Gli algoritmi social influenzano il tuo modo di pensare?

Sui social media sono attivi ogni giorno più di 3 miliardi di utenti e ogni minuto vengono pubblicati migliaia e migliaia di post, video, foto, commenti.

In mezzo a questa abbondanza di contenuti, chi o cosa decide cosa vediamo e cosa no? Gli algoritmi.

Cosa sono gli algoritmi

Gli algoritmi sono procedimenti sistematici di calcolo che analizzano i dati.

Nei social media, in particolare, hanno lo scopo di filtrare le numerosissime informazioni che popolano la rete e creare ecosistemi su misura per ciascun utente.

Come? Mostrando solo i contenuti – sia organici che a pagamento – più affini agli interessi del singolo.

Lo scopo è quello di creare esperienze positive, che spingano le persone a restare sulla piattaforma per il maggior tempo possibile.

Come funzionano gli algoritmi social

Capire il funzionamento degli algoritmi è fondamentale sia per i professionisti, che utilizzano i social come strumento di lavoro, sia per i privati che vogliono avere più controllo su quello che accade all’interno della piattaforma.

Ovviamente solo il programmatore dell’algoritmo ha la piena comprensione dello stesso ma, anche senza conoscere il codice, è possibile capire la maggior parte delle dinamiche social con la mera osservazione.

algoritmo social instagram

Per darti una panoramica veloce e abbastanza semplicistica, la selezione dei contenuti – il cosiddetto feed – che l’algoritmo mostra a ogni utente si basa sull’engagement, ovvero sulle interazioni all’interno della piattaforma, ma non solo.

Le interazioni possono avvenire attraverso like, commenti, visualizzazioni o condivisioni.

L’algoritmo associa poi un valore alle varie interazioni compiute dal singolo utente e, come risultato finale, quest’ultimo vedrà un feed personalizzato, completamente diverso da qualsiasi altro utente della piattaforma.

Sulla base di quanto appena detto, ecco spiegato perché quando metti “mi piace” alle foto dei gattini ti ritrovi la home invasa da quei simpatici amici a quattro zampe.

via GIPHY

Ogni social ha il proprio algoritmo

La selezione dei contenuti non avviene allo stesso modo in tutti i social network.

Ogni social utilizza il proprio algoritmo per funzionare e creare l’ecosistema di contenuti da mostrarti. L’algoritmo di Instagram è diverso dall’algoritmo di Facebook, che è diverso da quello di YouTube, e così via.

Analizziamo per esempio l’algoritmo di Facebook, confrontandolo con quello di Youtube. Notiamo subito una sostanziale differenza lato utente: il valore attribuito a certe azioni non è uguale.

L’algoritmo Facebook si basa sull’interazione di tre variabili:

  • il tempo trascorso dal momento in cui creiamo un contenuto a quello in cui riceviamo le prime interazioni
  • il livello di relazione che intercorre tra il creatore del post e chi ci ha interagito
  • la quantità di interazioni (like, commenti, condivisioni)

Youtube invece fa dipendere l’algoritmo da altre variabili, come qualità dei video e dati demografici, che meglio inquadrano gli interessi degli utenti.

Dobbiamo demonizzare gli algoritmi?

Gli algoritmi sono indispensabili per rende i social un luogo “tuo”.

Immagina di scorrere fra milioni di contenuti che ti vengono mostrati senza una logica; oltre al senso di spaesamento, perderesti interesse e in poco tempo cambieresti piattaforma.

Dall’altro lato della medaglia, però, il continuo filtraggio delle informazioni può essere un problema.

Dopo anni di utilizzo, i social ti potrebbero mostrare solo quello che ha a che fare con le tue idee e i tuoi interessi più stretti, con il rischio che ti venga oscurato tutto il resto.

Lo stesso discorso vale per le informazioni, anche quando queste non sono del tutto veritiere – fake news.

In questo modo, portando il caso all’estremo, vengono a mancare due elementi fondamentali per l’esistenza sui social: il confronto e la varietà di contenuti.

È stato coniato un nome per questo fenomeno: echo chamber o, volgarmente, bolla social.

algoritmo bolla social network

Attenzione ai “luoghi chiusi”

Siamo abituati a pensare ai social media come un luogo capace di farci comunicare e relazionare chiunque; milioni di persone provenienti da luoghi diversi e che professano le più svariate idee.

I social network sono nati per questo.

Come abbiamo appena visto, però, non è sempre così.

Se non si fa attenzione, i social possono diventare luoghi chiusi, omogenei. E l’errore di pensare di avere una visione aperta del mondo è davvero dietro l’angolo.

Articolo di Adele Conte

 

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