5 trappole da riconoscere per affermare la propria leadership femminile

boss lady

“Studiare non è sufficiente per fare carriera. Le donne manager in Italia sono solo il 27% dei dirigenti: un valore molto al di sotto di quello medio europeo (33,9%). Non solo le donne sono sottorappresentate nelle posizioni apicali, ma quando lavorano spesso svolgono mansioni per cui sarebbe sufficiente un titolo di studio più basso di quello che possiedono. Del resto, il 48,2% degli Italiani è convinto che le donne, per raggiungere gli stessi traguardi degli uomini, debbano studiare più di loro”. (Censis, 2019)

Il mondo del Marketing, della Tecnologia e, per estensione, del Digital Marketing, è un mondo maschile. Esagerata? Tranquilli, non sono io a dirlo, ma il World Economic Forum.

Chi?

Il World Economic Forum, è una organizzazione senza scopo di lucro che dal 1971 si occupa di discutere e trovare soluzioni – insieme a intellettuali, giornalisti, economisti e politici – alle questioni più urgenti legate alla salute, all’ambiente e all’economia a livello mondiale.
Dal 2006 realizza un report e una classifica in cui viene assegnato a ogni nazione un indice che segnala il divario di genere basandosi su 4 fattori:

  • Economici (partecipazione e opportunità)
  • Politici (potere politico)
  • Educazione
  • Salute e sopravvivenza

L’obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza a livello mondiale del divario di genere e prendere delle misure di intervento efficaci in modo da ridurre sempre di più il Gender Gap.

Curiosi di sapere dove ci posizioniamo?

Stando al Global Gender Gap Report 2020, l’Italia è al 76esimo posto, tra Tailandia e Suriname, nella classifica mondiale e al 19esimo posto nel report Western Europa and North America. Sorpresi?
Scende al 117esimo posto a livello mondiale, dopo le Mauritius e prima del Mali, se consideriamo il subindex legato a Economic Participation and Opportunity. Per i più puntigliosi, ecco la ratio:

  • Labour force participation
  • Wage equality for similar work
  • Estimated earned income
  • Legislators, senior officials and managers
  • Professional and technical workers

Secondo il World Economic Forum, uno dei modi per chiudere il Gender Gap che stiamo vivendo nel mondo e in Italia è quello di aumentare il numero di donne in posizioni di leadership, ovvero di comando. Gli altri 3 sono:

  • aumentare la partecipazione della forza lavoro femminile in settori selezionati;
  • colmare le lacune retributive;
  • costruire la parità nelle competenze e nei posti di lavoro emergenti ad alta richiesta.

In collaborazione con LinkedIn, il World Economic Forum ha inoltre individuato 8 cluster professionali che stanno guidando l’economia mondiale:

  1. People and Culture
  2. Content Production
  3. Marketing
  4. Sales
  5. Product Development
  6. Data and AI
  7. Engineering
  8. Cloud Computing

Solo i primi due hanno un gap che pende dalla parte femminile (65% per People&Colture e 57% per Content Production). Nel Marketing troviamo una copertura femminile complessiva pari al 40% e solo il 37% nel Sales: nel dettaglio l’Italia vede il 51% di uomini nel Marketing e il 56% nel Sales. Questa era la buona notizia. Se invece prendiamo in considerazione alcune particolari competenze come soft skill, business e techonology, troviamo una copertura globale maschile rispettivamente del 58%, 61% e 60%.

Ci sono due modi per leggere questi dati: gli uomini sono più bravi delle donne o le donne non hanno avuto la possibilità di esprimersi al meglio. Stando ai dati sopracitati, sappiamo che la giusta lettura è la seconda.

Che fare quindi?

Potremmo aspettare che le cose cambino da sole o possiamo rimboccarci le maniche e iniziare a cambiare noi stesse.
Per questo ho deciso di condividere queste 5 trappole per donne (e a volte anche per uomini) in cui sono caduta in prima persona per aiutare tutte a riconoscerle, affrontarle e poter affermare la propria leadership.

Può capitare che i nostri superiori, stando ai dati è molto probabile che sia un uomo, in modo arrogante, educato o diplomatico ti abbiano detto almeno una di queste frasi:

  1. “Forse volevi dire…” . La tua idea è tua. Può capitare durante una riunione di avere un’idea o un’intuizione: non lasciare che sia un tuo superiore o chiunque altro a tentare di spiegare la tua idea, potrebbe appropriarsene involontariamente. Cerca di esprimerla in modo esaustivo, se invece non hai ancora ben chiari i dettagli, aspetta a buttarla fuori e preparati in modo tale da creare il momento giusto per proporle e condividerle in modo efficace e ufficiale e poter quindi lavorare insieme al team per migliorarla. Puoi usare mappe mentali e realizzare una presentazione. Qui puoi trovare un corso gratuito offerto da Google molto utile su come comunicare le proprie idee con storytelling e design.
  2. “Lo faccio fare e pensare a te perché tanto tu sei brava”. Non è un complimento. Essere brave a fare e a pensare qualcosa vuol dire che avete tutto il diritto di essere presenti nella fase decisionale del processo, non solo in quella operativa. Che sia un’azienda con un meccanismo decisionale top-down o bottom-up, ogni occasione è giusta per essere coinvolte nel processo, per comprendere gli obiettivi e per terminare e presentare il lavoro. Soprattutto se siete brave e competenti 😉
  3. “E magari vorresti anche entrare a far parte del CDA!” Sì, la risposta è sì. Non c’è nessun ruolo che tu non possa ricoprire se dimostri di essere in grado di svolgerlo e se hai lavorato tanto per ottenerlo. Non aspettare che ti venga conferito dall’alto, non aspettare che i tuoi superiori si accorgano di te, hanno altro da fare: fai tu il primo passo! Proponiti, osserva, studia e cerca di emulare le persone più competenti in azienda.
  4. “Tu non sai stare al tuo posto!” No! Ecco che l’ambizione maschile diventa arroganza femminile. Non lasciatevi intimorire da questa frase e non datevi più limiti di quelli che la società vi impone già gratuitamente. Nell’immaginario comune potreste risultare aggressive e saccenti, fregatevene. Il tempo e i risultati vi dimostreranno se avete sbagliato strada, se avete ancora molto su cui lavorare o se avete fatto la scelta giusta. Ma non lasciatevi mettere al vostro posto da qualcun altro.
  5. “Ma cosa ne sai tu?/Non hai idea di quello di cui stai parlando”. Potrebbe essere vero, ma non temete di aprire bocca, documentatevi il più possibile quando state per affrontare un argomento più tecnico che in realtà non vi compete o che è lontano dalle vostre attività (la curiosità è un’ottima leva di crescita personale e professionale), ma non c’è bisogno di sapere tutto a menadito. Spiazzateli con: “Esatto, per questo ne volevo parlare con te!”.

leadership femminile

E poi vi diranno anche che avete il ciclo, che siete emotive, che siete invidiose, che siete gelose, che un uomo non lo avrebbe mai fatto, che siete sensibili, che non volevano ferirvi, che siete donne… sì, dududu.

La leadership femminile non è una questione femminista, è una questione mondiale di estrema urgenza. Iniziamo a essere leader di noi stesse, abbiamo un gap da colmare.

E voi? In quali trappole siete cadute?

 

Articolo a cura di Mary Gianfreda

 

Letture per approfondire:

5 consigli di carriera da donne che lavorano nel Marketing in Google

Donne: lontane dagli uomini e lontane dall’Europa, il gender gap nel lavoro

Global Gender Gap Report 2020

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