TV lineare e TV digitale: generazioni a confronto

Le nuove tecnologie hanno cambiato radicalmente la nostra vita ed hanno inevitabilmente modificato anche (e soprattutto) i mezzi di comunicazione tradizionali. Dei recenti studi rivelano una totale convergenza delle due modalità di fruizione della televisione.

La televisione (coniata dal prefisso greco tele, “a distanza”) è lo strumento che fin dagli anni ’40 ci intrattiene quotidianamente.

Da un punto di vista sociologico è uno dei mezzi di comunicazione di massa più diffusi, grazie soprattutto al suo basso costo e alla semplicità d’uso. Il servizio televisivo ha subito nell’ultimo decennio un’evoluzione impressionante, basandosi su soluzioni innovative. Ma è vero che la TV tradizionale non viene più guardata? E soprattutto, in che misura le nuove (e numerose) piattaforme di streaming hanno inciso sulla fruizione della TV lineare?

Per rispondere a queste domande è necessario innanzitutto introdurre il concetto di “televisione lineare”, un termine coniato e diffuso dopo lo sviluppo dei servizi on-demand.

Si tratta del servizio televisivo tradizionale, che segue un modello nel quale un’emittente centralizzata diffonde il segnale da uno a molti, senza possibilità di intervento da parte dello spettatore che quindi non ha la possibilità di interagire; l’unica forma di arbitrio sta nella possibilità di scegliere i canali tra quelli disponibili. 

televisione lineare

Poiché le abitudini di consumo tendono ad essere sempre più simili e si avviano verso l’unificazione, anche il mercato pubblicitario si sta dirigendo verso questa direzione. Il 52% dei media buyer sostiene che l’acquisto di TV lineare e digitale è ormai combinato, al punto che editori e concessionarie stanno abilitando un sempre maggior numero di opportunità di vendita che prevedono entrambe le opzioni. 

Il completo stravolgimento sui servizi di intrattenimento non ha, tuttavia, investito tutta la popolazione indistintamente. E’ interessante conoscere come, per esempio, la generazione che si pensa guardi meno TV sia in realtà quella che meglio riesce a conciliare la “vecchia” e la “nuova” televisione.

A supporto di questo fenomeno, si riporta il lavoro di Havas Media e ZooCom: uno studio sui nativi digitali qualitativo e quantitativo con l’obiettivo di esplorare lo stile di vita della Generazione Z (i nati tra il 1995 e il 2010) e il loro approccio ai mezzi di comunicazione.

young watching TV

Prevedere quali saranno i bisogni e i desideri del target sopracitato è una questione estremamente importante, così come fu lo studio dei cosiddetti “Millenials”. L’interesse per la nuova generazione non è dato solo dalla necessità di conoscere in anticipo quale sarà la richiesta dei consumatori futuri, ma anche e soprattutto dal fatto che essi rappresentano i secondi attori decisivi nelle spese dei nuclei familiari (dopo le mamme): ciò rende gli adolescenti importantissimi decision maker della nostra società.

 

Uno dei risultati più interessanti della ricerca fa emergere che la TV è ancora tra i mezzi di comunicazione più fruiti dal target; viene infatti sostenuto che. “i più giovani guardano ancora la TV, ma la loro fruizione è completamente cambiata rispetto ad altre generazioni, intrecciandosi con l’on demand.” Come mai prima, ci ritroviamo di fronte ad una generazione che mescola perfettamente il binge watching solitario alla condivisione di commenti real time di show trasmessi da TV lineare.

I media hanno un ruolo fondamentale nella formazione dell’immaginario collettivo. Ecco perché, anche se la platea dei mezzi d’informazione è ampia, la società sta convergendo verso strumenti fruibili facilmente da tutte le generazioni: i nuovi media. Sono gli adulti che in questo caso si stanno avvicinando alle generazioni più giovani, cercando di inseguire le dinamiche dell’informazione digitale, di contro, i giovani si avvicinano ai media dei genitori inserendo le proprie abitudini nel background tradizionale, rinnovandolo, rivoluzionandolo, facendolo proprio.

Quali saranno gli sviluppi futuri? La TV digitale spodesterà definitivamente la TV tradizionale? Oppure sarà la tradizione a diventare più smart permettendo ai telespettatori di interagire con essa?

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