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Giocare fuori casa: cos’è e come funziona la SEO off-site

da 13 Luglio 2016Luglio 23rd, 2016Nessun commento
SEO_Off-Site

Quando si tratta di SEO off-site la partita si gioca nel campo dell’acquisizione dei link verso il nostro sito.
Ma con quali tecniche possiamo ottenere link di qualità, senza rischiare il cartellino delle penalizzazioni?

Quando ho incominciato ad interessarmi di Search Engine Optimization, più o meno due anni fa, uno dei concetti che facevo fatica a comprendere riguardava il mondo della SEO off-site.

Mi sembrava di studiare delle tecniche astratte e poco concrete rispetto alle pratiche di ottimizzazione on-site che si svolgono invece all’interno di un sito web.

Credendo molto nella filosofia “sharing is caring”, non potevo non condividere con voi quello che credo (o perlomeno spero) di aver imparato sulla SEO off-site.

Non dimenticando che un aiutino al Karma non guasta mai.

 

Facciamo un piccolo ripasso: SEO on-site VS SEO off-site

Vi abbiamo già raccontato quali sono i fattori di posizionamento che Google considera ai fini della determinazione del ranking: ossia la lista di risultati che il motore di ricerca vi presenta, dopo aver inserito una o più parole chiave sulla barra di ricerca.

Questi risultati vengono per l’appunto ordinati da Google sulla base di una serie di fattori (o segnali), che si suddividono in on-site ed off-site.

I fattori on-site sono tutte quelle attività su cui un SEO Specialist ha pieno controllo perché si tratta di aspetti interni ad un sito web, come per esempio il contenuto o l’architettura.

Le cose cambiano quando si passa invece all’ottimizzazione dei fattori off-site, ossia quelle attività che si svolgono all’esterno di un sito web, e soprattutto difficilmente controllabili, volte a gestire ed aumentare il numero dei link in entrata del nostro sito.

Questi link, che vengono detti anche backlink, devono “possedere” una caratteristica particolare: devono essere di qualità, provenire quindi da fonti affidabili e affini ai nostri contenuti.

SEO off-site_tavola_periodica

La tavola periodica dei fattori di ranking per la SEO off-site di SearchEngineland

 

Bisogna prestare attenzione a non incappare in tecniche definite come link spamming: la compravendita di link è punita dai motori di ricerca con severe penalizzazioni.

La più grave di tutte avviene quando si viene eliminati dall’indice di Google.

Come afferma Giorgio Taverniti, fondatore del convegno GT e uno tra i più noti SEO italiani, è importante:

“che un sito riceva con costanza link spontanei da risorse a tema e di qualità che veramente possano risultare utili agli utenti, tenendosi sempre alla larga da chi fa spam”.

 

Link building: con quali tecniche posso ottenere link?

Abbiamo quindi capito che per ottimizzare gli aspetti off-site del nostro sito, è importante ricevere link di qualità.

Ma come si fa ad ottenerli?

Ecco che entrano in campo le strategie di link building.

Prima di scoprirle nel dettaglio, facciamo un passo indietro.

 

Cosa si intende esattamente per link building?

Questa volta ci viene in aiuto Moz, un’agenzia americana molto nota nel settore che si occupa anche della realizzazione di tool utili per la SEO:

Link building is the process of acquiring hyperlinks from other websites to your own.

There are many techniques for building links, and while they vary in difficulty, SEO’s tend to agree that link building is one of the hardest parts of their jobs. Many SEOs spend the majority of their time trying to do it well. For that reason, if you can master the art of link building high-quality links, it can truly put you ahead of both other SEOs and your competition”.

Le attività di link building, come spiegato anche nella definizione, non sono un’attività facile, (ma esiste davvero qualcosa di facile nella SEO?), che richiede impegno e costanza da parte dei SEO Specialist.

Tuttavia, nel corso degli anni, gli esperti hanno sviluppato diverse strategie di link building al fine di guadagnare link di valore, anche se non esattamente “naturali”.

 

Strategie di link building: quante e quali sono?

È (quasi) impossibile, quantificare la vastità delle strategie di link building.

Ne esistono di storiche, come l’inserimento di link nelle directory o i comunicati stampa, e alcune invece più recenti come la realizzazione di plugin o di temi per content management system (qualcuno ha detto WordPress?).

Per il momento non entreremo nel dettaglio, ma cercheremo di suddividerle per categoria, in modo da farvi comprendere quante aree diverse queste tecniche possono ricoprire.

  • Tecniche di link building submission based

L’inserimento dei siti nelle directory del web, (degli elenchi di pagine riunite in base ad un certo argomento), è una delle strategie di link building nate agli albori della SEO.

Esistono numerose tipologie di directory, l’importante è constatare sempre che si trattino di siti di valore: non dimentichiamoci che finire in directory di dubbia qualità è un errore molto grave e da evitare assolutamente se non vogliamo che Google ci associ a questo tipo di siti.

  • Tecniche di link building legate al contenuto

In un mondo ideale un buon sito, che quindi rispetta le indicazioni delle Google Webmaster Guidelines, non dovrebbe richiedere molti sforzi per ottenere backlink di qualità.

Il tuo sito racconta qualcosa di interessante o persino di unico?

In questo caso, i link dovrebbero aumentare naturalmente, come ricompensa per il tuo duro lavoro.

Nello specifico, ragionando in questo modo, si entra nelle dinamiche di una determinata strategia di link building: il linkbait.

Dall’inglese bait, ossia esca, con linkbait si intende la capacità di creare dei contenuti di valore che attirino l’utente a condividerli o citarli. Si tratta quindi di guadagnare link in modo naturale, solo grazie alla forza del contenuto.

Ovviamente non mi sto riferendo solo al contenuto di tipo testuale, pensate per esempio alle infografiche o ai video.

Non sottovalutate le varie forme che può avere un contenuto di qualità!

SEO_OFF-site

Tra le tecniche content based, non possiamo non citare i guest post: un articolo ospitato su un sito che tratta argomenti pertinenti con quello del sito ospitante.

Si tratta di una situazione proficua per entrambe le parti in causa:

  • Il sito che decide di ospitare un contenuto di un altro autore ottiene contenuti di valore gratuiti
  • L’autore che scrive l’articolo ottiene backlink al suo sito

Ovviamente è importante scrivere come faremmo per il nostro sito, creando contenuti di valore.

Possiamo definire i guest post come una delle migliori tecniche di link building, in quanto sono uno strumento molto vantaggioso anche ai fini del personal branding e delle digital PR.

 

 Ma cosa c’entrano le digital PR con la SEO off-site?

Tra le varie tecniche di link building la mia preferita è sicuramente “creare relazioni”.

Specie perché mi fornisce sempre un’ottima scusa per partecipare ad un evento fighissimo e avere l’occasione di incontrare professionisti che ne sanno davvero a pacchi!

Buffet a parte, le conferenze e gli eventi sono una grandissima opportunità per trovare dei contatti tra professionisti di un determinato settore e porre le basi anche per una strategia di link building.

Chi l’ha detto che una stretta di mano, un giorno non possa diventare un backlink di qualità?

Non dimentichiamo quindi che saper gestire relazioni on ed offline è un aspetto fondamentale nel campo della SEO off-site.

Digital_pr

Lo scopo delle digital PR è infatti quello di costruire relazioni per migliorare la presenza online di un brand: ad occuparsi di questo tipo di attività sono figure professionali lontane dalla SEO, tuttavia i confini tra SEO off-site e digital PR non sono poi così netti ed è quindi importante saper integrare numerosi aspetti: content marketing, social media e SEO.

 

Un aspetto controverso: la rilevanza dei social nella SEO off-site

Il valore dei link dei social media è uno degli aspetti più controversi per quanto riguarda la SEO off-site.

Matt Cuts, l’ingegnere antispam di Google, nel 2014 ha definitivamente sfatato il mito secondo cui il motore di ricerca si avvalga dei social signal per determinare il ranking.

I link all’interno dei social hanno infatti un attributo “nofollow”: questo ci dice che il crawler di Google, mentre scandaglia il nostro sito in lungo e in largo, non segue il link e quindi non viene considerato per stilare il ranking delle pagine.

Nonostante ciò, molti SEO dibattono tra loro su questo aspetto: Search Engine Land, un punto di riferimento in quest’ambito, afferma che i social signal stiano emergendo come fattori di ranking, dal momento che i motori di ricerca stanno cercando di capire come far leva sulle nostre interazioni nei social.

Indipendentemente dalla rilevanza nel determinare il ranking di Google, (stay tuned: ne riparleremo a breve!), una buona presenza sui social media è sicuramente sinonimo di altri vantaggi a livello SEO, specie per quanto riguarda il traffico verso il nostro sito.

Social SEO off-site

Google magari non controllerà il numero dei nostri follower su Twitter o i Like della nostra pagina Facebook, ma questi elementi influiscono indirettamente sui risultati stilati dal motore di ricerca.

In conclusione quindi, sono sicuramente un aspetto da non sottovalutare.

 

Concludendo: come possiamo “vincere” la partita fuori del nostro sito?

Vincere la partita della SEO off-page è una sfida che gli esperti affrontano ogni giorno.

Le possibilità di vincita possono essere scarse: l’allenatore spesso non ha il pieno controllo dei giocatori e non può prevedere le reazioni dell’arbitro.

Qual è quindi l’unica cosa da fare?

Testare sempre nuove tecniche e non smettere mai di giocare!

 

 

 

Margherita Cavallin

Due lauree in Comunicazione e una grande passione per tutto ciò che è digital. Lettrice instancabile, ama i grandi Classici, le Moleskine e il tè Earl Grey.

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