comprensione talmente immediata che c’è davvero poco da spiegare: in alto, l’area grigia indica l’opportunità di inserire un’immagine in evidenza; in basso, ci sono solo due campi, quello del titolo (“headline”) e quello del testo, testo che ovviamente può essere “ricco” (può contenere link, immagini, video e qualsiasi cosa risulti utile alla lettura, oltre ovviamente alle normali impostazioni di formattazione).

Quando si ha finito, cliccando sul tasto “Publish” in alto a destra si accede all’ultimo step prima della pubblicazione: la scelta dei tag e una visualizzazione stringata dell’anteprima del post. Una volta che si è compiuto quest’ultimo passaggio, il post viene pubblicato. 

Lo svantaggio di Pulse? La spersonalizzazione dei post!

Purtroppo, non è tutto oro quello che luccica: Linkedin Pulse ha anche degli svantaggi. Tra tutti, l’handicap maggiore è senza dubbio il livello di personalizzazione piuttosto basso, prezzo da pagare per essere ospitati in un social con già così tanti iscritti. È impossibile in questo senso categorizzare gli articoli, indicare contenuti correlati a fondo pagina. Il livello di personalizzazione è quello che Linkedin impone, e non solo è molto basso, ma è uguale per tutti: spiccare, in questo senso, è molto difficile.

Vale la pena sottolineare che poiché l’attenzione sui nostri post arriva a essere anche molto alta, questi devono essere curati nei minimi dettagli: il contenuto dev’essere sempre il cuore e l’anima che spinge la creazione di un post. Per i motivi sopra esposti, pubblicare qui qualcosa solo perché lo fanno tutti causa più danni che da altre parti, per il livello di esposizione mediatica alto appena citato.

Anche il target dev’essere accurato, così come il tono di voce utilizzato: parlando alle persone giuste, nel modo giusto e offrendo contenuti utili, chi viene colpito dal nostro post ha molto più interesse a interagire con esso, arrivando a citarlo e a condividere il nostro punto di vista con altri utenti, se non a usare a sua volta l’articolo come fonte per un post sullo stesso argomento.

Qualche ultima dritta, direttamente da Linkedin

Linkedin, in una sua guida dà alcune dritte su come postare su Pulse. In particolare, dopo aver definito la piattaforma come “the working world in one place” nello SlideShare di presentazione, Linkedin fornisce questi consigli, che abbiamo tradotto per voi:

  • Fai in modo che il tono di voce sia autentico;
  • Scrivi in merito ad argomenti su cui hai esperienza;
  • Non andare fuori tema, cerca di coprire un argomento solo, non troppi tutti insieme;
  • Non avere paura di esprimere la tua opinione;
  • Posta ogni volta senti di avere qualcosa di valore da condividere con gli altri membri di Linkedin;
  • Non c’è limite al numero di parole, ma il numero di post di una certa lunghezza che sono meglio recepiti dal pubblico ha più di 3 paragrafi;
  • Arricchisci l’articolo con foto, video, presentazioni e documenti: aiutano a far emergere i punti salienti del tuo articolo e ad esporre casi reali.

Linkedin Pulse, a conti fatti, risulta essere uno strumento fondamentale di branding per le aziende e di personal branding per i singoli membri di un’organizzazione o per i soggetti che vogliono emergere e farsi notare nel mondo del lavoro. 

In un posto solo, Pulse raggruppa le funzionalità di una piattaforma di blogging, la facilità di un editor di testo, l’immediatezza di un social network, e permette un discreto numero di visualizzazioni e connessioni con ciò che si ha da dire e raccontare.

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