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CareerLifehack

Dall’università alla start up: 10 dritte per realizzare un’idea

da 23 Febbraio 2016Nessun commento

Avviare una start up è di per sé un’impresa, soprattutto per un neolaureato con poca esperienza nel mondo del lavoro. Come si trasforma un’idea in progetto imprenditoriale? A chi ci si deve rivolgere? A queste domande ha risposto Veronica, 27 anni e due lauree alle spalle, oggi (quasi) imprenditrice.

Veronica è stata la prima persona che ho conosciuto all’università. Insieme, tra lavori di gruppo e mercoledì sera padovani, abbiamo affrontato e superato tutte le prove della triennale. Siamo diventate molto amiche ma, come spesso accade, scegliendo di proseguire gli studi in città diverse ci siamo perse di vista. Il destino ha voluto che ci ritrovassimo cinque anni dopo la laurea, in un locale di Verona. Non avrei mai immaginato che quella sera, una accanto all’altra come ai vecchi tempi, avremmo brindato al suo innovativo progetto di start up. Non ho resistito, l’ho riempita di domande ed ecco il risultato: 10 consigli utili per chi, come lei, sogna di fare l’imprenditore.

1. SEGUIRE IL PROPRIO ISTINTO
Cosa mi piace fare e per fare cosa mi piacerebbe essere pagata?”: Veronica si è posta questa domanda al termine della sua carriera universitaria. La risposta è dentro ciascuno di noi, nel suo caso è stato importante ripercorrere le precedenti esperienze lavorative per mettere a fuoco attitudini e preferenze. Seguire il proprio istinto raramente porta fuori strada. “Detto, fatto. Ho preso le valige e mi sono trasferita a Verona”.

2. ESSERE PERSONE AUTONOME
Diventate autonomi il più possibile affinché la vostra crescita professionale vada di pari passo con quella personale”. Fin dal primo anno di università Veronica ha vissuto da sola, lontana dalla famiglia: ha studiato, lavorato ed imparato a gestire la sua quotidianità. La volontà, il carattere e la determinazione sono la vita, al di là della formazione e sapere teorico. Diventare persone autonome fa capire il significato di intraprendenza e sacrificio.

3. SFRUTTARE LE COMPETENZE UNIVERSITARIE
L’idea di avviare una start up è diventato un obiettivo concreto nel momento in cui ho deciso l’argomento della mia tesi di laurea”. Veronica ha sfruttato la prova finale del suo percorso di studi per raccogliere dati e strutturare la sua idea, abbozzando un primo case scenario. Ha valorizzato il supporto del suo relatore coinvolgendolo nell’analisi dei modelli di business attivi sul territorio.

4. AVERE LE IDEE CHIARE
Dopo la laurea mi sono messa a tavolino e ho riflettuto sul modello di business congeniale per avviare la mia start up”. Veronica non ha perso tempo e ha pensato ai vari aspetti del suo progetto, dai tempi di realizzazione al budget a disposizione. Ha messo nero su bianco le sue previsioni e aspettative, fissando le deadline utili sul calendario e decretando le sue fonti economiche.

idee

5. FREQUENTARE PERSONE E AMBIENTI STIMOLANTI
Le persone intorno a me mi hanno aiutato a portare avanti la mia idea dopo l’università”. Dai familiari agli amici, senza dimenticare i professionisti conosciuti a Verona Innovazione – azienda speciale della Camera di Commercio adibita alla formazione e all’avvio d’impresa: questi i sostenitori morali di Veronica, che grazie ai punti di vista costruttivi e distaccati le hanno permesso di maturare una visione d’insieme sul suo progetto. I rapporti umani contano.

6. PROCEDERE IN MODO LINEARE E ORGANIZZATO
Avvio d’impresa: è il momento di concretizzare il tuo progetto”. Ecco il dodicesimo ed ultimo passaggio del lavoro di ricerca di Veronica. Per arrivare a questo ha dovuto superare fasi più o meno impegnative: osservazione dei trend di consumo, analisi SWOT, confronto tra scenario locale e globale, definizione dell’idea imprenditoriale, studio della concorrenza e extrasettore, definizione dei costi, prototipazione e test di mercato. Chiedere consulenza è la soluzione migliore se non si sa da che parte iniziare.

7. SAPER ASCOLTARE ED OSSERVARE
Uscite di casa e parlate con la gente, siate curiosi”. Certo, senza un forte background di studi economici può risultare complicato strutturare e avviare un progetto d’impresa. Ma, dal momento che diretti destinatari del vostro lavoro saranno le persone, perché non fare una cosa semplice e scontata come rivolgere loro domande? In qualsiasi momento della giornata Veronica osserva la città, le abitudini e non si fa problemi a chiedere per comprendere meglio.

8. TENERSI AGGIORNATI
Libri, siti web di settore, corsi di formazione e tool specifici: ciascun giovane aspirante imprenditore ha il dovere di informarsi e utilizzare strumenti all’avanguardia per essere sempre sul pezzo. Veronica ha partecipato a convegni in tutto il Veneto, consulta regolarmente i portali de Il Sole 24 Ore, veneziepost.it ed economyup.it. Ha letto con calma: “La società post-crescita” di Giampaolo Fabris. Tra i tool per l’indagine online e offline segnala Google Trend e SurveyMonkey.

9. ESSERE OBIETTIVI
Il risultato della vostra progettazione dipenderà anche dalla vostra capacità di essere obiettivi”. Veronica ritiene che un aspirante imprenditore debba prima di tutto essere flessibile. La teoria spesso non corrisponde alla pratica e quella che all’inizio sembra un’intuizione geniale può infine rivelarsi un flop. Test e risultati potrebbero influire sull’idea di partenza, comportando modifiche e riadattamenti. L’approccio pratico permette di ridurre il rischio d’impresa.

10. FORMARE UNA SQUADRA VINCENTE!
Scegliete bene i vostri futuri collaboratori”. Frequentando ambienti dinamici e stimolanti si entra facilmente in contatto con persone entusiaste e competenti: scattano sinergie e condivisioni di saperi in contesti anche emozionali. A Veronica è successo partecipando alle attività di Verona Innovazione, luogo ideale per conoscere potenziali collaboratori. Coinvolgendo e delegando instaurerete rapporti di fiducia essenziali per l’impresa.

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Interessati alla tematica? Desiderosi di saperne di più o, ancora meglio, rivolgere domande più specifiche direttamente a Veronica? Contattate la redazione: saremo felici di aiutarvi!

Giulia Sambo

Ha studiato comunicazione, prima a Padova e poi a Verona. Lì si è fermata, per scrivere e per amore. Ha vissuto di volley e oggi vive di cinema. Nel tempo libero insegna inglese ed esplora la città.

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