Make It Tasty: rendere visibile l’invisibile

Torino, una cena e quattro chiacchiere per approfondire il tema dello spreco alimentare: ecco il Make It Tasty,  il nuovo format di eventi dedicato agli under 30 e alla sostenibilità.In un mondo in cui i mercati chiedono di incrementare la produzione di cibo del 70% per nutrire una popolazione destinata a crescere sempre di più, un terzo dei prodotti vengono sprecati lungo la filiera agroalimentare.Ogni anno, infatti, sprechiamo 2,2 milioni di tonnellate di cibo, per un costo complessivo di 8,5 miliardi di euro, cioè lo 0,6% del PIL.

Da questi dati sconcertanti nasce l’idea di Marco Ruffini, in collaborazione con Slow Food: ingaggiare un rinomato chef e proporre una cena preparata interamente con scarti dell’industria alimentare, con l’obiettivo di creare un network di giovani consapevoli e favorire la nascita di soluzioni innovative per ridurre tali sprechi.

Abbiamo intervistato Marco per addentrarci dietro le quinte di questo evento.

 

Come è nata l’idea di creare Make It Tasty?

Lo spreco alimentare è forse la questione più importante che c’è adesso nel mondo cibo, Infatti, se dobbiamo sfamare 10 miliardi di persone  entro il 2050, che senso ha sprecare un terzo della produzione mondiale lungo la filiera produttiva?

Tutti noi andiamo al ristorante, ma non ci chiediamo mai che cosa ci sia dietro al cibo, che in realtà è tante cose, tra cui cultura, politica ed economia. Make It Tasty nasce con l’obiettivo di proporre una cena non convenzionale in cui, oltre a mangiare dei buoni piatti, si impari anche qualcosa su ciò che si trova sulla tavola.

In che modo avete insegnato ai vostri ospiti?

L’idea non è solo quella di creare una cena, ma anche un momento di learning hub, in cui gli ospiti possano imparare incontrando direttamente realtà attente al tema, come Slow Food, l’azienda agricola Radici di Moncalieri, un’esperta del Politecnico eccetera, capaci di spiegare delle nozioni in modo diretto, facile e divertente.

Dopo il learning hub, è entrato in scena lo chef, il cui compito non è più limitato alla sola preparazione dei piatti, ma assume un ruolo di primaria importanza perché deve educare i commensali riguardo ai prodotti utilizzati.  Inoltre alcuni esperti, mentre servivano le pietanze, descrivevano come i diversi ingredienti potessero essere ancora sfruttati e illustravano i consumi necessari alla produzione delle materie prime come acqua, CO2, fertilizzanti e altro.

Qual è l’obiettivo di Make It Tasty?

Il primo obiettivo naturalmente è sensibilizzare allo spreco alimentare attraverso una serata piacevole, in cui scoprire come contribuire alla riduzione degli sprechi grazie a una cena realizzata totalmente con scarti alimentari.

L’altro, forse Il più importante, è di creare un network di under 30 consapevoli, che possano apportare idee e consigli per combattere lo spreco.

Quali realtà sono state coinvolte?

Innanzitutto Slow Food Piemonte, che ha gestito la parte commerciale e parte della campagna di comunicazione.

Title sponsor dell’evento è Reale Mutua, che ha deciso di finanziare il progetto inserendolo nella propria strategia di Corporate Social Responsibility.

Per quanto riguarda la parte food, abbiamo collaborato con la Guida dei Cento, che ha selezionato lo chef, Remo Girardi di Luogo Divino, tra i migliori 50 ristoranti Torino e dintorni.

Exki, catena di ristoranti biologici che sposano la filosofia del fast food a quella della cucina vegetariana e naturale ha sostenuto il progetto e ha offerto a tutti gli ospiti i propri biscotti biologici.

Come avete creato la cena? Organizzato l’evento?

Abbiamo recuperato cibo ancora integro, ma catalogato come scarto alimentare, e abbiamo realizzato una cena di quattro portate, che costa un terzo rispetto alla stessa cena in un ristorante tradizionale. Vogliamo trasmettere un messaggio chiaro: recuperare gli scarti non è solo un obbligo morale, ma conviene.

Il menù era principalmente vegetariano, anche in questo caso nell’ottica di riduzione delle emissioni di CO2. Infatti l’allevamento animale è responsabile del 16% della produzione di gas serra a livello globale, più dello spreco alimentare che è dell’8%. Il messaggio implicito è sì di ridurre le quantità di carne consumata, ma anche di aumentarne la qualità.

Da dove provengono le materie prime che avete utilizzato per la cena?

Nella filiera produttiva il 45 % della frutta e della verdura viene scartato, quindi abbiamo deciso di provare a intercettare questi scarti contattando un’azienda agricola di Pinerolo che si occupa della selezione di prodotti ortofrutticoli.

Abbiamo preso qui tutto il necessario, perché tantissimi prodotti vengono scartati per motivi estetici o per le dimensioni non adeguate.

I latticini, invece, sono stati acquistati a metà prezzo da un piccolo commerciante torinese, grazie all’app LastMinuteSottoCasa. Il riso è stato recuperato al Salone del Gusto da un imprenditore vercellese e sarebbe stato buttato per delle imperfezioni nella sigillatura del sottovuoto.

L’idea è di rivedere un po’ tutto il sistema per individuare lo spreco trovare soluzioni per ridurlo oltre a quelle già implementate, come mense e donazioni ai più bisognosi.

Cosa vedi nel futuro di Make It Tasty?

Il format prevede un percorso di 3 eventi, il primo a Ottobre, il secondo a Dicembre e l’ultimo a Marzo. Gli eventi presenteranno lo stesso format, a cambiare saranno la location, lo chef e il menù.”

Sogno nel cassetto di Marco, però, sembra essere quello di portare l’evento nelle principali città italiane, per creare una grande community di giovani appassionati capaci di trovare soluzioni innovative per ridurre lo spreco, partendo in primis dalle proprie abitudini.

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