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K-beauty passion: trend e nuovi successi della skincare made in Seoul

da 1 Febbraio 2024Febbraio 21st, 2024Un commento
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É arrivata già da un po’ ma ultimamente ha allargato i confini dell’online per entrare nel cuore delle città e farsi spazio tra le abitudini di bellezza di molte donne italiane. Di cosa sto parlando? Della skincare coreana! Direttamente dalla città del k-pop e dei trend che negli ultimi anni hanno segnato la scoperta di un sistema di usi e costumi che ha travolto come un’onda l’intero occidente, Seoul porta con sé nuove tendenze anche nel settore beauty.

Da dove partire? Necessario contare almeno fino a 10

Sì perché un fattore che contraddistingue la così tanto acclamata routine sudcoreana è proprio l’insieme di step da seguire per ottenere una pelle sana, luminosa e molto “dewy”, come dicono gli appassionati. Un percorso di benessere di certo non proprio veloce, ma che può essere vissuto come un momento di cura per sé stessi in cui volersi bene e, perché no, conoscere un po’ più da vicino delle usanze con un quel non so che di esotico (che ha sempre qualcosa di intrigante ammettiamolo).

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Il principio di partenza della cosiddetta skin glass routine è semplice: il pensiero che se una persona sia bella dentro allora di conseguenza debba esserlo anche fuori, con la necessità di prendersi cura di se stessi attraverso pratiche che vanno dal cibo, alla meditazione, fino ad un’ottima skincare. Non è un caso che Yepoda (예쁘다), uno dei brand di K-beauty che sta spopolando di più in Italia, in coreano significhi “carina”. Una bellezza fatta per valorizzare e non per nascondere, in cui trovare nello stato della propria pelle un benessere fatto di piccoli gesti quotidiani da abbracciare.

 

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Spazio allora al primo step, quello della doppia detersione – prima a base oleosa e poi acquosa – e da un’esfoliazione delicata con le lozioni. Seguono il tonico, il siero, la crema per il contorno occhi, la crema per il viso e infine, immancabile, la protezione solare. Troppo all’apparenza? Forse, ma come in tutte le cose in cui serve costanza, basta saper prendere il giusto ritmo per finire poi per innamorarsene.

Il rituale di bellezza con al centro la natura

Una skincare buona per la pelle sì, ma senza perdere di vista il pianeta. L’utilizzo di materie prime naturali e di principi attivi come quello del melograno e del tea tree oil e un’attenzione importante per la sostenibilità, attraverso procedure etiche ed eco-sostenibili, rendono i prodotti della beauty routine sudcoreana ottimi anche sotto l’aspetto ambientale.

Un valore ormai sempre più consolidato per un target alla ricerca di prodotti naturali, dalle certificazioni bio e vegan, creati per essere parte di una rivoluzione green desiderosa di cambiare i paradigmi della cosmetica.

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Non è un caso che uno dei capisaldi dell’azienda Yepoda (예쁘다), ad esempio, sia proprio il principio di una bellezza più accessibile e senza compromessi per l’ambiente. Un packaging sostenibile grazie all’utilizzo di vasetti di vetro, l’impiego di ingredienti vegani e la scelta di essere partner dell’organizzazione 1% for the Planet, fanno di questo brand il connubio perfetto tra innovazione, rispetto e bellezza.

Ma il marketing? Tanta community e una comunicazione con un focus su prodotti e persone

Da cosa partire per comunicare dei brand con la promessa di un’esperienza di self-care per una pelle bella da made in South Korea? Ma dal prodotto ovviamente!

Job to be done chiaro in risposta ad un bisogno condiviso e diffuso (il desiderio ultraterreno di una pelle sana e perfetta), spiegazione delle modalità di utilizzo (interessanti, anche sotto quel profilo di novità esotica e sconosciuta già citata in precedenza), visione di buone performance di risultato e un visual capace di intercettare l’esigenza di un prodotto casual ma non troppo teen, perfetto per un target middle-spending. Questi gli ingredienti principali per il successo!

Attività di influencer marketing, rafforzamento del senso di community e umanizzazione del brand attraverso l’utilizzo di volti di ragazze esposti all’impiego dei prodotti nella loro quotidianità, invece, la ciliegina sulla torta per fare la differenza nel mercato.

 

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Un fattore da non dimenticare: un packaging bello, con quel je ne sais quoi

Se i prodotti sono già belli di per sé, un grande ruolo lo ha anche il packaging creato dai vari brand che, in materia, sanno sicuramente come distinguersi. Dai particolari accattivanti di icone e piccoli disegnetti sulle confezioni, fino a microtesti dal tono gentile ma allo stesso tempo ironico, tutto fa riflettere su quanto i dettagli riescano davvero a fare la differenza in un’esperienza di acquisto come questa.

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Lo sa bene anche l’azienda MiiN Korean Cosmetic che, una volta ordinati i prodotti del desiderio, li confeziona in una scatola preparata con estrema cura. All’interno, una cartolina illustrata dalle grafiche sudcoreane a edizione limitata e, insieme ai prodotti ordinati, tanti campioncini confezionati con molto amore. Lo stesso che si può vivere nelle boutique del brand, che punta a crescere sempre di più nei prossimi anni, per consolidarsi come il negozio di cosmetici coreano multimarca di riferimento in Europa.

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Due brand, Yepoda (예쁘다) e MiiN Korean Cosmetic che, intercettando un vero e proprio trend, hanno saputo unire nell’esperienza di marca l’importanza di un’offerta commerciale di qualità, definendo un modello di business vincente ed in continua espansione.

Non resta quindi che provarli, sperimentando tra i vari prodotti modalità e usanze beauty tra loro differenti, fino a trovare nella routine di ognuno, il miglior modo con cui prendersi cura di se stessi.

Veronica Compagnin

Digital Strategist di professione e per passione, follemente innamorata dell'interior design, dei voli low cost e della comunicazione. Caffè e un buon libro sono il mio mantra quotidiano.

Un commento

  • Houssam ha detto:

    Un punto di vista molto interessante su un topic relativamente “nuovo”. La k-culture è un fenomeno in crescita esponenziale nei paesi occidentali, soprattutto grazie al k-pop, e l’Italia è forse uno degli ultimi porti in cui è arrivata. Complimenti per le insights e per l’articolo, enjoyable!

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