Perché il content marketing non può più fare a meno dell’intelligenza artificiale

Può l’intelligenza artificiale rivoluzionare il content marketing? Può un algoritmo creare un contenuto di valore per ogni singolo utente in tempo reale? E soprattutto, può farlo meglio di un marketer?

Qui abbiamo voluto tirare in ballo la fantascienza hollywoodiana, ma il mondo del marketing si sta trasformando, anzi è già cambiato, e questo anche grazie all’uso sempre più esteso delle intelligenze artificiali. In quest’articolo cercheremo di spiegare in particolare quanto e come l’AI (artificial intelligence) stia cambiando il modo di creare contenuti.

Il content marketing, metodo classico

L’obiettivo supremo di ogni content marketer è la creazione di contenuti editoriali mai banali e di alta qualità. A sostenere la creatività, il talento e l’intelligenza oggi arriva anche l’ AI (artificial intelligence), che può infatti diventare uno strumento essenziale in una strategia di content marketing, permettendo di posizionare un contenuto realizzato “su misura” vicino a chi ne è più interessato. Insomma, al posto giusto, nel momento giusto e alla persona giusta.

Il content marketing alla maniera delle intelligenze artificiali

Se è vero che tutte le attività e le operazioni di base del lavoro possono essere effettivamente svolte da tecnologie dedite a un singolo compito (e in grado di svolgere in maniera automatica, alla perfezione e in forma ripetitiva), è vero anche che la supervisione umana rimane e rimarrà sempre indispensabile. 

Tuttavia, con le intelligenze artificiali non si tratta più di operazioni automatizzate, ma di qualcosa di più. La vera differenza sta nell’apprendimento automatico, o machine learning, ovvero nell’insieme di meccanismi che rendono possibile a una macchina apprendere dalla propria esperienza (machine intelligence) e migliorare continuamente le proprie performance (machine consciousness).

In aiuto del content marketing, dunque, solitamente intervengono intelligenze artificiali il cui funzionamento si basa su:

  • Reti neurali artificiali
  • Elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing, o NPL)
  • Generazione automatica di linguaggio naturale (Natural Language Generation, o NLG)

In particolare, nel primo caso si parla di modelli di calcolo matematico-informatico basati sul funzionamento di reti di neuroni artificiali, che permettono l’interconnessione e la conseguente elaborazione delle informazioni. Si tratta di una struttura che si “adatta” agli input esterni e alle informazioni interne. Il secondo è un metodo in cui informazioni scritte o parlate vengono elaborate automaticamente da un calcolatore elettronico. Nel terzo caso, il calcolatore converte i dati in una rappresentazione di linguaggio naturale.

Queste sono alcune delle tecnologie che rientrano nella definizione di intelligenza artificiale e che possono venire in aiuto del marketing. Vediamo di chiarire come possono contribuire alla realizzazione di contenuti, se non addirittura “influenzarla”, e ottimizzare il tempo degli addetti ai lavori.

Artificial Intelligence e content marketing: storia di un nuovo amore

  1. L’analisi dei dati: le interazioni degli utenti con i contenuti possono generare un’immensa mole di dati. L’AI permette di raccoglierli, smistarli, renderli informazioni sintetiche immediatamente utilizzabili e comprensibili per i content marketer;
  2. La scelta dei contenuti: la raccolta dei dati e delle richieste in tempo reale permette di ricavare informazioni importantissime su trend e argomenti di interesse, comprese le keyword che permettendo ai content marketer di indirizzare la propria strategia di comunicazione al meglio e renderla fortemente personalizzata;
  3. La produzione di testi: infine si può scrivere, e scrivere più velocemente. Ma come? Nel caso delle intelligenze artificiali che generano contenuti si parla di solito della riscrittura di testi già presenti nell’etere e rielaborati in testi brevi, anche solo titoli o notizie sintetiche. Si tratta comunque di scritti di buona qualità, perché originariamente composti dall’uomo e non creati da un’AI.

La rivoluzione è possibile grazie a tecnologie che sono effettivamente in grado di gestire grandi quantità di dati e di elaborarli grazie a sistemi di apprendimento automatico. Le macchine servono quindi a comprendere meglio come gli utenti interagiscono con i contenuti, anticipare gli interessi e le preferenze e risolvere le richieste in base ai dati raccolti e alle informazioni ricavate con un margine di errore sempre più sottile.

Gli aspetti positivi più immediati sono:

  • Coinvolgimento in tempo reale degli utenti
  • Maggiore precisione dei contenuti in base alle preferenze e alle ricerche
  • Targetizzazione su misura

I benefici per gli addetti ai lavori

La vera sfida per chi si occupa di content marketing è mantenere alta la qualità dei contenuti prodotti e al tempo stesso incrementarne il numero senza che il valore ne risenta. Questo significa poter soddisfare in un solo colpo i fruitori e al tempo stesso rendere un business remunerativo.

Ma qual è il modo migliore per creare dei contenuti su larga scala mantenendo un alto valore? Come può l’intelligenza artificiale trasformare, senza alterare, i contenuti e le strategie di marketing di un’azienda? Come possono le AI fare la differenza rispetto alla normale automatizzazione delle operazioni? La risposta sta nella capacità dei professionisti di utilizzare l’immensa mole di informazioni ricavate ed elaborate dalle AI per arrivare a un risultato concreto.

I benefici a lungo termine della presenza delle AI nel lavoro di un content marketer sono:

  • Un notevole risparmio di tempo: immaginate di abbandonare le lunghe e noiose operazioni di routine giornaliere per potervi dedicare a cose più importanti come strategia e pianificazione;
  • Una minore mole di lavoro: avete idea di quanti dati si possono raccogliere dalle interazioni con gli utenti e quanto lavoro serva per rielaborarli in informazioni utili? Ecco. Pensate a qualcos’altro che lo fa al posto vostro;
  • Una strategia personalizzata e più efficace: ovvero trovare la pappa pronta: avere già in mano la descrizione, gli interessi, le ricerche dell’audience che ci interessa per davvero;
  • Maggiore efficienza e produttività: per un’azienda significa ridurre i costi, ottimizzare il lavoro e soprattutto avere del personale meno stressato e più focalizzato sullo scopo finale: far crescere un business.

Insomma l’automazione aiuta, ma è l’intelligenza a fare la differenza: nella produzione di contenuti, nella comprensione dei trend e dei dati e nella definizione di strategie da intraprendere sulla base di informazioni e dati raccolti. Tuttavia, nonostante tutto l’aiuto dato da algoritmi intelligenti, il lavoro del content marketer continuerà a essere un lavoro prettamente umano. L’elemento creativo e la visione d’insieme pretendono ancora una guida in carne e ossa.

Come cambia la figura del content marketer

È inevitabile che l’uso di tecnologie di questo tipo renderà fondamentale per le aziende avere nel proprio organico delle figure non solo in grado di costruire gli algoritmi, ma anche in grado di utilizzarli. Questo però non significa che la figura del content marketer si evolverà in quella di un programmatore o un ingegnere per poter dialogare con le AI. Forse si può ancora fare un passo indietro e fare a meno di loro, ma questo non vale al contrario: le intelligenze artificiali possono assistere, ma non potranno mai fare a meno di un content marketer e della sua capacità creativa e di giudizio. Eh sì, perché alla fine chi fruisce dei contenuti siamo ancora noi, in carne e ossa, e non robot o macchine, altrimenti staremmo a parlare in numeri o qualcosa del genere: 

In ogni caso il lavoro svolto a braccetto con queste tecnologie richiede nuove competenze alla controparte umana accanto al potenziamento di capacità che per ora, e per molto ancora, superano quelle delle macchine: pensiero creativo, capacità di interpretazione dei dati, creazione di contenuti, pianificazione, editing; per citarne alcune.

La parola d’ordine è adattarsi e adattarsi a cambiamenti molto veloci, molto più veloci di quanto si potrebbe pensare. Diventa quindi fondamentale per le aziende e per chi si occupa di content marketing imparare a usare questi nuovi strumenti e saperli integrare in una strategia aziendale. La figura del content marketer non può che evolversi e diventare qualcosa a metà strada tra più profili professionali rivoluzionando il modo in cui viene fatto marketing. 

L’intelligenza artificiale per i content marketer di oggi e di domani

L’innesto di AI nel mondo dei contenuti rappresenta un miglioramento, abbiamo visto che influenza positivamente i risultati di strategie di content marketing, ma anche il lavoro vero e proprio di chi si occupa di contenuti. L’immensa mole di dati prodotta ogni giorno, ogni ora, ogni minuto sarebbe inutile senza le tecnologie che permettono di comprenderli e utilizzarli al meglio. Alcuni passaggi di lavoro risultano semplificati, automatizzati in modo intelligente e in grado di migliorarsi continuamente, mentre rimane alla parte umana il talento di rendere un contenuto “speciale” in base alle informazioni fornite, di capire per davvero cosa si ha di fronte e renderlo migliore.

L’intelligenza artificiale comunque consente di rendere più efficiente una strategia di comunicazione perché permette di:

Questo matrimonio s’ha da fare

Possiamo concludere che l’intelligenza artificiale migliora la vita? Assolutamente sì, ma non soltanto il lavoro e la vita di chi produce contenuti migliora, anche il business di un’azienda risente positivamente dell’azione combinata di AI e di content marketer e, infine, migliora anche l’esperienza di chi usufruisce dei contenuti prodotti.

content marketing e AI

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2 Responses

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  1. Gabriele
    Nov 10, 2018 - 07:49 PM

    Ma, di preciso, se anche il lavoro intellettuale sarà sostituito da un automa artificiale in nome della soddisfazione di esigenze di tempistica sempre più strette, all’uomo cosa resterà da fare?

    Reply
    • Alessia Bortolotto
      Alessia Bortolotto
      Gen 01, 2019 - 04:32 PM

      Ciao Gabriele,
      Io credo che parlare di intelligenze artificiali in grado di sostituire del tutto il lavoro intellettuale porti la discussione su un piano fantascientifico.
      Per quanto i miglioramenti tecnici le rendano delle “intelligenze” sempre più perfettibili, non possono ancora riprodurre la complessità di un intelletto e di un individuo dotato di raziocinio, buon senso, esperienza, ma anche di irrazionalità e intuizione. Certo, possono sostituire l’uomo in determinate attività e sicuramente sapranno farlo sempre meglio e in sempre più occasioni, ma non sono sicura che noi riusciremo a vedere fino dove saranno in grado di arrivare.
      Ti consiglio di leggere questa interessante riflessione sul caso di Bob e Alice citati in un’immagine anche nel nostro articolo: https://www.independent.co.uk/voices/facebook-shuts-down-robots-ai-artificial-intelligence-develop-own-language-common-a7871341.html#comments

      Reply

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