Phygital: la tecnologia che ti serve per diventarlo

Phygital è il nuovo modello di business. Scopri la tecnologia che, secondo Forrester, permette di diventarlo senza stravolgere il proprio assetto organizzativo.

In un precedente articolo , dal titolo “Siamo nell’era Phygital. Siete realmente pronti ad affrontarla?”, abbiamo parlato dell’importanza di avviare una corretta digitalizzazione, in cui i canali online siano perfettamente integrati con negozi e magazzini fisici.

Gli ultimi mesi hanno messo a nudo tutte le difficoltà di quelle aziende che erano sbilanciate sul canale fisico (vetrine e uffici solo fisici), e che per questo hanno vissuto uno stop brusco alla loro operatività, o che avevano già una presenza digitale, ma con infrastrutture inadeguate (siti in down per picchi di traffico) e difficoltà a gestire la logistica per star dietro all’aumento della domanda online.

Phygital (Physical + Digital) è un modus operandi
che deve diventare d’uso comune.

Forrester Consulting in una ricerca realizzata con THRON dal titolo “Prepararsi all’era Phygital” (vai qui per ottenerla e approfondire), ha individuato dall’intervista ai decision makers delle 200 maggiori aziende europee sei tendenze che sono emerse o che si sono consolidate negli ultimi mesi.

Ne avevamo già parlato nell’articolo precedente, ma te le riassumo velocemente con un’infografica.

Phygital Forrester, i 6 trend

 

La trasformazione digitale, come avviarla?

La chiave per integrare digitale e fisico (e quindi cavalcare queste tendenze), secondo Forrester, è utilizzare un’unica fonte di verità da cui l’azienda può governare sia i propri processi operativi e di business sia i contenuti digitali che vi ruotano attorno.

Quando parliamo di contenuti dobbiamo però distinguere tra due tipologie:

  • contenuti di brand e di marketing (landing page, articoli del blog, immagini di prodotto ecc.);
  • contenuti di produzione (progettuali, modelli 3D, informazioni tecniche, tutto quello che solitamente viene raccolto nei gestionali).

Siamo abituati a considerare solo i primi perché sono quelli che entrano in contatto con l’utente, ma senza i secondi, che concorrono a definire il prodotto stesso, non vi sarebbe materiale per creare i primi.

Un team e-commerce, ad esempio, ha bisogno di ricevere sia i contenuti di brand e di marketing sia i dati di prodotto per creare le schede prodotto.

Però gli strumenti che li gestiscono sono spesso separati, per cui:

  • ci sono più licenze da dover pagare;
  • il time-to-market è rallentato dal fatto che vi sono silos non comunicanti;
  • il materiale già creato non viene valorizzato

Come vediamo nel grafico qui sotto, circa un quarto delle aziende ha affermato che negli ultimi 12 mesi sono aumentate le spese legate alle tecnologie per la gestione dei contenuti necessari al ciclo di vita del cliente.

Nello specifico:

  • la gestione dei contenuti di brand assorbe dal 6 al 15% del budget di marketing per l’80% delle aziende intervistate;
  • la gestione dei contenuti di produzione assorbe dal 6 al 15% del budget per le tecnologie di prodotto per il 79% delle aziende intervistate.

Se noi scegliamo un’unica fonte di verità che è in grado di collegare i flussi di lavoro dei team che hanno a che fare con le due diverse tipologie di contenuti risolviamo i nostri problemi perché ci troviamo con un solo strumento e di conseguenza meno licenze da pagare o difficoltà nell’interscambio di informazioni.

 

La trasformazione digitale, la tecnologia giusta

Questo strumento deve avere quindi integrate nativamente funzionalità di DAM (Digital Asset Management) per gestire i contenuti di brand e di marketing e di PIM (Product Information Management) per gestire i dati di prodotto.

La piattaforma che ha entrambe queste capacità riesce a:

  • organizzarli in modo da poterli recuperare all’occorrenza;
  • strutturare i flussi di lavoro che li riguardano;
  • prepararli e distribuirli ai vari canali, direttamente dalla sua piattaforma;
  • raccogliere dati aggregati (e non più sparsi in diversi software) per prendere decisioni di business migliori;
  • collegare la supply chain (distributori, rivenditori, collaboratori, team interni, logistica ecc.) a un archivio trasversale ai vari team e canali.

Per approfondire nel dettaglio i vantaggi operativi e di business ottenuti dal 66% delle aziende che usano una piattaforma DAM + PIM, con tanto di esempi concreti, ti rimandiamo direttamente alla ricerca!

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