Marketing Business Summit 2018

Marketing Business Summit 2018

Cosa vuol dire fare marketing? Le prime cose che ci vengono in mente sono campagne pubblicitarie, guerrilla marketing, sponsorizzazioni e gadget, ma tutto questo non è che la punta dell’iceberg.
Il 29 e 30 novembre siamo stati alla terza edizione del Marketing Business Summit presso l’hotel Michelangelo di Milano. Durante queste due giornate ci siamo trovati in mezzo a più di 500 persone e quasi 30 speaker, quindi raccontare tutto richiederebbe un libro intero, ma cercheremo di fare il nostro meglio per dirvi tutto quello che c’è da sapere.

Nella prima giornata dell’evento abbiamo iniziato con diversi speech tutti legati al marketing.
Ogni speaker aveva trenta minuti a sua disposizione, ma sono stati più che sufficienti per accendere il nostro interesse.

GLI SPEAKER DELLA PRIMA GIORNATA

Abbiamo iniziato con Ryan Hamanda che ci ha parlato dell’Affiliate Marketing per poi continuare con Claudio Belotti e Taz Thornthon, due coach che ci hanno parlato della loro esperienza personale e dell’importanza del loro ruolo, che è quello di essere sempre pronti a confrontarsi con il manager per spronarlo a migliorare e aiutarlo a superare momenti di stallo nella sua carriera.

Sam Charles ci ha poi spiegato come funziona la vita del blogger: da dove arriva la sua notorietà e il suo guadagno e soprattutto cosa si cela dietro alle sponsorizzazioni che legano i blogger ai più grandi marchi del mondo.
Abbiamo anche sentito il discorso di Mariacristina Gribaudi, che ci ha raccontato la storia della sua azienda familiare: nata nel 1820, è attualmente la più antica industria italiana. Ci ha anche parlato dell’importanza delle donne nelle imprese e della necessità di arrivare all’uguaglianza dei diritti.

Come dimenticare poi Craig Campbell, che ci ha raccontato cosa vuol dire essere SEO e Sonia Peronaci che ci ha fatto venire l’acquolina in bocca con i suoi discorsi: è infatti la creatrice di Giallozafferano, il noto blog di cucina che di sicuro ha salvato molti di noi da qualche cena disastrosa. L’evento è poi giunto al termine con lo speech di Filippo Margary sulla rivoluzione tecnologica dell’Internet of Thing (IOT).

GLI INTERVENTI PIÙ INTERESSANTI DELLA PRIMA GIORNATA

Ed è proprio Ryan Hamanda ad aprire la nostra esperienza al MBS con il suo talk sull’Affiliate marketing.
Non avete idea di cosa sia? Significa affidarsi ad un sito web, come ad esempio Booking o Amazon, in modo da ottenere visibilità.

L’imprenditore paga una quota mensile al sito, il quale in cambio gli fornirà una serie di dati al fine di creare una rete di potenziali clienti. Il concetto può sembrare semplice, ma in realtà è piuttosto complesso da attuare e sfruttare e ha rapito la nostra attenzione dal primo all’ultimo secondo.

Accanto a tematiche di carattere più pratico gli speaker hanno trattato anche argomenti riconducibili alla quotidianità: Stephen Thomas infatti ha spiegato l’importanza di creare una solida base di network sia dal punto di vista lavorativo, sia da quello umano. Le relazioni umane che instauriamo non hanno immediata valenza quantitativa, ma sono fondamentali per le possibilità che potrebbero presentarsi. Per questo ci ha spronati a non aver paura di relazionarci con relatori o sconosciuti e a metterci continuamente in gioco: “non vale più la regola del non parlare con gli sconosciuti”.

In mezzo a questo turbinio di speech, a un certo punto abbiamo visto comparire la scritta “Giallozafferano” sullo schermo. Potete solo immaginare l’effetto sorpresa che ha avuto su tutti noi che ci trovavamo ad un evento incentrato sul marketing. Ma appena è salita Sonia Peronaci sul palco il perché è stato chiaro.
Ci ha infatti raccontato di come la sua passione per la cucina sia diventata un lavoro che l’ha portata a doversi rapportare anche con il mondo del marketing, che in questo caso però è stato tra le motivazioni per cui poi ha deciso di abbandonare la sua creazione, ma non disperate! Per fortuna nostra e dei nostri invitati a cena, Sonia sta già progettando di aprire un nuovo blog dedicato alla cucina, dove poter dedicarsi interamente ad essa, con meno pubblicità.
Nel frattempo Sonia ci ha anche rivelato la sua ricetta per il successo sui social: mezzo bicchiere di costanza, un etto di qualità, otto cucchiai di attenzione all’utente e una bustina di trasparenza.

Marketing Business Summit

Anche se parlare di cucina tiene alta l’attenzione del pubblico, lo speech che ha riscosso maggiore successo è stato quello tenuto da Craig Campbell, il quale ci ha parlato di SEO, ovvero quella serie di tecniche che permettono all’imprenditore di far scalare la posizione del link del suo sito nella pagina di ricerca di Google.
Un altro concetto molto semplice da spiegare, ma complesso da applicare, infatti ci sono voluti ben due speech per farci capire il suo funzionamento. Il metodo più immediato consiste nell’affidarsi a collaborazioni con siti appositi che si occupano di inviare il sito a determinati utenti selezionati. Il costo? “Solo”10.000$ se si opta per le prestazioni base, infatti lo stesso Craig ha ammesso che questa pratica non è particolarmente fruttuosa e spesso il rapporto risultato-prezzo è veramente minimo.
La problematica del SEO è che non esiste un modo efficace e veloce per far scalare al nostro link il range di Google: per raggiungere risultati apprezzabili bisogna lavorare per anni con mezzi multimediali e non, partendo anche dal comunissimo passaparola.

Uno degli speech che maggiormente ci ha colpiti è stato quello di Filippo Margary sull’Internet of Things. L’IOT è l’estensione di Internet al mondo degli oggetti: dall’altoparlante integrato ad Alexa fino all’automobile Tesla di Elon Musk.
Ma perché arrivare a parlare delle nuove frontiere tecnologiche che semplificheranno la nostra vita a una conferenza sul marketing? Perché “il futuro del marketing sono i Big Data”. Ciò che accomuna tutti questi oggetti, infatti, è la loro capacità di analizzare costantemente e sistematicamente quello che facciamo e raccogliere informazioni tradotte in un’enorme mole di dati.
Stimando che in 10 anni la quasi totalità della popolazione avrà uno di questi oggetti, le aziende stanno investendo enormi capitali nell’analisi dei Big Data, in quanto permetterà loro di organizzare campagne mirate al singolo e pertanto di estrema efficacia.
Ciò che ci porterà a circondarci da questi oggetti, superando la paura di essere costantemente “analizzati”, sarà la comodità che forniranno: basti pensare alla macchina in grado di guidarsi da sola che viene già considerata l’IOT di maggior successo.

GLI INTERVENTI DELLA SECONDA GIORNATA

Anche durante la seconda giornata i temi sono stati molto elettrizzanti e hanno sconfitto la stanchezza che avevamo in corpo.
Tra gli interventi più interessanti ricordiamo quello di Sam Rathling che ci ha parlato di come, a suo parere, LinkedIn sia la piattaforma più performante di qualunque altra per creare Business.
Per rendere meglio l’idea ha fornito una semplice formula Visibilità + Credibilità = Opportunità.
Chi vuole creare business deve muoversi come un ragno all’interno di una tela, cioè deve attrarre i clienti puntando su contenuti che creino fiducia. Se si vogliono raddoppiare i risultati su LinkedIn si deve raddoppiare il numero di link.

Come ormai sappiamo bene, quando si parla di web e di marketing entra sempre in gioco la questione riguardante la privacy dei dati personali e allora, con quali modalità e in che misura è consentito servirsi di questi strumenti?
Su questo tema molto delicato è intervenuta Federica De Stefani, avvocato che ha introdotto la nuova legge GDPR e che ha trattato degli aspetti legali del Business Online, soffermandosi in particolare sui Cookie e sul modo in cui sono stati adattati con l’introduzione della nuova normativa sulla privacy.
I Cookie sono utilizzati dalle aziende per riconoscere, identificare e classificare l’utente in modo da poter creare annunci personalizzati su ogni sito visitato. Tuttavia, con il nuovo regolamento, è richiesto uno specifico e inequivocabile consenso e l’unico modo per ottenerlo sarà quello di accettare, o negare, una specifica impostazione tecnica tra le opzioni del browser: è l’utente ad avere potere decisionale in merito.

Cosa direste se vi dicessimo che il 70% delle decisioni di acquisto sono fatte online prima che un cliente venga in alcun modo contattato?” Attorno a questa domanda è gravitato l’interessantissimo intervento sul Content Marketing di Chris Marr, fondatore di Content Marketing Academy che ci ha spiegatto cosa influenza le decisioni d’acquisto dei consumatori.

Noi viviamo nell’era della super informazione: raccogliamo informazioni per confrontare le varie opportunità e per accaparrarci l’offerta migliore. Non ci fidiamo del venditore, allora affidiamo a Google il compito di fornirci tutte le informazioni che stiamo cercando. Per creare fiducia nei clienti diventa quindi necessario fornire loro tutte le informazioni che cercano prima che loro stessi le chiedano. “Le aziende migliori sono quelle che conoscono meglio i loro clienti e che sono in grado di connettersi meglio con loro”. Secondo Marr, è la specificità ad essere la chiave di successo del Content Marketing. Per avere successo devi diventare la Wikipedia del tuo business.

In conclusione possiamo dire che il Marketing Business Summit è stato molto importante non solo per i concetti tecnici e pratici, ma per realizzare quanto il mondo del marketing sia in costante evoluzione. Molti di noi passano le notti a preparare esami, studiando spesso da libri del secolo passato, quando davanti a noi si apre un orizzonte di Big Data, SEO e Internet Of Things.

Eventi come questo ci fanno realizzare che non dobbiamo mai smettere di ampliare la nostra rete di conoscenze e di relazioni, e continuare a metterci in gioco per migliorare costantemente il nostro futuro lavorativo consapevoli di avere una marcia in più. Non dobbiamo aver paura di stravolgere la nostra vita e di affrontare nuove sfide, siamo MARKETERs dopotutto: chi ci può fermare?

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