Vendere per cambiare, cambiare per vendere: intervista a Nicola Bolzan

Abbiamo intervistato Nicola Bolzan, formatore aziendale e business coach che il 28 aprile ha tenuto il corso di tecniche di vendita organizzato da MARKETERs Academy. Ci ha raccontato un po’ di sé e della sua storia, di come trovare il coraggio per lanciarsi, di felicità e della cosa che odia di più sentirsi dire quando inizia una collaborazione.

Dietro questa scena iconica del più pazzo dei film di Leonardo Di Caprio si cela una disciplina che solletica la mente di ogni marketer, ossia le tecniche di vendita. L’approccio di vendita corretto richiede di porre una serie di domande per capire con chi si sta parlando e identificare i bisogni da soddisfare (nel nostro caso il bisogno di scrivere), per poi rispondervi attraverso la vendita di un prodotto/servizio. Questa è la base da cui siamo partiti con Nicola Bolzan durante il corso di tecniche di vendita organizzato da MARKETERs Academy.

Psicologo iscritto all’ordine degli Psicologi del Veneto e coach certificato, Nicola Bolzan fin dall’inizio degli studi si è interessato al tema della crescita personale. Conseguita la laurea si è appassionato alla formazione e al coaching, due aree che gli hanno permesso di ottenere ottimi risultati con le persone e i team con cui ha lavorato. Attualmente affianca centinaia di persone nei loro percorsi di crescita personale e professionale e gestisce la formazione di numerose aziende, tra le quali Costa Crociere, IED, Unifarco, Pfizer, Gruppo Illiria, Electrolux e molte altre. È iscritto all’AIF (Associazione Italiana Formatori) e all’APNC (Associazione Professionale Nazionale del Coaching) in cui svolge anche il ruolo di commissario d’esame.

Ciao Nicola, conosciamoci un po’ meglio! Raccontaci le due esperienze che più hanno lasciato il segno e che hanno contribuito maggiormente alla tua carriera professionale.

Di esperienze che hanno lasciato il segno ce ne sono molte e a tutte ripenso con grande piacere e soddisfazione. Le due che ricordo in modo più significativo e che sento mi hanno fatto fare in qualche modo un salto professionale sono state in una PMI veneta e in una multinazionale italiana. La prima perché è un’azienda che ho seguito sotto molti aspetti diversi, dalla formazione degli agenti di vendita alla revisione di quasi tutti i testi aziendali (sito, brochures, presentazioni, etc…), fino alla formazione manageriale e alla gestione di eventi per i loro clienti diretti. La seconda perché mi ha permesso di viaggiare molto in Italia e in Europa, confrontandomi con culture e modi di vedere diversi, uscendo dalle mie abitudini e dalla mia zona di comfort, aspetto che ritengo necessario per chiunque voglia vivere la propria vita e il proprio lavoro al meglio.

Nasci psicologo, oggi sei anche coach aziendale. Ci descrivi la tua “terapia” per un manager?

Il bello del mio lavoro è che tutte le persone che incontro e con cui ho il piacere di lavorare sono diverse. Non esiste quindi una “terapia” universale che va bene per tutti e vi consiglio di scappare a gambe levate da chi cerca di “vendervela”. Ogni persona ha la propria storia e il proprio percorso e il mio lavoro consiste nel guidarla a comprendere quali sono i suoi obiettivi, le sue priorità e i suoi limiti. Una volta capito questo bisogna solamente passare all’azione e la magia è fatta.

Il risultato migliore ottenuto durante la tua carriera di coach che vuoi condividere con noi?

Il risultato migliore per me è sempre il feedback positivo da parte del cliente. Ricordo di un’azienda a gestione familiare che ho seguito e che era prossima a “esplodere” visti gli evidenti conflitti fra quasi tutte le persone che ne facevano parte. Oltre all’azienda, era a rischio anche la famiglia stessa, poiché i conflitti e lo stress ormai erano troppo alti e ingestibili. Con calma, guidandoli passo passo, tra una discussione e un pianto condiviso sono riusciti a comunicare, ad ascoltarsi e a capirsi. Oggi la loro realtà aziendale si è notevolmente sistemata, il loro business va a gonfie vele e la famiglia si è riunita.

Dacci tre consigli per motivarci come manager o dipendenti verso il conseguimento degli obiettivi.

  • Definite dettagliatamente cosa vi fa battere il cuore,
  • create un piano d’azione a prova di bomba
  • e poi buttatevi!

La vera motivazione nasce dentro di noi, non cercatela al di fuori o in altre persone perché non dura. Una volta che avete capito bene la vostra visione e missione, cosa vi fa brillare gli occhi, guardate i vari passi da compiere. Da soli o con l’aiuto di un coach (che velocizza di molto le cose) create il vostro percorso e poi buttatevici a capofitto. Tutto comincia sempre con un piccolo passo…

Tre parole che non vorresti mai sentire in azienda.

“Sono. fatto. così.”. Questa frase è una vera prigione per il cambiamento. Le aziende oggi hanno bisogno di persone che si mettano in gioco, che osino e che abbiano il coraggio di pensare fuori dagli schemi. Questa frase invece è una catena e ci blocca. Se per anni ti sei comportato in un certo modo non vuol dire che devi per forza continuare a farlo per sempre.

Il libro che ti ha cambiato la vita?

A livello personale il libro che mi ha cambiato la vita è “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle. Chi lo ha letto capirà bene il perché, chi non lo ha ancora letto è meglio che lo aggiunga il più presto possibile alla propria libreria. A livello professionale invece il libro è “Partire dal Perché” di Simon Sinek, perché ha cambiato il modo di comunicare di molte aziende e di molte persone.

Come lavoratori impieghiamo la maggior parte del nostro tempo in ufficio, e per questo abbiamo riflettuto molto sul concetto di felicità a lavoro. Come possiamo migliorare la nostra vita in azienda?

La nostra vita in azienda migliora se prima miglioriamo noi stessi. La maggior parte dei luoghi di lavoro sono frenetici, in continua evoluzione e richiedono di andare alla velocità della luce. Per vivere al meglio in un contesto di questo tipo è fondamentale trovare un nostro equilibrio come persone, riscoprire una nuova consapevolezza di chi siamo e riflettere su concetti come la gestione delle emozioni, la comunicazione e la definizione di obiettivi chiari, specifici e realistici. Per stare bene in azienda dobbiamo quindi per forza partire da noi, imparare a stare bene con noi stessi e a goderci al massimo tutti i momenti extra lavorativi. Quando questo avviene il lavoro assume dei colori nuovi, ci si sente più leggeri e si produce anche molto di più.

Grazie mille della chiacchierata Nicola! Ci vediamo presto 🙂

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