La politica del Bootlegging per incentivare l’innovazione

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Se oggi ci incontrassimo al bar e ti dicessi che l’idea del Post-It è stata concepita da due dipendenti di 3M mentre stavano lavorando a un progetto segreto, probabilmente mi rideresti in faccia.

Eppure è andata proprio così.

Quei dipendenti erano Spenser Silver e Arthur Fry, e stavano utilizzando il metodo Bootlegging durante l’orario lavorativo. Ti racconto di più su Spencer e Arthur tra qualche riga.

macchina ricoperta di postit

today.it

Cos’è il Bootlegging

Letteralmente “contrabbando”, il termine bootlegging risale ai tempi del Proibizionismo americano di inizio ‘900 quando le bevande alcoliche, dichiarate illegali dal governo dell’epoca, venivano smerciate al mercato nero da Al Capone & Co. e consumate nei migliaia di speakeasy dislocati nel Paese.

Nell’ambito aziendale e del marketing il bootlegging assume chiaramente un altro significato, molto più rispettoso della legge aggiungerei.

Consiste nel lasciare che i dipendenti utilizzino una parte dell’orario lavorativo per concentrarsi su idee e progetti di innovazione individuali, senza che ci sia una qualsiasi imposizione da parte dell’azienda.

Buona parte di questi progetti non è divulgata, almeno nella fase iniziale. Ecco perché si parla a tutti gli effetti di progetti segreti.

Le caratteristiche del Bootlegging

Per capire se ci troviamo in presenza di bootlegging, dobbiamo controllare il verificarsi di queste quattro condizioni fondamentali che lo definiscono:

  1. è un’attività che rientra nell’ambito del R&D – Ricerca e Sviluppo
  2. non c’è una legittimazione formale all’attività di sviluppo che, quindi, avviene in maniera non ufficiale
  3. le iniziative sono prese senza la conoscenza o il coinvolgimento di un superiore, anzi può capitare che a volte si vada contro le guide linea sue e/o dell’azienda
  4. non ci sono risorse ufficiali assegnate (tempo, materiali, persone, ecc.), sarà il dipendente a procurarsele autonomamente in caso di necessità

Se le premesse sono buone, è molto probabile che il Bootlegged Project venga integrato tra i progetti di innovazione ufficiali. D’altronde basta solo convincere il management. Cosa vuoi che sia…

Come il Post-It è nato da un progetto Bootlegging di innovazione

Torniamo ai dottori Silver e Fry, e al nostro caro vecchio Post-It. Come è nato il foglietto di carta con un’estremità adesiva più famoso al mondo?

L’azienda 3M è sempre stata a favore di una politica bootlegging, dando carta bianca (scusa il gioco di parole) ai suoi dipendenti su questo tipo di progetti.

L’idea del Post-It è stata un’idea concepita in due fasi. Il dottor Spencer Silver, al soldo di 3M, ha lavorato in autonomia per anni a delle microsfere adesive. Ma l’invenzione di Spenser non riuscì mai a incontrare il favore del management in quanto non se ne capivano le applicazioni.

L’illuminazione venne qualche anno più tardi a un collega di Spencer, Arthur Fry, il quale decise di utilizzare il prodotto adesivo su dei pezzetti di carta giallastra e usarli come segnalibro, ricevendo fin da subito giudizi positivi dalla giuria più tosta in assoluto: amici e parenti.

Il resto è storia. 3M decise di produrre i Post-It (che all’inizio si chiamavano Press n’ Peel) diventando, oggi come allora, leader di un mercato che si prevede varrà oltre $2 miliardi entro il 2025.

post-it press n peel

sdasia.co

Bootlegged Projects: casi ed esempi

Quella del Post-It è sicuramente il case study più famoso e di successo riguardo ai Bootlegged Projects, ma sono conscio che un solo esempio non può rappresentare la regola.

Dunque eccoti altri esempi di progetti e prodotti nati grazie a politiche aziendali che incentivano il Bootlegging:

  • famosissimi prodotti Google come Google Adsense, Google News e Gmail
  • il motore a 12 cilindri di BMW
  • la calcolatrice grafica di Pacific Tech
  • Bayer con il primo antibiotico per l’antrace
  • il display LCD di Merck
  • Toshiba con il primo laptop di massa, il T1100
  • il deodorante Deo Black & White di Beiersdorf (che inizialmente fu rifiutato dal consiglio di amministrazione!)
  • e pensa un po’, anche le capsule Nespresso

Non pensavi fossero così tanti, vero? E questi sono solo alcuni dei progetti segreti che le aziende tengono nascosti o, più semplicemente, di cui non sono ancora a conoscenza.

Quello che è certo sono i benefici di adottare una politica Bootlegging di R&D, sia per l’azienda che così facendo aumenta il bacino di nuove idee, sia per i dipendenti che si sentono più coinvolti.

Attenzione però, ci sono molti rischi e dinamiche che bisogna considerare. Ma questo argomento merita un articolo a parte.

Di come gestire il Bootlegging dei dipendenti ne parliamo la prossima volta.

 

 

Riferimenti:

https://www.lead-innovation.com/

https://www.qualitylogoproducts.com/promo-university/history-of-sticky-notes.htm

https://www.lpinformationdata.com/reports/215069/post-it-notes-2028

https://en.wikipedia.org/wiki/Bootlegging_(business)

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