Il dilemma Digital Detox: è davvero la soluzione giusta?

A chi non capita di fermarsi e riflettere intensamente sulla propria professione? Probabilmente vivendo di sensazioni e pensieri contrastanti.

Lavorare nel digital marketing o, più in generale, nella comunicazione è un lavoro tanto divertente quanto stressante e impegnativo, soprattutto mentalmente.

Ve lo dice uno che mette il cuore in quello che fa: spesso le mansioni sono talmente soddisfacenti che dall’esterno nemmeno pensano io stia davvero lavorando. Eppure l’impegno e lo sforzo richiesti sono enormi.

digital detox e stress

Uno degli aspetti più problematici è dato dallo stress mentale.

Colleghi e colleghe, siete mai stati vittime di quell’obbligo non scritto – ma che per molte realtà è consuetudine – di dover essere costantemente aggiornati su qualsiasi news o perennemente connessi in caso succedesse qualcosa di “urgente”?

Ebbene, lo stress fa parte di questa professione.

E qui sorge un grosso quesito che ci trasciniamo da anni, da quando i social sono parte integrante della nostra vita…

Il Digital Detox funziona?

Molti di voi risponderanno che Si, funziona!

Eppure non sono sicuro che la risposta sia così netta.

Da una parte ci sono quelli che non considerano in nessun modo alcun tipo di pausa: gli Stakanovisti della connessione a tutti i costi. Per loro il dilemma filosofico del Detox non si pone, nel loro modo di intendere il lavoro del resto, il fatto di poter frenare solo qualche giorno, viene ritenuto superfluo e con buone probabilità anche dannoso. Avanti tutta senza perdere il ritmo o si rischia di mancare gli obiettivi.

La controparte rispetto agli stakanovisti invece, ritiene che il Detox digitale è vitale e necessario. Ne hanno bisogno per fare “carico di ossigeno”. Questo completo distaccamento permette loro di rilassarsi, godendosi tramonti in spiaggia o lunghe sciate in pista (a seconda del periodo).

Non so dirvi chi abbia ragione, penso che entrambe le posizioni però abbiano dei punti critici.

Chi non vorrebbe mai staccare arriverà certamente a un punto di rottura. Non dico mentale – o forse si – ma potrebbe andare incontro a un graduale e inesorabile calo delle performance.

Non si può pensare di correre una maratona alla stessa velocità con cui si corrono i 100mt piani.
Tuttavia credo che anche uno stacco totale non sia necessariamente d’aiuto, soprattutto se il ritorno alla realtà è causa di ansia e stress maggiori rispetto al periodo pre-detox.

digital detox vacanze

Vi è mai capitato di aver passato delle vacanze bellissime e senza pensieri, lontani dalla tecnologia, dalle mail e da qualsiasi altra notifica? E poi, una volta tornati alla vostra scrivania, vi accorgete di avere una nuova compagna seduta accanto: la nostalgia dei posti appena visitati, e la voglia di tornarci subito, con un pizzico di rabbia per il momento presente.

Ecco, io me l’immagino così il ritorno traumatico.

La sindrome post-vacanza

Questa riflessione è divenuta argomento d’interesse pubblico, tanto che anche i migliori professionisti ne parlano e discutono a riguardo.

Sebastiano Zanolli, per fare un esempio illustre, parlava di sindrome post-vacanza, conosciuta anche come depressione post-vacanze. É una sorta di patologia i cui principali sintomi sono insonnia, bassa energia, irascibilità, mancanza di concentrazione e ansia.

Vi lascio il post dove ne parla, nel caso voleste approfondire.

Le personalità e il relativo approccio al lavoro di ognuno di noi sono diversi e questa è una teoria in cui molti di voi non si riconosceranno, molti altri magari si, è perfino possibile che qualcuno si riconoscerà ma non avrà il coraggio di ammetterlo, perché? Magari non è in grado di rinunciare al proprio Detox, quel paio di settimane ad agosto e a dicembre, che sono “da contratto” e quindi insindacabili. In alcune parti d’Italia ho sentito un proverbio che dice “meglio bruciare un paese che perdere una tradizione”. Alcuni pensano che la saggezza popolare sia infallibile. Anche qui, tutto è soggettivo (e relativo).

Se il Digital Detox non dovesse essere la soluzione

Cosa fare in questo caso? Assolutamente nulla. Ok, proprio nulla è un po’ estremista, esagerato.

Meglio invece creare un cambiamento di paradigma, un nuovo adattamento della vita rispetto al contesto per fare in modo che sia  possibile vivere sereni senza aver bisogno di una bomboletta di ossigeno ogni 6 mesi per evitare il soffocamento. Penserete che questa sia una soluzione piuttosto inattuabile. Al Contrario! Il nostro bisogno di disintossicarci, spegnendo telefono e non leggendo le mail o alcuni “whatsapp pericolosi”, è molto probabilmente dovuto ad una errata capacità di valutare le scale gerarchiche dell’importanza, di decidere ciò che è urgente e di ciò che lo è.

digital detox soluzione

Dal punto di vista del cliente/capo, tutto è urgentissimo e da fare subito. Quante volte hai sentito la famigerata frase “È da fare per ieri”?

Mille volte? Duemila? Forse nemmeno le avete contate. Eppure, ripensandoci bene, quante volte non si trattava di una cosa realmente urgente?

Ricordatevi che siamo marketer, non siamo medici e non stiamo salvando vite.

Saper dire NO quando serve

Noi abbiamo molte armi per evitare il cosiddetto burnout: la prima è saper dire di NO.

Si può fare (leggetelo alla Frankenstein Jr.).

"Si può fare!" fotogramma dal film Frnkestein Jr.

Attenzione. Non è necessario essere maleducati (e perdere un possibile impiego) ma, al contrario, si tratterà di adottare un atteggiamento che permette al vostro cliente o al vostro capo di comprendere meglio cosa è urgente e cosa invece è utile ma potrebbe aspettare. Ovviamente la risposta non sarà semplicemente un “No!” ma un “No perchè:”. Una piccola spiegazione su gerarchie e organizzazione, senza perdere le staffe è un ottimo modo per lavorare in sintonia e senza interruzioni e richieste continue.

Aggiungo però che è una buona norma anche verificare le proprie capacità di esecuzione e le tempistiche relative nel momento in cui si dice “Si lo faccio!”. Essere consapevoli dei propri limiti è essenziale se si vuole portare a termine un task in modo soddisfacente e senza intoppi, se posso dare un consiglio… prendetevi sempre il tempo che serve, correre non porterà a un risultato migliore.

Tutti ne trarranno giovamento: meno stress, meno conflitti sul posto di lavoro, aumento della produttività.

La strada della buona gestione

Abbiamo mille strumenti per lavorare.

Esistono app, software e tool vari che ci aiutano e facilitano la connessione rendendo ogni attività più comoda. Allora perché non li usiamo?

Non significa lavorare 24 ore al giorno, ma essere efficienti e organizzati.

Mettiamoci una pietra sopra: il mondo è cambiato velocemente e fare una cosa alla volta non può più essere la regola. Però con gli strumenti giusti possiamo farne almeno un paio alla volta, se sono easy to-do, e depennarle dalla nostra lista delle cose da fare. Perfino gli strumenti che ci appaiono più semplici e banali potrebbero essere un grande aiuto.

Stimo tantissimo le persone che riescono a organizzare le settimane incastrando i task al millimetro con Google Calendar e un sistema fittissimo di notifiche e promemoria.

Ecco tre tool che uso, semplici ma se utilizzati bene ti cambiano la vita:

Quindi Detox oppure no?

Oggi è più che normale essere sempre connessi, ma è altrettanto corretto avere una “giusta” connessione. Giusta significa… nella quantità adatta a non intaccare le nostre performance!

Non è umanamente possibile essere un workaholic e pensare che basti staccare da tutto solo un paio di settimane per riprendere in mano la propria vita. Non è una buona idea. Al contrario, questa è una strategia spesso insensata, come abbiamo visto in precedenza. Possiamo però imparare a dare il giusto peso alle cose e, grazie all’uso degli strumenti tecnologici a nostra disposizione, organizzarci di conseguenza.

Quando sono organizzato non ho l’ansia di avere sempre tutto sotto controllo. Inoltre mi diventa più semplice restare connesso senza sentirmi in balia degli eventi e delle cose da fare, sommerso dalle richieste e in panico per doverle evadere il prima possibile.

digital detox si o no?

Quindi… Detox oppure no?

Sono convinto che abbiamo bisogno del giusto riposo, non di staccarsi completamente da tutto. Un dolce lasciarsi andare, consapevole e attento. Questo vi permetterà di rallentare senza perdere il treno delle cose da fare, tutti saranno contenti e, soprattutto, non vi scatenerà l’istinto omicida verso qualsiasi interlocutore vi si presenterà davanti nei primi giorni di ritorno alla normalità.

Come bonus a questa riflessione, vi lascio volentieri una lettura consigliata: Vita su un pianeta nervoso di Matt Haig.

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2 Responses

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  1. anna rado
    Mar 21, 2022 - 12:46 PM

    Mi sono interrogata anche io sul tema. E lo faccio periodicamente. Penso che nella vita e nel lavoro ci voglia equilibrio!
    Magari fare un lavoro che permetta di sentirsi gratificati e cmq coltivare anche la sfera personale 🙂

    Reply
    • Alessio Cortesia
      Mar 24, 2022 - 11:28 AM

      Giusto Anna! Poi sai.. ognuno di noi vive la vita, il proprio lavoro e soprattutto gli impegni in modo molto personale e soggettivo per cui non esistono risposte completamente giuste o completamente sbagliate, a mio avviso. Sicuramente interrogarsi e riflettere è un passaggio importante, fondamentale direi.

      Reply

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