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Smartwatch e moda: quando lo stile aiuta l’innovazione

Smartwatch eleganti e femminili
Vi è mai capitato di vedere persone che parlano all’orologio o sorridono quando lo guardano, o magari siete proprio tra questi? No, non sono (siete) pazzi. Da qualche anno gli orologi tradizionali hanno un competitor in più, gli smartwatch. Cosa succede quando uno smartwatch incontra la moda?

“Sempre connessi” è il mantra dell’era digitale. Se non molto tempo fa si poteva accedere ad internet solo da PC, ora le modalità di accesso sono molteplici. La frase “ormai lo smartphone è diventato parte del nostro corpo” mi ha sempre colpita ed effettivamente non è molto distante dalla realtà. Se lo smartphone non ha ancora preso il posto della mano destra, il caro vecchio orologio (vi ricordate Swatch o Hip Hop?) compete oggi anche con lo smartwatch: connesso con il nostro smartphone e attraverso un display touch-screen, ci dà in anteprima le notifiche che poi troveremo accedendo allo smartphone.

Diverse aziende hi-tech hanno introdotto modelli smartwatch nella loro offerta, nel tentativo di dare nuovi servizi ai loro clienti. Molti hanno sollevato dubbi sulla reale utilità, per me anche sull’estetica c’è da lavorare, soprattutto per creare modelli più femminili. Leggendo la rivista di moda Glamour però, mi sono imbattuta in un focus sugli smartwatch prodotti dalla casa cinese Huawei e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita! Forma femminile, design del classico orologio e dettagli colorati: finalmente qualcuno ha capito questa esigenza!

Hip Hop

Come si evolve lo smartwatch?

Nel (digitalmente) lontano 2014, il Sole 24 Ore pubblicava l’articolo di Mario Cianfarone dal titolo “Gli smartwatch ora possono diventare un vero mercato” in cui raccontava il primo modello lanciato nel mercato, quello di Sony. Anche se non ebbe molto successo, aveva le stesse funzioni che possiamo trovare negli smartwatch attuali: ricevere notifiche di chiamate, sms, email, WhatsApp e quant’altro. Successivamente anche Samsung è entrato nel settore dei wearable con Gear. Da allora entrambe le case hanno continuato a sviluppare e migliorare l’offerta con diversi modelli.

Nel 2015 dopo una lunga attesa viene lanciato l’Apple Watch: il modello di casa Apple era inizialmente temutissimo dalla concorrenza, perché ci si aspettava una rivoluzione in stile iPhone. Ernesto Assante, dopo un mese di prova dell’accessorio, scrive una recensione su La Repubblica adulandone le funzionalità. Stupisce il fatto che in realtà le funzionalità restano principalmente quelle del primissimo modello Sony. Qualcosa di diverso comunque c’è: l’estetica molto semplice e poco notabile, la possibilità di rispondere alle chiamate direttamente dall’orologio, di seguire le indicazioni stradali del navigatore e di tenere traccia delle prestazioni fisiche grazie alle applicazioni per lo sport.

Smartwatches

Per quanto riguarda i sistemi operativi disponibili, il buon vecchio Salvatore Aranzulla ci istruisce: i più diffusi, seguendo la scia degli smartphone, sono Android e iOS. Rispettivamente il sistema operativo Android Wear è ottimizzato per Android, mentre WatchOS è il sistema operativo di casa Apple.

I modelli “femminili”

Fino ad ora i modelli in commercio sono stati sviluppati dalle case hi-tech, quindi il design è unisex.

Con il passare degli anni si è compresa però l’esigenza femminile di avere modelli più “stilosi”. Un esempio è lo smartwatch di Huawei, con sistema operativo Android Wear, disponibile in due diversi modelli: Jewel impreziosito con 68 Swarovski Zirconia ed Elegant con la cassa zigrinata e placcata in oro rosa. Una volta scelto il modello è possibile continuare a personalizzarlo, scegliendo tra 40 varianti di quadrante, per abbinarlo al proprio stile. Una particolarità è la sua compatibilità sia con Android sia con iOS. Ovviamente questo gioiellino svolge tutte le funzioni normali degli smartwatch.

JewelElegant

Jewel & Elegant, gli smartwatch firmati Huawei.

Dall’incontro tra hi tech e moda nasce lo smartwatch di Michael Kors, anch’esso adattabile sia per iOS sia per Android. Sicuramente d’effetto è il video di presentazione: dai commenti sui social, anche questa volta il vecchio Michael è riuscito ad attirare l’attenzione. Il brand inoltre offre molte possibilità di quadrante personalizzabile e cinturini intercambiabili.

Sin dall’inizio Apple ha dato la possibilità di scegliere tra diversi materiali per il quadrante e diversi cinturini, intercambiabili. Ultimi in ordine di tempo il Watch abbinato al cinturino firmato Hermès o la versione in ceramica, Watch Edition.

Apple Watch for Women

Rischi per la salute?

Leggendo tutte le potenzialità di questo nuovo nato nel campo della tecnologia, mi è sorto un dubbio. I cellulari e le onde elettromagnetiche a loro associate sono state spesso accusate di essere potenzialmente dannose per la nostra salute e di essere addirittura una delle cause dei tumori al cervello. Nessuna autorità ufficiale si è ancora completamente schierata con questa ipotesi, ma la mia domanda è: non sarà dannoso per la salute anche lo smartwatch che, come tutti i dispositivi wearable, sta costantemente a contatto con il nostro corpo?

Qui la faccenda si fa un po’ più complicata perché semplicemente cercando in internet, non ci sono molti articoli seri che trattano l’argomento. 

Ho scoperto però che nel 2015 Nick Bilton ha scritto un articolo a riguardo nel New York Times e ha scosso gli animi di molti. Ha analizzato diverse ricerche condotte da organizzazioni riconosciute le quali però non si pronunciavano nettamente ma invitavano ad aspettare ulteriori ricerche negli anni successivi.

Una risposta un po’ più precisa invece gli è stata data dal Dottor Joseph Mercola, specializzato in medicina alternativa e che ha estensivamente scritto riguardo il problema. Mercola conclude le sue ricerche sostenendo che le radiazioni provengono dai dispositivi che usano il 3G o il 4G, quindi finché i dispositivi wearable usano il WiFi o il Bluetooth per collegarsi allo smartphone, “should be O.K.”.

Che siano stati i dubbi sulla rischiosità, sull’utilità o sull’estetica dello smartwatch, il settore non è cresciuto come ci si aspettava. Probabilmente anche altri fattori hanno pesato su questo trend, ad esempio i prezzi, la compatibilità e le app disponibili.

Ciò che è certo è che la tecnologia sta facendo passi da gigante molto rapidamente e il mio auspicio è quello che anche la ricerca tecnologica legata a soluzioni vitali o per il miglioramento della vita quotidiana di persone meno fortunate, possa sempre crescere con lo stesso vigore.

Siete tra gli early adopters che hanno creduto in questa innovazione? Oppure tra gli scettici?

Giulia Bortoletto

Ventiquattrenne dal passato torontino e berlinese. Segni particolari? Solare, amo la vita e sono sempre entusiasta, perfino delle esperienze negative perché “si può sempre imparare qualcosa”. Yoga addicted. MARKETERs fedele dal 2013 e laureata in commercio estero nel 2014. Perché mi piace il marketing? Perché è vita!

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