TEDxPadova 2021: “N.You” come nuova versione di noi stessi

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L’ottava edizione di TEDxPadova si è tenuta lo scorso 9 ottobre. 

Undici speakers hanno condiviso idee di valore declinandole nei loro campi di esperienza, ma ogni intervento è stato satellite dello stesso nucleo tematico: il neologismo “N.You”. Ispirato dalla difficoltà di affrontare le sfide della pandemia, N.You è un inno alla rinascita e alla novità già presente dentro di noi, che necessita di essere coltivata per poter emergere.

N.You è un invito a interpretare il mondo in cui siamo immersi in modo diverso, con uno sforzo per coglierne la bellezza e per contribuire alla sua creazione. N.You non è, tuttavia, solo un rinnovamento intimo e privato, ma anche un rivelarsi alla comunità: N.You significa anche donare n volte noi stessi, affinché il futuro sia diverso, nuovo, ma insieme.

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“Is there life on Mars?”

La prima esperta a condividere la propria ricerca è stata Teresa Fornaro, Ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e Participating Scientist NASA Mars 2020. Partendo dalla domanda “Is there life on Mars?”, che richiama alla cultura musicale pop, Teresa Fornaro ha raccontato a che punto sono gli studi su Marte, pianeta affascinante e ancora da scoprire. Inizialmente pare che ci fossero degli ambienti abitabili sul pianeta, simili a quelli terrestri: essi avrebbero potuto ospitare la vita. Successivamente, queste condizioni non si sono mantenute e Marte ha subito una riduzione importante delle proprie temperature, diventando probabilmente inadatto a ospitarla. Ora il pianeta si sta trasformando nuovamente, e la curiosità della comunità scientifica è alle stelle. Se la vita risultasse possibile su Marte, la vita sarebbe dunque un imperativo universale: sarebbe una scoperta straordinaria.

Di salassi e integratori

Il secondo a salire sul palco di TEDxPadova è stato Walter Bertin, Fondatore e Amministratore Delegato di Labomar SpA, con un contributo su natura, alimentazione e benessere. La natura ha da sempre fornito all’umanità i propri frutti per fornirci vitamine, sollievo e nutrimento: nonostante ciò, un italiano su due assume integratori alimentari per rinforzare la propria salute e produttività.

In passato, la farmacia si serviva di metodi naturali che avevano lo scopo di donare sollievo al paziente, come ad esempio il salasso eseguito tramite l’utilizzo di sanguisughe. Oggi questi metodi non sono più preferiti, tuttavia rimane forte la percezione che il corpo in quanto ente non sia sufficiente a se stesso. Se la natura ci dona i propri principi nutritivi sfamandoci, è compito nostro trovare un punto di bilanciamento tra i nostri bisogni e quelli della natura: per questo, dobbiamo insistere nelle serre sostenibili bianche, in cui vi è un taglio del 90% alle emissioni che generalmente l’industria alimentare produce. Utilizzando questo metodo, i trasporti sarebbero inferiori (le colture potrebbero essere installate ovunque), e il risparmio d’acqua e d’energia sarebbe molto impattante.

Ciberneta o lettore?

Virginia Stagni, Business Development Manager e Financial Times Talent Director, è stata la speaker successiva, e ha trasportato il pubblico di oltre 850 persone in un ricordo di quando era bambina, in cui l’auto dei suoi genitori profumava di carta calda e di piombo appena stampato. L’amore per il giornalismo è innato in Virginia Stagni, ma non per questo cieco: Virginia Stagni riconosce, infatti, la necessità di rendere il business model del giornalismo contemporaneo sostenibile.

La grande rivoluzione è stata dettata dal passaggio dalla carta stampata dei suoi ricordi all’informazione digitale, in cui il lettore non è più guidato dai contenuti, ma diventa ciberneta, pilota, di se stesso e si trasporta dove giace il suo interesse. Sono tre i principali indicatori del cambiamento del mondo dell’editoria: il contesto, la distribuzione e la quantità di stimoli. Il contesto è ora caotico, cacofonico, un campo di battaglia in cui informazione e disinformazione cercano di sopraffarsi a vicenda; è cambiato anche il rapporto con il distributore del giornale, in quanto la figura dell’edicolante viene completamente superata nell’era dell’informazione digitale. Inoltre, il lettore è letteralmente bombardato da migliaia di stimoli, rendendo la propria capacità di analisi critica sempre più fragile.

Per questi motivi, è necessario un cambiamento profondo della cultura d’impresa editoriale, per rendere il mondo dell’informazione più trasparente e sostenibile per chiunque. La sostenibilità dell’ambiente nasce dalla politecnica, dalla sinergia di persone con alle spalle un percorso misto, diversificato: possiamo definirlo il centro dell’umanesimo digitale.

I giornalisti non lavorano più nel giornale, ma nelle notizie.

Di epidemiologia e salute pubblica

Il quarto a salire sul palco di TEDxPadova è stato Roberto De Vogli, Professore e Vicedirettore del Centro Diritti Umani dell’Università di Padova. Il suo talk si è focalizzato sulla differenza che intercorre tra epidemiologia e salute pubblica, sottolineando la necessità di prestare uguale attenzione a entrambe. In particolare, Roberto De Vogli ha commentato la pandemia e gli errori che le hanno permesso di espandersi: il primo errore è stato quello di farsi cogliere di sorpresa dal virus, senza riuscire ad anticiparlo. I piani pandemici della maggioranza degli stati di tutto il mondo non erano una priorità governativa, ma lo sono – nostro malgrado – diventati molto in fretta.

Un altro errore fatale è stato l’utilizzo dei mezzi di informazione in modo superficiale: i virologi spesso si sono contraddetti a vicenda, causando un senso di confusione e alimentando teorie negazioniste. Il terzo errore fatale è stato gestire la pandemia esclusivamente come un problema medico: lo è di certo, ma è principalmente una questione di salute pubblica. Un altro errore è stato quello di temporeggiare, con il mito dell’immunità di gregge, misure restrittive che avrebbero potuto inibire i picchi dei contagi. Il laissez-faire si basa su una falsa dicotomia tra salute pubblica ed economia: le due, invece, vanno di pari passo, non si escludono a vicenda.

L’ultimo grande problema nella gestione della pandemia è stato il divario sociale, che ha svelato moltissime iniquità: è provato, infatti, che le persone meno abbienti abbiano maggiori rischi di contagiarsi in modo grave, morendo più delle persone benestanti. Questo si è visto anche in quello che Roberto De Vogli chiama “apartheid vaccinale”: sono state vaccinate massicciamente le nazioni che trainano l’economia, basandosi più o meno consciamente sulla considerazione che la vita di un occidentale valga di più di quella di un abitante di paesi in via di sviluppo. Questo problema è destinato a ripercuotersi anche sugli occidentali: infatti, si stima che il mondo non verrà completamente vaccinato fino al 2024, dando vita a varianti sempre più subdole nel frattempo.

Per evitare di ricadere negli errori compiuti in passato, è vitale continuare a testare la popolazione con tamponi, a tracciare il virus e a isolarlo per poterlo studiare con più cognizione.

“Good questions inform, great questions transform”

Margherita Cesca Nelder Haynes, Architect Director, Curator and Founder of Italianspacewise & Quaderno, ha portato una testimonianza del suo lavoro direttamente da Cambridge, città in cui vive da 15 anni. Il nucleo principale del suo discorso è stata la grande opportunità di assorbire conoscenze preziose ponendo delle domande agli altri. La conoscenza è impossibile da raggiungere tout court, per questo è importante informarsi su ciò in cui si specializzano le persone intorno a noi: quale modo migliore per farlo, se non ponendo loro domande?

Margherita Cesca Nelder Haynes è un’architetta che a cuore la sostenibilità: il 40% delle emissioni totali viene prodotta da infrastrutture e costruzioni. L’architettura è una scienza complessa, che mescola ingegneria, fisica, diritto e moltissime altre materie. Questo scatena in lei grande curiosità verso qualsiasi campo di expertise, e ritiene che per essere creativi/e sia sufficiente porre domande, che possono rivelarsi molto proficue. La sostenibilità dell’opera di Margherita Cesca Nelder Haynes sta nello sfruttare le opportunità che la natura dona con i propri paesaggi, con lo scopo di costruire elementi che si integrino con i dintorni, senza sopraffarli. L’architetta ha concluso con una frase molto potente:

Good questions inform, great questions transform.

Storie di sport e di (ri)vincite

Successivamente, è stato il turno di Giorgio Minisini, campione mondiale di nuoto sincronizzato. Giorgio Minisini ha nutrito fin da bambino un amore molto profondo per il nuoto sincronizzato: da piccolo lo ha potuto coltivare quasi senza accorgersi degli sguardi increduli della gente, mentre con l’adolescenza ha iniziato a essere deriso e stigmatizzato per lo sport che praticava, proprio per quella dimensione importantissima per i giovani in cui si impara il rispetto per l’altro, la disciplina, la costanza.

Giorgio Minisini ha sentito il suo entusiasmo spegnersi sempre più, non poteva partecipare a nessuna competizione in quanto uomo, finché un’allenatrice lo ha spronato ad allenarsi ancora per quale mese: quei mesi sono stati fondamentali, e finalmente gli uomini sono stati ammessi come atleti di nuoto sincronizzato ai mondiali. Così, Giorgio Minisini ha sentito di nuovo il cuore battergli forte per la passione come quando era bambino: con una performance intitolata “L’Urlo”, Giorgio Minisini e la sua collega, Manila Flamini, hanno guadagnato uno storico oro. Una storia di rivalsa, di duro lavoro, e soprattutto di grande passione.

Perché mangiare deve essere vegano

Dopo la pausa, Carlotta Perego, Food Influencer e Founder di Cucina Botanica, ha catturato l’attenzione del pubblico con un discorso molto coinvolgente sul legame tra la nostra alimentazione e il cambiamento climatico: ogni anno, vengono uccisi due trilioni di pesci destinati a finire sulle tavole di miliardi di persone.

L’industria alimentare non è affatto sostenibile, e questo si ripercuote non solo sulla nostra salute, ma soprattutto sull’intero pianeta: il cambiamento climatico è causato principalmente dalle emissioni prodotte dagli allevamenti intensivi, che sono basati sulla sofferenza dell’animale e incentrati esclusivamente sulla massificazione e sul profitto. Questo causa lo scioglimento di ghiacciai, è il motivo alla base della deforestazione e questi fenomeni hanno conseguenze devastanti sull’ecosistema mondiale. Forse possiamo sentirci impotenti di fronte a fenomeni così vasti, ma possiamo fare molto per contrastare questi terribili effetti: mangiare vegetale. Nullificando il consumo di prodotti animali, l’ambiente ci guadagnerebbe sotto moltissimi aspetti: si contrasterebbero le emissioni che superano quelle di tutti i trasporti del mondo, si smetterebbe di deforestare e la maggiore presenza di alberi produrrebbe ossigeno in quantità maggiori, allungando la vita del pianeta in modo significativo.

Come sfuggire agli acquisti compulsivi

L’ottavo speaker che ha condiviso idee di valore con il pubblico di TEDxPadova è stato Lorenzo Dornetti, esperto di neuromarketing e direttore di Neurovendita Lab. Lorenzo Dornetti ha spiegato alla platea qualche strategia per evitare di cadere nella trappola che determinate circostanze, come luci, colori, e altri stimoli, ci impongono di fare: comprare in modo impulsivo.

Il neuromarketing si occupa di studiare la risposta del cervello umano agli stimoli più disparati, utilizzando questi fatti scientifici a proprio vantaggio, spingendo il consumatore verso un determinato acquisto. Lorenzo Dornetti ricorda un aneddoto in cui acquista una costosa bottiglia di vino, e ne percepisce l’esclusività e l’altissima qualità. Poco dopo, si ricorda di uno studio in cui si evidenzia l’importanza del costo, della presentazione, dell’atmosfera creata dal sommelier nella percezione del prodotto che si va ad assaporare: per questo motivo, i sommelier imparano ad analizzare i vini senza servirsi della vista, in modo da non avere percezioni distorte su di essi.

È importante difendersi dalle strategie che puntano all’inconscio prestando attenzione e riflettendo a lungo prima di acquistare un prodotto.

Bioingegneria vs. diabete

Successivamente, Claudio Cobelli, professore emerito di bioingegneria all’Università degli Studi di Padova, ha presentato un importante studio sul diabete da lui ideato: “Forget Diabetes”. Al momento, è in corso di analisi una soluzione che permetterebbe al paziente di dimenticarsi, o quasi, di essere affetto dal diabete: potrebbe essere possibile controllare la malattia ingerendo solamente due pillole al mese, e ricaricando con una cintura la pompa inserita a livello peritoneale nel corpo del paziente.

La scienza e l’intelligenza artificiale si avvicinano sempre più alla semplificazione della vita umana, proponendo soluzioni che potrebbero rivoluzionare la vita del malato.

Il “nuovo” ruolo delle donne nell’arte

Patrizia Asproni, presidente di Confcultura, ha iniziato il suo TED talk con una domanda inedita: chi ha cucinato l’ultima cena? Sono state le donne, hanno apparecchiato, servito i commensali, e probabilmente spreparato la tavola: ma dove sono le donne nell’arte?

Patrizia Asproni denuncia il fatto che le donne, che creano la storia e l’arte, siano invisibili e dimenticate, nonostante abbiano un ruolo attivo nelle vicende che fanno parte del nostro immaginario e della nostra storia. Molti si sorprenderanno di queste affermazioni pensando a tutti i nudi femminili che costellano i musei, tuttavia la questione è proprio questa, ed è spinosa: le donne sono stanche di essere muse, oggetti passivi della rappresentazione: vogliono invece essere soggetti, creatrici, artiste a tutti gli effetti.

Patrizia Asproni sottolinea un altro ostacolo che le donne devono affrontare nel mondo dell’arte: la devalorizzazione del loro contributo artistico. Raramente opere di donne vengono battute all’asta, e nei casi più fortunati valgono comunque almeno il 40% in meno delle opere realizzate da artisti uomini. Il mondo, anche se lentamente, sta cambiando: alcuni musei hanno iniziato a vendere le loro opere più famose per acquistare arte realizzata da donne, ristabilendo un equilibrio nei loro corridoi e, si spera, nella società contemporanea.

“Non esiste la neutralità in termini di discriminazione”

Giorgia Mazzucato, attrice e autrice, è stata la speaker conclusiva dell’ottava edizione di TEDxPadova, e ha allietato tutti i partecipanti annunciando che l’indomani si sarebbe finalmente sposata. I partecipanti hanno gioito con lei con fischi e applausi, ma l’entusiasmo è durato poco: purtroppo, a Giorgia non è consentito sposarsi a causa del suo orientamento sessuale e della considerazione di cui questo gode nella burocrazia italiana.

I matrimoni egualitari non sono ancora stati legittimati in Italia, a causa della forte influenza della religione sulla morale contemporanea e sulla legislazione stessa. Sebbene la situazione sembri statica e monolitica, Giorgia Mazzucato ha invitato ciascuno dei partecipanti a schierarsi dalla parte di chi è discriminato e a compiere gesti di supporto nei confronti di queste persone, che in Italia sono ben quattro milioni. Giorgia Mazzucato ha poi alleggerito l’atmosfera recitando un pezzo molto divertente, per poi ritornare alla serietà iniziale e dichiarare che:

Non esiste la neutralità in termini di discriminazione.

 

Articolo a cura di Isabella Marrone

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