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Vent’anni di Facebook: un all you can eat del mondo a portata di mano

copertins

“Scrivi una breve descrizione sull’anniversario della nascita di Facebook…!”
Questo è quello che scrivo ad un programma di AI per avere un output su come iniziare questo articolo. Un input, alcuni dettagli e voilà: il contenuto. Ma non allertate l’editor, questo contenuto, in realtà, è 100% made by human.

Che cosa c’entra però tutto questo con l’anno in cui si festeggiano i vent’anni dalla creazione del social che ha rivoluzionato la storia di Internet? A ben vedere, moltissimo.

Anni di cambiamenti radicali

Era il 4 febbraio del 2004 quando Mark Zuckerberg, uno studente di Harvard appena ventenne, dalla sua stanza universitaria lanciò thefacebook.com e, da lì, il resto è storia.
Una crescita continua, l’evoluzione della piattaforma, gli investimenti dei big della Silicon Valley, il no alle acquisizioni, la crisi, il debutto a Wall Street, i grandi investimenti, i tanti scandali, fino ad un cambio di rotta decisivo dell’azienda sotto una nuova veste.

Anni di evoluzione quelli di Facebook che, se ci riflettiamo, hanno portato ad un impatto più che determinante per l’intera società. Lo spiega bene il Sole 24 Ore, attraverso lo scorrere dei momenti salienti della vita del social media più famoso della storia odierna. Ed è sensazionale soffermarsi su come da un’idea goliardica come quella di un sito nato inizialmente per votare la bellezza all’interno di un campus universitario, si sia creato uno strumento così potente da influenzare le masse, plasmare relazioni umane, varcando quasi i confini dello spazio e del tempo.

Per rendersene conto basta pensare a tutte le storie vissute dietro a uno schermo attorno all’uso della piattaforma: esperienze di amore, di speranza, molte volte anche di odio.

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Generazioni diverse, il mondo e oltre

Oggi, la percezione di Facebook è sostanzialmente diversa in base all’età e al luogo in cui si vive. Se in Cina, ad esempio, dal 2009 non è più stato possibile utilizzare il social, aprendo il mercato verso altre piattaforme come WeChat (微信) o Sina Weibo (新浪微博), d’altro canto in tantissimi paesi in via di sviluppo tra Africa e Asia, la piattaforma rappresenta ancora uno strumento in forte crescita. Nel continente africano, ad esempio, solo nell’ultimo anno Facebook è stato utilizzato dal 68.92% della popolazione.

E in occidente?
La popolarità del social negli anni è un po’ cambiata. Dal boom dei giovani incollati a fare le ore piccole scrollando su e giù per la Home e i profili degli amici (o potenziali ❤️), oggi il pubblico del canale segue un effetto “stagno”, raccogliendo al suo interno proprio quel pubblico una volta teen, ormai nella fascia 25-35, e quel target che ha visto nascere il social già con occhi adulti, abituandosi col tempo alla sua esistenza: i cosiddetti “boomer”. Della Gen Z, in realtà, qualche ombra c’è anche se, al momento, la corrente sembra aver preso altre vie rispetto a quelle classiche dell’intrattenimento e delle relazioni, come piuttosto quella degli acquisti e della ricerca delle tante offerte all’interno del marketplace.

Nonostante lo scostamento del target giovanissimo in Europa e USA però, Facebook continua ad essere il social network più utilizzato al mondo con quasi 3,1 miliardi di utenti attivi nel 2024. Niente male dopotutto!

Intelligenza artificiale e frontiere tecnologiche d’orizzonte

Costantemente a portata di mano e oramai inserito in modo intrinseco nella quotidianità delle persone, dalla sveglia della mattina alla buonanotte della sera, Facebook è stata la piattaforma precursora di un nuovo sistema di informazione e di svago, a cui si sono aggiunte col tempo altre star come Instagram o WhatsApp. Un mix inebriante di gattini, messaggi, notizie, eventi, pubblicità, foto di vacanze, video, gruppi e annunci di case. Ma non solo.

via GIPHY

In futuro, infatti, la realtà appare sempre più vicina ad una vita costantemente supportata dall’utilizzo delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale e il Web3, direttamente integrate all’interno dei social. Modelli d’uso ripensati e progettati per fornire una complementarietà uomo-macchina volta a mescolare e unire la sfera fisica a quella virtuale.

Meta AI rappresenta chiaramente la direzione futura dell’azienda verso queste nuove frontiere tecnologiche. Non a caso, se il Metaverso potrebbe sembrare un progetto ancora lontano dall’essere utilizzato nel quotidiano, l’integrazione dell’intelligenza artificiale direttamente nei social media di Mark Zuckerberg è già una realtà concreta in alcuni paesi come gli Stati Uniti.

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Ne è un esempio la release, ad aprile 2024, di Llama 3, presentato come il più potente Large Language Model (LLM) open source in circolazione. Un esperimento che sembra essere destinato a dare il via ad un nuovo capitolo di applicazioni dell’AI, aprendo a nuovi spazi di immaginazione e di utilizzo comuni a cui probabilmente sarà molto più semplice abituarsi di quello che si pensa.

E se come dice Silvia Boccardi di Will Media, prevedere il futuro dello sviluppo dei social e, in particolare Facebook, appare quindi complicato, quel che è certo è che sarà sempre più difficile non farne parte.

Tutto bello sì, ma a quali conseguenze?

Come spesso accade, in ogni cosa ci sono aspetti positivi e negativi; la chiave sta nel trovare un equilibrio tra i due. Tuttavia, quando si tratta di strumenti così profondamente integrati nella vita delle persone come i social media, è lecito chiedersi se questo compromesso sia davvero sufficiente.

Un uso automatico a portata di noia, comodità, desiderio e FOMO, in grado di sovragenerare gli stimoli, può essere tanto interessante quanto avere enormi conseguenze, “anche solo considerando” l’impatto nel cervello sul piano cognitivo ed emozionale. Temi sui quali metterci la testa, e infatti non sono poche le ricerche che stanno pian piano emergendo per fare luce sull’argomento.

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Fonte: https://www.nottherapy.us/2019/03/11/fomo-dr-lauren-mad/

Da programmi come Presa Diretta che con un servizio giornalistico dagli angoli internazionali mostra gli effetti dei social media sui più piccoli, a studi di università sul semplice utilizzo dello smartphone che, così semplice non è, stanno evidenziando come l’impiego continuo, reiterato e pervasivo delle piattaforme digitali in tutti i gli aspetti della vita stia generando importanti problematiche. Incremento della solitudine, depressione, disturbi dell’attenzione e del linguaggio, ansia, stress, solo per citarne alcuni. Fenomeni visibili anche nelle persone adulte, ma che appaiono sempre più evidenti nei giovani e nei giovanissimi.

Come fare allora?

Agire con consapevolezza e attenzione verso sé stessi e verso gli altri può rappresentare innanzitutto il primo passo per ridurre gli impatti negativi sulla salute. Un aiuto possono darlo anche alcuni consigli pratici come quelli di Center for Human Technology, per compiere delle azioni e riappropriarsi di quel tempo che sembra essere assorbito dai nostri stessi occhi.

Le aziende, d’altro canto, devono sentirsi chiamate ad intervenire, creando molte più policy per promuovere un giusto approccio verso strumenti che, pur essendo incredibilmente affascinanti nella loro forma, sono indubbiamente necessari da comprendere nell’utilizzo. Guardare, pensare e muoversi nelle azioni verso la sensibilità di tutti, deve aiutare a colmare quei gap difficili da controllare.

Il futuro è ricco di nuove scoperte e infinite opportunità. Saperlo vedere e insegnare a guidarlo, sarà la vera sfida anche per una realtà così grande come Meta.

Veronica Compagnin

Marketer per professione e per passione, appassionata di interior design, dei mercatini dell'antiquariato della domenica e delle storie degli altri. Una passeggiata insieme al mio quattro zampe un un caffè sono il mio mantra quotidiano.

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