10 curiosità da sapere sulle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022

Copertina_Pechino2022

Le Olimpiadi invernali sono iniziate e, fino al prossimo 20 febbraio, ci regaleranno un calendario fitto di gare ed eventi. Abbiamo raccolto una lista con le 10 curiosità più interessanti che questa edizione ci riserverà, a partire dalle soluzioni Covid-free all’interno del villaggio olimpico fino allo strano silenzio stampa di molti partner ufficiali. Iniziamo!

Logo

Il logo delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022 è ispirato al carattere cinese che significa per l’appunto “inverno”. È stato disegnato dall’artista Liz Cunzhen che ha voluto rappresentare nella parte superiore un pattinatore mentre in quella inferiore uno sciatore. Insieme, la loro forma richiama quella di un fiocco, per ricordare che le Olimpiadi cadranno proprio durante il Capodanno Cinese, una delle festività più importanti in Cina.

I colori hanno, poi, un ulteriore significato: l’azzurro rappresenta la purezza del ghiaccio e della neve mentre invece il rosso e il giallo richiamano i colori della bandiera cinese e rappresentano la passione, la giovinezza e la vitalità.

Logo delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022

Medaglia

“Tong Xi”, che letteralmente significa “insieme come una cosa sola”, è il nome delle medaglie scelte per premiare gli atleti vincitori delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Sono composte da cinque anelli concentrici che richiamano i cinque cerchi olimpici e si ispirano agli antichi ciondoli cinesi di giada (a sinistra nell’immagine). All’interno di ogni cerchio sono disegnati motivi che richiamano il mondo del ghiaccio, della neve e delle nuvole mentre sul retro della medaglia è indicato l’evento.

Medaglia di Beijing 2022

Sponsor

Essere sponsor per un’Olimpiade è un enorme privilegio ma è anche un grande onere. Si stima che il costo per ogni corporate sponsor sia di circa 100 milioni dollari all’anno ma è da tenere in considerazione che il contratto che firma dura molteplici anni. Ne è l’esempio Alibaba: il Main Sponsor di queste Olimpiadi pare che abbia firmato un contratto della durata di 12 anni per un totale di 886 milioni di dollari, assicurandosi il posto per le prossime 6 edizioni.

Tra i partner principali di questa edizione troviamo: Airbnb, Alibaba Group, Allianz, Atos, Bridgestone, Intel, Omega, Panasonic, P&G, Samsung, Toyota e Visa.

Pubblicità, questa sconosciuta

Tanti gli sponsor, pochissime le pubblicità attivate.
É strano notare come tra tutti i grandi nomi che abbiamo appena citato siano veramente poche le aziende che si sono attivate prima dell’inizio dei giochi con attività di marketing.
Perfino P&G, storicamente famoso per i video che hanno come focus principale il rapporto madre e figlia/o (qui il primo video, realizzato per Londra 2012), non ha ancora lanciato nulla in promozione per queste Olimpiadi.

Toyota ha perfino deciso di ritirare le pubblicità programmate in Giappone per il periodo preolimpico a causa dei grandi dubbi sollevati sulla sicurezza sanitaria dell’evento.

Omega invece, uno dei pochi Official Partner che si è espresso in merito al suo silenzio stampa, ha chiarito tramite un suo portavoce: “Noi desideriamo rimarcare il fatto che Omega non è uno sponsor di Beijing 2022”, aggiungendo di essere “il timekeeper ufficiale e il data handler delle Olimpiadi”.

Staremo a vedere come evolverà la situazione nei prossimi giorni.

Una torcia sostenibile

Il design scelto per la torcia olimpica richiama molto quello già ideato per le scorse Olimpiadi di Pechino nel 2008 ma con delle aggiunte e dei richiami alla cultura cinese molto importanti.

La richiesta imprescindibile da parte del Comitato Organizzatore è che fosse a “zero emissioni” e che quindi potesse essere alimentata ad idrogeno per rimanere in linea con i valori e le regole di sostenibilità. Inoltre, doveva essere molto leggera per poter essere trasportata con facilità dai tedofori e resistere a tutte le condizioni meteo (dai -40 C° fino ad una possibile tempesta di pioggia).

I messaggi racchiusi in questa torcia sono diversi e qui trovate l’intera spiegazione. Forse la cosa più interessante di questo design è che, nel momento del passaggio da una torcia all’altra, la configurazione richiama quella di un abbraccio, proprio a significare la volontà di Pechino 2022 di promuovere il rispetto tra le diverse culture e la mutua comprensione.

Simbologia della torcia olimpica

Mascotte

La mascotte scelta per questa edizione si chiama Bing Dwen Dwen dove “Bing” in mandarino, tra i tanti significati, ha anche quello di ghiaccio mentre invece “Dwen” significa forte, attivo.

Bing Dwen Dwen è stata una tra le 5.800 proposte che sono arrivate al Comitato Organizzatore, che aveva indetto per l’occasione una competizione globale. La scelta di utilizzare un panda come mascotte non stupisce perché, oltre ad essere già stata utilizzata nel 2008, è l’animale nazionale della Cina.

Nella visione di Cao Xue, il suo ideatore, Bing è rivestito da un guscio di ghiaccio, simile ad una tuta da astronauta, che lo aiuta a praticare i vari sport presenti all’Olimpiade e che rappresenta anche le grandi possibilità che la tecnologia ci offrirà nel futuro.

Mascotte di Beijing 2022

Distanziamento sociale? No problem

Se organizzare una cena di compleanno è diventato difficile durante la pandemia, provate a pensare ad un evento della portata di un’Olimpiade.
Una delle soluzioni che sono state implementate e testate nei giorni scorsi, quando i primi giornalisti sono arrivati al villaggio olimpico, è stato questo servizio di distribuzione dei pasti, molto “preciso” e diverso dal solito.

Boycott Beijing 2022

Sono da segnalare anche i numerosi movimenti di boicottaggio delle Olimpiadi.
Su YouTube è facile imbattersi in video che protestano contro il governo cinese per aver voluto organizzare queste Olimpiadi quando il paese è colpito da diverse difficoltà e grandi diseguaglianze.
Oltre a questo è in corso un boicottaggio diplomatico da parte della Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Australia e Canada. Questi stati, infatti, non manderanno i loro diplomatici a presenziare alle Olimpiadi in quanto si dichiarano apertamente contro le presunte violazioni dei diritti umani contro la minoranza Uyghur e, in generale, contro la politica cinese nei confronti del Tibet e Hong Kong.

Dalla Giamaica con furore

Ventiquattro anni dopo la prima storica partecipazione ai Giochi Olimpici, la nazionale Giamaicana si presenta a Pechino con una squadra di atleti quasi al completo. Tutto iniziò nell’edizione delle Olimpiadi invernali di Calgary del 1988, dove la prima squadra di bob giamaicana prese parte alle competizioni. Tra gli atleti che parteciperanno alla manifestazione, uno tra tutti spicca per determinazione: si tratta di Benjamin Alexander, finanziere e dj convertito in sciatore a partire dal 2015, anno in cui ha iniziato a sciare e che gareggerà nelle discipline alpinistiche.

Sarà, inoltre, anche la prima volta delle nazionali degli Emirati Arabi e di Haiti.

Non possiamo che augurargli un grande in bocca al lupo!

Architettura di gara

Seguendo il Piano di Sostenibilità stilato dal Comitato Olimpico, molte delle strutture create per la scorsa Olimpiade di Pechino 2008 sono state riutilizzate e riconvertite per ospitare tutte le discipline dell’edizione invernale.

Per gli amanti dell’architettura ecco una slideshow con tutte le strutture più belle.

National Sliding Centre

National Sliding Centre

Big Air Shougang is lit up at Shougang Park

Big Air Shougang

National Speed Skating Oval per Speed Skating

National Speed Skating Oval per Speed Skating

Stadio Nazionale di Pechino, Bird’s Nest

Stadio Nazionale di Pechino, Bird’s Nest

Vi lasciamo anche il link per ricordarvi quanto siano state belle (e soprattutto vincenti!) le ultime Olimpiadi di Tokyo e sperare in altrettante vittorie per questa edizione.

Che i giochi abbiano inizio!

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