Imenjane: l’economia formato Stories

Intervista a Imen Boulahrajane

Imen Boulahrajane, vero nome di @imenjane (suo nickname su Instagram), è una ragazza di 24 anni, semplice, alla moda e… appassionata di economia e politica. Oggi le sue Stories sono seguite da una moltitudine di persone, dai più giovani ai più esperti. Il suo segreto? Saper arrivare “alla testa” delle persone, senza troppi tecnicismi. L’abbiamo incontrata di persona durante il TEDxFerrara e ce ne siamo innamorati ancora di più.

Ciao Imen! Finalmente ci incontriamo! Ti seguiamo da un bel po’ di mesi e ti consideriamo un fonte di informazione molto importante in questo particolare momento storico italiano e non solo. Ci racconti un po’ di te e della tua storia?

Ciao ragazzi! Che dire? Tutto è iniziato meno di un anno fa, quando ho fatto una serie di Stories — 26 Stories tutte di fila per la precisione — con il faccione, seduta sul divano di casa mia, con una luce orrenda, in cui mi sono messa a spiegare la crisi del 2008. L’idea mi è venuta improvvisamente quando, parlando del decennale della crisi del 2008 a una cena tra amici, ho scoperto che nessuno di loro sapeva cosa fosse la Lehman Brothers, lo spread, etc etc. In panico, e dopo aver provato un forte brivido sulla schiena, ho proprio detto: “No ragazzi, qui bisogna capire cosa sta succedendo nel mondo”.

Dal mio punto di vista i miei coetanei, quindi ragazzi di mondo e super smart, non possono non conoscere questi eventi epocali. E quindi ho fatto questa serie di Stories che ha avuto da subito un grande successo. Inizialmente mi sono anche spaventata perché inaspettatamente sono state condivise tantissimo: un anno fa ero a 6.000 follower fissi, che comprendevano amici di amici, conoscenti e persone del mio mondo, poi improvvisamente ho iniziato ad accumulare gente che non conoscevo. Crescendo sempre di più ho iniziato anche a tenere un appuntamento fisso ogni domenica, in cui spiegavo un tema di grande importanza: cos’è una crisi, cos’è un’agenzia di rating; in breve, tutte ciò di cui sentiamo parlare spesso, ma che altrettanto spesso non capiamo.

E poi? Cos’è successo?

Questa “rubrica” ha avuto un grande successo e quindi ho continuato, utilizzando sempre un linguaggio semplice, ma dettagliato. Mi piace soprattutto sottolineare il “semplice, ma non semplicistico”, perché è importante non sottovalutare chi mi sta ascoltando e allo stesso tempo utilizzare un linguaggio semplice perché magari l’interlocutore non conosce e capisce i vari tecnicismi. E questa formula ha funzionato e mi ha portata a raggiungere un target in realtà molto disomogeneo: dal ragazzino di 13 anni all’ingegnere o all’economista bocconiano.

Mi sono resa conto che riesco ad arrivare a tutti perché da una parte rendo chiare delle informazioni che nessuno esplicita (un giornale non scrive in termini chiari a un ragazzo che si approccia a questi temi per la prima volta), e dall’altra, è vero che il super bocconiano ha delle nozioni in più, ma magari Il Sole 24 Ore non spiega tutto nel dettaglio.

Si è creato quindi un bel mix che mi ha permesso di crescere costantemente fino ad arrivare adesso a più di 130.000 follower. È una crescita continua, esponenziale. Ma non avevo mai pensato di farlo, non avevo mai avuto un piano in testa che diceva: “Oggi voglio fare questo”.
Prima facevo la Financial Accountant in una multinazionale statunitense, un lavoro d’ufficio. A un certo punto, quando mi hanno offerto un contratto di tre anni ho detto: “Oddio, ma davvero devo stare qui altri tre anni?”. Ho visto un po’ di gente che stava lì ad annoiarsi tutti i santi giorni, e anche io — lo ammetto — mi annoiavo un po’; questo perché sono una persona piuttosto dinamica, estroversa e mi piacciono le novità. Per esempio, ho fatto un’esperienza a Expo 2015, poi ho lavorato alla campagna elettorale di Beppe Sala; esperienze diverse, dinamiche. Sicuramente non potevo finire in ufficio a fare il dinosauro, quindi mi sono detta: “Dai, mi butto in questo progetto”.

 

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Tutte le informazioni che condividi le hai apprese quindi dal lavoro che facevi prima?

No, diciamo che sono sempre stata una persona curiosa. Non voglio esagerare, ma da quando avevo sette anni mi è sempre piaciuto leggere, ascoltare, capire. Già a quell’età chiedevo chi era Colin Powell o cosa era la Guerra del Golfo. Mi sono sempre interessata a queste tematiche. Si può dire che è tutto un fil rouge e di certo non ho iniziato oggi a chiedermi cosa è successo dieci anni fa.

Hai raggiunto più di 130.000 follower parlando di spread e Brexit. Argomenti un po’ “pesantini”, no?

Sì, argomenti veramente “pesantini”. La cosa che mi diverte sempre è che quando qualcuno mi scrive: “Che bella questa pagina!”,  io rispondo: “Guarda, no. Non è una pagina! È il mio profilo personale: cioè questa sono io!”. Condivido i cappellacci appunto, il TEDx, la Commissione Europea, Draghi, etc.; è la mia vita. Sono tutti miei interessi e possono essere di tutti i tipi, e quindi è un racconto di me e di quello che vivo e come lo vivo. Non è una pagina. Non dico: “Oggi ti insegno il TG Imen”.

E come ti vedi tra dieci anni?

Non ne ho la più pallida idea. Un anno fa non avevo idea di dove sarei stata oggi e di certo non sono una che fa programmi, al massimo programma la sera prima cosa farò la mattina. Per ora questo “metodo” ha funzionato, poi magari un giorno dovrò decidere effettivamente cosa fare del mio futuro. Sapete la classica domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”. Ecco, ho sempre cercato di posticipare la risposta in tutti i modi possibili. Quando ero alle medie rispondevo: “Vado al liceo e poi capisco cosa fare”. Poi dopo il liceo mi sono detta: “Ora faccio economia”, poi è diventato tutto economia! Ma ancora oggi sono qui che posticipo la risposta. Quindi non so cosa voglio fare da grande e non so sicuramente cosa farò tra dieci anni.

Ti piacerebbe comunque lavorare nel campo dell’informazione? Continuando magari quello che stai già facendo nelle Stories su Instagram?

Sì, sarebbe bello e divertentissimo fare qualcosa di strutturato a livello importante, come una piattaforma nuova, innovativa e digitale dell’informazione.

Hai progetti a breve termine?

A breve termine no, ho solamente dei punti fissi che cerco di mantenere e credo che manterrò nel tempo. Ad esempio, non finirò mai a fare Influencer Marketing. Non perché ci sia qualcosa di male in questo, ma perché ho deciso di non fare così. C’è già tanto di tutto ciò e penso sia inutile fare una cosa che è già satura, soprattutto perché il mercato premia sempre la nicchia e dovrei andare a posizionarmi dove c’è qualcosa di nuovo. Nel mio caso mi sentirei abbastanza ridicola a mettermi a fare promozioni. Io consiglio a tutti quello che consiglierei alla mia migliore amica. E se faccio qualcosa, la faccio di cuore, con piacere, altrimenti se qualcuno mi deve imporre qualcosa e farmi dire quello che non penso, non lo faccio.

Vogliamo un tuo parere: come vedi l’Italia tra cinque anni?

Eh, l’Italia la vedo sempre instabile, politicamente ed economicamente. Ci sarà bisogno di una rivoluzione vera e proprio prima di scombinare questo sistema che ormai ci portiamo avanti da un bel po’ di tempo e comunque non penso ci saranno delle grandissime innovazioni purtroppo. Ci deve andar bene perché se il contesto mondiale è positivo, allora potrà avere dei risvolti positivi anche per noi, ma senz’altro non conterei sull’aiuto interno.

Ultima domanda: nelle tue Stories hai parlato di un libro. Lo stai scrivendo tu?

Sì, lo sto scrivendo. Pensavo di riuscirci in pochissime settimane, e invece no. In realtà non si tratta di un libro in cui scrivo di filosofia o le mie riflessioni poetiche, non è neanche tecnico. Ci vogliono numeri, però, e bisogna stare molto attenti alle date, quindi è come se stessi scrivendo un libro tecnico, ma con la doppia fatica di usare tecnicismi scorporandoli in un linguaggio semplice. L’idea comunque è quella di fare una panoramica degli ultimi dieci anni e dei più importanti fatti di economia e politica. Questo lo faccio per dare delle informazioni al ragazzo che si sveglia la mattina e vuole capire cosa è successo negli ultimi anni, ad esempio. Un grande riassunto di Stories concentrate in un libro insomma.

Grazie Imen per il tuo tempo. Ti auguriamo il meglio e non vediamo l’ora di leggere (e recensire) il tuo libro! Alla prossima! 🙂

 

Intervista a cura di Nicola Bonavigo, Anna Rizzi, Giorgia Tressoldi.

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