Clubhouse: perché le aziende dovrebbero “metterci la voce”

clubhouse per le aziende

In un contesto in cui risulta sempre più difficile trovarsi a discutere dal vivo, è emersa la necessità di fare rete e di confrontarsi su temi di attualità in modo spontaneo e consapevole, portando a uno sviluppo ulteriore di piattaforme online già esistenti, o alla nascita di nuove.

“1, 2, 3… Prova!” Così è nato Clubhouse

E così, ad aprile 2020, è nato Clubhouse: un social che conta già un numero molto alto di iscritti (+ 6 mln) e che secondo le ultime stime varrebbe circa un miliardo di dollari.

La crescita vertiginosa è da implicare all’architettura stessa della piattaforma social e all’espediente dell’accesso su invito, che contribuisce a creare un alone di esclusività attorno a questa applicazione che, almeno per il momento, è riservata ai soli utenti iOS.

Clubhouse cavalca un trend in crescita, quello del sound design e della voice strategy, ma lo fa in modo innovativo: competenza e spontaneità sono le parole chiave di un’app che deve tutto alla componente vocale e ai contenuti proposti in diretta dagli utenti. 

Su Clubhouse l’autenticità passa per la voce

In questo ultimo anno si è percepito molto il bisogno di un confronto positivo, al di là dell’estetica forzata degli altri social, e questa applicazione ben si combina con unautenticità e spontaneità sempre più richieste.

Su Clubhouse non si concorre per i like, bensì per assicurarsi la continuità di una relazione costruttiva tra utenti. Ciò che conta in questa piattaforma è la comunicazione vocale e il ritorno a un’oralità che contribuisce a creare un senso di empatia; elemento che spesso manca nei “classici” post.

A ben vedere, i benefici sono molteplici anche in termini di partecipazione e coinvolgimento di chi ascolta nelle room virtuali.

In un momento in cui ormai siamo abituati a doverci rendere presentabili ogni giorno per le svariate call, un’app basata esclusivamente sull’immergersi nel fascino della voce di chi parla sembra rivoluzionaria. E lo può essere davvero, anche e soprattutto per quelle aziende che vorranno sperimentare.

ascolto digitale

Strategie e opportunità di business

Clubhouse per le aziende

Le possibilità di Clubhouse per le aziende sono svariate: si va dal racconto della storia del brand, alla realizzazione di piccoli focus group improvvisati, passando per uno scambio di idee e feedback direttamente con i clienti o con altri professionisti del settore.

Clubhouse per gli imprenditori

Appare evidente che Clubhouse può essere molto utile a imprenditori e professionisti come strumento per la creazione di quel networking che, a distanza, sta diventando complesso da realizzare. Da considerare come ottima alternativa a LinkedIn.

Clubhouse per l’employer branding

I dipendenti delle aziende, in queste “stanze virtuali”, diventano loro stessi degli ambassador.

Offrendo contenuti di valore è molto probabile che, al termine degli speech, i brand possano ottenere nuovi seguaci, ma soprattutto contatti validi e lead commerciali.

Le aziende su Clubhouse: esempi e riflessioni

Ça va sans dire che la strategia intrapresa su questo social deve riuscire a integrarsi in modo coerente con una più ampia strategia aziendale globale. La sfida è quella di sapersi differenziare tra le numerose alternative, proponendo contenuti spontanei, ma non per questo improvvisati.

Il palinsesto spazia inoltre su temi vastissimi, assicurando la presenza a personalità e argomenti molto diversi tra loro. Le aziende possono così esplorare anche nuovi target e forme di comunicazione, alla ricerca del tono di voce (letteralmente!) più appropriato.

Alcuni brand che si sono mossi molto bene in questo senso sono stati – tra gli altri – Barilla, Burger King, Peroni e Ikea.

Come? Hanno realizzato stanze virtuali ad hoc, mettendosi in ascolto di suggerimenti e idee proposte direttamente dai consumatori.

Alcune aziende hanno anche sfruttato i content creator per approfondimenti dedicati, ma sono soprattutto i micro-influencer quelli più ricercati nelle stanze virtuali per le strategie aziendali.

Ultime tendenze su Clubhouse

Le persone sembrano preferire ora comunità più intime e ristrette, come se le grandi community delle altre piattaforme social fossero percepite come troppo dispersive.

Non è un caso che, attualmente, il numero massimo di partecipanti a una “room” su Clubhouse è di 5000 persone. Un limite che, con l’approdo di Elon Musk e Mark Zuckerberg sulla piattaforma, ha creato alcuni problemi a livello di traffico.

voice strategy

Clubhouse nel lungo periodo

È evidente che Clubhouse sia esploso in un momento in cui – più che mai – sentiamo la mancanza di uno scambio umano oltre gli schermi. Però sono molte le perplessità riguardo il futuro della piattaforma social in un’ottica di lungo periodo.

Se è indiscutibile il fatto che le nuove piattaforme vengano sempre, almeno inizialmente, viste con un misto di curiosità e sospetto, allo stesso tempo le aziende – piccole o grandi che siano – devono essere in grado di adattarsi a questi cambiamenti.

clubhouse google trend this marketers life
Dati Google Trends

Non abbiamo la sfera di cristallo e non possiamo dire con certezza se la “febbre da Clubhouse” durerà, e per quanto tempo. Il momento della verità lo potremo osservare quando la piattaforma sarà aperta anche agli utenti Android; anche se la sensazione è che non riuscirà mai a raggiungere un bacino grande come quello di Facebook, ad esempio.

Ma l’invito che ti facciamo è quello a cavalcare un’evoluzione del tuo linguaggio che sappia intercettare le svariate opportunità, per poter intrattenere, interessare e ispirare il tuo pubblico.

Articolo di Rebecca Boazzo

 

Se ti abbiamo incuriosito con qualche tips sul social “voice-only” del momento, ti aspettiamo giovedì 8 aprile 2021 per il nuovo evento online targato MARKETERs Club Torino, MReaction21: STREAM IT – Log in to watch. Avremo l’opportunità di dialogare con svariati esperti che ci parleranno dei segreti delle piattaforme social che ci intrattengono tutti i giorni!

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