Perché lo streaming ci ha salvato dalla quarantena

scelta personalizzata dei canali streaming in quarantena

Riesci a immaginare una quarantena senza canali streaming? Nell’articolo scopriamo quali sono i più amati e quale tipo di pubblico attraggono.

In quarantena ci siamo aggrappati allo streaming

Vuoi imparare come si cucina il Banana Bread? Vuoi partecipare a un concerto online? Oppure semplicemente vuoi seguire video-lezioni da casa? I canali streaming possono rispondere a tutte queste esigenze.

Il periodo di forte incertezza che stiamo vivendo da oltre un anno ha rivoluzionato la nostra quotidianità, influendo profondamente sul comportamento e sulle modalità di fruizione dei video online da parte delle persone.

Stando ai dati di Strategy Analytics, il terzo trimestre del 2020 si è chiuso con 769,8 milioni di abbonati a servizi streaming su scala mondiale, il 28,3% in più rispetto ai 552,1 milioni di un anno fa.

Il motivo? La ventata di positività che infondono i video di TikTok, la soddisfazione di affondare nel divano la sera e guardare una serie TV fino alle quattro di notte…ma potremmo continuare all’infinito.

Netflix: abbonamenti da record nello streaming

Nel 2020 il colosso mondiale dello streaming online ha raggiunto vette da record, con incrementi repentini durante i periodi di quarantena.

Le cifre parlano di circa 200 milioni di persone che oggi posseggono un abbonamento Netflix, nonostante la forte concorrenza delle altre piattaforme d’intrattenimento come Disney+, Prime Video o NowTV.

Il merito è sicuramente dovuto alla vasta offerta del catalogo che, in Italia, conta più di 2700 contenuti, tra cui serie tv, film, documentari e contenuti per bambini.

Proprio per questo Netflix è una piattaforma adatta a tutti.

Anche se una recente ricerca della Link Campus University (Roma) ha evidenziato dei dati che forse ti sorprenderà: la maggior parte degli abbonati a Netflix ha meno di 40 anni, prevalentemente donne. Te lo aspettavi?

La popolarità che ha tra i giovani è legata soprattutto al senso di appartenenza a una community alla quale ogni abbonato a Netflix sente di far parte.

Ed è grazie a questa rete di appassionati che a volte si è persino riusciti a cambiare il destino di una serie TV: ad esempio, nel 2017 era stata annunciata la cancellazione dello show Sense8, ma le molteplici petizioni firmate dai fan hanno convinto i produttori a concludere la serie con un episodio speciale di due ore e mezza.

YouTube e i primi streamers

Lanciato originariamente nel 2005, Youtube è diventato il secondo sito più visitato al mondo (dopo Google), tant’è che oggi vengono caricate circa 500 ore di video ogni minuto.

Per farti capire meglio, ci vorrebbero 82 anni per guardare la quantità di video caricati su YouTube in una sola ora.

vasta gamma di contenuti streaming quarantena youtube

Agli albori, i founder avevano pensato a una piattaforma su cui le persone fossero libere di condividere i propri video più creativi, senza destinare i contenuti a un target specifico.

Oggi invece, se si da un’occhiata alle ultime statistiche, si scopre che il 62% degli utenti di YouTube è di sesso maschile, e che il 91% ha un’età compresa tra i 13 e i 17 anni.

Se pensiamo che la categoria più visualizzata della piattaforma è quella dei contenuti musicali, e che 8 giovani su 10 ascoltano musica esclusivamente in streaming (il 47% su Spotify e simili, il 34% su YouTube), ecco spiegato il perché di questo trend.

Per gli utenti più adulti, invece, l’obbligo di rimanere tra le mura domestiche è stata una spinta a mettere in campo le loro doti culinarie.

Tra i principali trend di YouTube del 2020 si è registrato un aumento del 45% nelle visualizzazioni di ricette e tutorial di cucina, non senza l’ispirazione proveniente da qualche influencer.

Armato di hashtag #iorestoacasa, lo chef Bruno Barbieri ha proposto sul suo canale una serie di ricette alla portata di tutti, che dessero un nuovo sapore alla cucina casalinga.

C’era una volta Musical.ly

Con 800 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, TikTok (ex Musical.ly) è l’app più scaricata su Apple Store. La piattaforma di social video sta letteralmente spopolando tra la Gen Z, mentre appare meno appetibile agli occhi di Millennial e Boomer, che la trovano più complessa rispetto alle dinamiche di Instagram e Facebook.

A conferma di quanto appena detto, i dati ci mostrano che il 41% degli utenti ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni, e che il 65% di loro sono ragazze.

Questo successo trova le basi in parte nella potenza del linguaggio del video sharing, che è il mezzo di comunicazione preferito dai nativi digitali, e in parte nella necessità di appartenere a una community, così come accade per Netflix.

Non a caso, tra il 30 marzo e il 5 aprile del 2020, la piattaforma ha ideato “A casa con TikTok”, un programma di live streaming che ogni giorno alle 18.00 permetteva agli utenti di interagire con ospiti famosi come Mahmood, Francesca Michielin e Ghali.

Twitch: lo streaming tra videogiochi e inclusività

Molti content creator che un tempo condividevano video su Youtube, oggi hanno scelto di spostarsi su Twitch.

La convenienza sta nel poter interagire in modo più diretto col pubblico e guadagnare più facilmente tramite la monetizzazione delle dirette streaming. Se Youtube divide con lo streamer parte dell’introito derivante dalla pubblicità, con Twitch è possibile guadagnare tramite le donazioni dirette degli utenti.

Lo streaming di Twitch ha attratto quasi 4 milioni di persone che oggi sono utenti attivi della piattaforma: la maggior parte di loro sono maschi Millennial (81,5% degli utenti è uomo, il 71% è un Millennial).

Le videogiocatrici si stanno progressivamente facendo largo in questo settore tradizionalmente dominato dagli uomini, ma non mancano le difficoltà. Infatti, da un recente studio che voleva indagare su quali fossero le parole più ricorrenti nelle chat di Twitch, è emerso che una streamer donna riceve messaggi per lo più sessisti, mentre quelli inviati agli streamer maschi sono più correlati al videogioco.

È evidente che Twitch debba intervenire al più presto per rendere il canale streaming un ambiente più inclusivo per le #girlsgamer, dato che rappresentano il 47% dei giocatori totali in Italia.

ragazzo preferisce il tablet alla TV streaming in quarantena

Broadcasting vs Streaming: cosa ci aspetta in futuro?

Il match sul ring dell’intrattenimento non ha ancora decretato un vincitore.

Quel che è certo, però, è che si sta assistendo a una tendenza crescente ad abbandonare la TV, la cui visione è spesso legata all’abitudine.

Al contrario, la qualità dei contenuti e la creazione di un proprio spazio personalizzato ha reso la fruizione dei canali streaming un fenomeno consolidato persino per le famiglie, anche se sono le preferenze dei giovani a fare davvero la differenza.

Articolo di Federica De Giglio

 

Se ti abbiamo incuriosito con queste tips sui canali streaming più seguiti, ti aspettiamo giovedì 8 aprile 2021 per il nuovo evento online targato MARKETERs Club Torino, MReaction21: STREAM IT – Log in to watch.

Avremo l’opportunità di dialogare con diversi esperti che ci parleranno dei segreti delle piattaforme social che ci intrattengono tutti i giorni!

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