Un curriculum a prova di marketer

Cara azienda - Un curriculum a prova di marketer

Non c’è niente di più frustrante di inviare un curriculum vitae e non ricevere risposta. Ormai anche un “no, grazie” è da considerarsi un traguardo: ah!, la gioia di aver avuto un minimo cenno di attenzione, come se quella risposta copincollata fosse davvero un successo.
Vi è mai capitato? O anche di peggio? Ma soprattutto pensate che sia arrivato il momento di riprenderlo in mano e optare per un nuovo modello di curriculum vitae? Noi vi diciamo già che potrebbe essere un’ottima idea.

Essere i migliori venditori di noi stessi non vuol dire svendersi

CV scartati

Possiamo affermarlo senza paura di sbagliare: l’invio di curriculum molto spesso fa male all’autostima. Ma c’è un però. Perché dopo i fallimenti, un dubbio può sorgere spontaneo: forse non è una questione di competenze, ma è questione di sapersi vendere.

Ammettiamolo: si tratta di una “compravendita” e bisogna essere in grado di vendere le proprie capacità esattamente come un prodotto di cui il curriculum non è altro che la brochure. Il forse-futuro-datore-di-lavoro diventa così un potenziale compratore e sta a noi convincerlo che siamo fondamentali, siamo l’ingranaggio di cui ha assoluto bisogno; insomma che siamo perfetti per la sua azienda. Si tratta quindi di fare marketing (di se stessi), ovvero personal branding, e di comunicare nel modo giusto. In fondo il vostro curriculum è un passepartout che vi permette di entrare in un’azienda: si tratta di un momento importantissimo.

Qual è, quindi, il modo migliore per attirare l’attenzione di un potenziale datore di lavoro e far finire il proprio curriculum vitae sulla pila di quelli non scartati e anzi destinati al famigerato colloquio? E chi meglio di un marketer deve sapere come vendersi esaltando la propria proposta di valore?

L’abc di ogni curriculum

Ogni curriculum deve essere pensato come un processo che si sviluppa in tre fasi, tutte parimenti importanti:

  1. la strategia: come approcciarsi all’offerta di lavoro e alla scrittura del proprio curriculum;
  2. la sostanza: la stesura del testo, con tutti gli elementi che si decidono di inserire;
  3. la forma: la cura dell’aspetto grafico e della correttezza del testo.

One does not simply submit a resume

Di seguito abbiamo elencato alcuni suggerimenti per partire con il piede giusto: si tratta della strategia con cui approcciare ogni offerta di lavoro e vale per chiunque voglia “vendersi”, non soltanto per i marketer.
Prima di tutto:

  1. l’importante non è partecipare: si va per ottenere qualcosa e non per provare, mettetevelo in testa. Si scrive e si invia un curriculum con un obiettivo ben chiaro, non tanto per fare; altrimenti, se non siete abbastanza convinti, meglio abbandonare e candidarsi per un’altra posizione o non candidarsi proprio;
  2. un passo alla volta: l’obiettivo ultimo è l’assunzione, ma il percorso per arrivare a quel traguardo è a volte lungo ed è spesso necessario superare diverse prove. È quindi bene focalizzarsi sul primo step invece che sull’ultimo: far sì che il vostro curriculum venga effettivamente letto dall’incaricato alla selezione del personale è un buon modo per cominciare;
  3. sapere è potere: a chi state mandando il curriculum? A un’azienda che si occupa di vino o di formazione digitale? È sempre buona pratica conoscere l’azienda che si vuole contattare e a cui inviare la propria candidatura: denota un sincero interesse e proattività, due elementi che possono emergere anche dalla lettura di un curriculum. Che cosa vogliono sentirsi dire i datori di lavoro? Sapreste anticipare i loro interessi e bisogni?

Fin qua ci siamo? Adesso passiamo alla stesura del testo.

Come rendere il vostro curriculum indimenticabile

Il curriculum deve contenere le informazioni più rilevanti perché l’incaricato allo screening dei candidati possa capire chi ha di fronte: esperienze, certificati, risultati; tutto ciò che può convincerlo sulle vostre qualità.

Cercasi personale

Quando parlate di voi:

    1. “fate preferenze”: lo stesso curriculum inviato a raffica a tutte le aziende e per tutte le offerte di lavoro non va bene. Meglio “perdere un po’ di tempo” e inviare un curriculum ragionato e creato ad hoc per ogni candidatura;
    2. scoprite le vostre carte: perché elencare i propri compiti e il proprio mansionario quando potreste invece esaltare i risultati e successi ottenuti? Questi, infatti, sono la migliore testimonianza delle capacità di un potenziale candidato agli occhi di chi seleziona;
    3. raccontatevi: venite incontro al lettore, immaginate quello che sta cercando e fate in modo di farglielo trovare davanti agli occhi. Guidatelo. È importante far comprendere i passaggi e la connessione tra i differenti ruoli, esperienze di lavoro e aziende del proprio percorso lavorativo. Non date per scontato che una persona che deve giudicare le vostre capacità e le vostre competenze sia onnisciente. Un buon modo per cominciare il vostro curriculum è partire con un sommario in cui esponete obiettivi ed esperienze lungo il vostro percorso lavorativo;
    4. esaltate le skill giuste: l’uso delle parole chiave lungo il testo è fondamentale. Pochi secondi possono far la differenza per scartare o meno un curriculum e voi non volete far parte del primo gruppo. Anche un master in chimica organica potrebbe essere considerato positivamente, tuttavia consigliamo di citare soltanto le competenze tecniche richieste dalla posizione, programmi e sistemi operativi in cui siete competenti e che per certo sono richiesti dalla posizione per cui vi candidate; riconoscimenti; certificazioni.

Cose da fare…

Infine, la forma. Non fate l’errore di considerare i seguenti fattori come pedanti rifiniture o dettagli di scarsa importanza, perché il contenuto senza forma, e viceversa la forma senza contenuto, non sono altro che un’occasione persa. Vediamo quindi come completare e far funzionare al meglio la brochure di voi stessi.
Per cominciare i Dos:

  1. l’occhio vuole la sua parte: qui non si parla di foto, ma della veste grafica. State per inviare un documento, come molti altri candidati, moltissimi altri; come riuscire a spiccare tra il mucchio? Farsi notare è una buona tattica per ottenere visibilità: l’uso del colore (senza esagerare); la scelta del font (niente Comic Sans grazie, non è il curriculum da inviare al Circo Togni); l’attenzione alla leggibilità (prediligete il testo in due colonne sia per spianare la lettura che per inserire più contenuti) fanno spesso la differenza;Business cat - Vedo che ha usato Comic Sans
  2. link it baby: inserite il link al vostro portfolio, profilo LinkedIn, blog, social, ai vostri articoli e lavori. Prima di inserire questi link, soprattutto nel caso dei social, è buona pratica dare una bella ripulita e una veste professionale in modo da accogliere nel modo giusto un occhio indagatore;
  3. siate meno “educati”: quello che avete studiato non rappresenta sempre ciò che sapete fare. Non dilungatevi sugli studi e limitate i dettagli; concentratevi piuttosto sui corsi extra-laurea a cui dare risalto, soprattutto se pertinenti all’offerta di lavoro. Unica eccezione: se state mandando un curriculum per uno stage o non avete abbastanza esperienze lavorative al vostro arco, allora sì, esaltate le giuste esperienze e, anche in questo caso, i risultati e i successi;
  4. less is more: condensate, inserite gli ultimi 3 o 4 lavori. Non vorrete mica raccontare di quando facevate da babysitter al figlio dei vicini, vero? Un curriculum di dieci facciate? No grazie, non state scrivendo le vostre memorie. La lunghezza ideale è una sola facciata e se avete difficoltà a gestire il poco spazio a vostra disposizione, usate un formato a due colonne;
  5. refresh: tenete sempre aggiornato il vostro cv. Il tempo passa e voi cambiate accumulando nuove esperienze, mansioni e successi; non teneteli nascosti, ma esaltateli.

…e da non fare

E poi i Don’ts:

  1. errori vade retro: non tutti la pensano così, ma la verità è che scrivere in modo corretto è importantissimo: un curriculum pieno di errori di grammatica (e sì, le vocali con l’apostrofo al posto dell’accento sono un errore e sono inguardabili) è un chiaro messaggio: “non ho tempo/voglia/capacità per prendere sul serio il mio curriculum e l’azienda a cui lo mando”. Volete davvero trascurare il vostro biglietto da visita?
  2. Niente ovvietà: parole come multitasking non voglio dire più niente. Andate d’accordo con tutti? Boring. In fondo siete una persona e come tale avete una personalità. Dare la possibilità a chi leggerà il vostro curriculum di capire che c’è qualcuno oltre il foglio di carta o il PDF è un ottimo approccio;
    Faccio cose
  3. vietato usare il cv in formato europeo: vade retro Europass, metteteci un po’ di voi stessi nella vostra creatura;No Europass
  4. niente bugie: prima o poi qualcuno lo scoprirà e non sarà bello;
  5. non dimenticate di tenere aggiornato il vostro cv che gli head hunter vi guardano.

Pronti a impressionare il vostro pubblico?

Tirando le somme: una volta chiarito l’obiettivo, scritto e curato il contenuto, modellato e scolpito nel modo giusto, si può procedere all’invio. È un lavoro lungo, ma è importante, ed è ancora più importante farlo bene. In più, le regole che abbiamo elencato sono applicabili anche alla lettera di presentazione, spesso richiesta, o all’oggetto e al corpo della email con cui presenterete la vostra candidatura (non dimenticate l’allegato, per carità!).
Spesso sono pochi i secondi che vengono concessi allo screening di un curriculum e con questa consapevolezza, non abbattetevi se non riceverete nessuna risposta, siete comunque sulla strada giusta.
Ultimissimo consiglio: tenete aggiornato il vostro curriculum. Sempre.

Articolo di Alessia Bortolotto.

 

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